AOSTA (zgn) Otto ore di sciopero per martedì prossimo, 7 luglio, per tutti i turni di lavoro alla Cogne acciai speciali. A proclamare l'astensione dal lavoro sono le Rsu di Fim/Cisl, Fiom/Cgil e Uilm/Uil dopo che l'azienda ha comunicato ufficialmente la disdetta unilaterale del contratto integrativo. «Questa decisione non è un fulmine a ciel sereno - si legge in una nota dei sindacati - ma si inserisce in un clima aziendale profondamente deteriorato. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un progressivo aumento delle contestazioni, alcune delle quali si sono trasformate in licenziamenti. Senza contare decisioni unilaterali che gravano sulle nostre condizioni di lavoro e sui nostri diritti. La disdetta dell'integrativo è l'ennesimo attacco frontale: l'azienda in grave crisi economica vuole tagliare sui costi caricandoli sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. Le Rsu di Fim, Fiom e Uilm non lo permetteranno, la Cogne è un'azienda non una Caserma. Difronte a un'azienda che decide di colpire lavoratrici e lavoratori l'unica risposta è l'unità e la lotta democratica per difendere i diritti di tutte e tutti».
Il Direttivo del Savt Industrie ha deciso ieri, venerdì 3 luglio, di aderire allo sciopero di 8 ore. I lavoratori presidieranno via Paravera, davanti alla palazzina della direzione della Cogne, dalle 9. Il Savt Industrie ritiene infatti che le decisioni assunte dall'azienda non possano ricadere sui lavoratori né penalizzarli economicamente. «Come Savt Industrie aderiamo allo sciopero di martedì 7 luglio perché non sono stati rispettati gli accordi scritti nel Contratto Integrativo Aziendale. - dichiara Zeno Pucci, segretario del Savt Industrie - Nel testo, proprio sopra le firme, era previsto che la contrattazione per il rinnovo si sarebbe dovuta aprire nel secondo semestre del 2026, quindi entro settembre, mantenendo tutti i contenuti e i valori fino alla conclusione della nuova trattativa. Quanto accaduto dimostra che oggi è venuto meno quel rapporto di dialogo e fiducia che l'Azienda aveva mantenuto fino ad ora e che ha consentito alla Cogne di raggiungere risultati di eccellenza a livello mondiale. Venuto meno questo rapporto, lo sciopero rappresenta solo il primo passo delle iniziative che saremo costretti a intraprendere. A ciò si aggiunge il fatto che, per la prima volta dopo molti anni, i lavoratori vivono un grave clima di tensione e paura, a causa delle troppe lettere disciplinari e, purtroppo, anche da un licenziamento in tronco».