Collegamento tra gli acquedotti di Andrate, Nomaglio e Biò di Borgofranco: il progetto

Data pubblicazione 22 Aprile 2026
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BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) Il collegamento tra gli acquedotti di Andrate, Nomaglio e Biò di Borgofranco, passando per la vasca di Chialungo, è un’opera di urbanizzazione primaria attesa da anni, sulla base del progetto approntato da Smat e portato avanti sin dal 2022, su sollecitazione degli abitanti della località Corsano, al momento della realizzazione del canale di gronda a protezione dei Balmetti, lungo la Provinciale 73 in regione Chialungo. La Smat aveva fornito il tubo necessario con i relativi pozzetti, lungo la Strada Provinciale 73, per congiungere la vasca di Chialungo a Corsano, mettendo così le basi per portare acqua potabile in loco: nella vasca del vecchio acquedotto di Chialungo, però, non arrivava acqua potabile. Smat, allora, trovò la soluzione di farla arrivare dal collegamento dell’acquedotto Andrate-Nomaglio, predisponendo, fin da subito, 50mila euro nel finanziamento nel Piano Triennale degli Investimenti, dando di fatto il via alla realizzazione, che però, solo per le case sparse di Corsano, assumeva l’entità di una spesa non giustificata. Si pensò così di collegare anche Biò.

«Dal febbraio 2026 — spiega Fausto Francisca — in meno di 2 mesi, è stato finalmente ricevuto il progetto che collega non solo la rete di Andrate-Nomaglio con la vasca di Chialungo e di lì alle case sparse di Corsano, ma addirittura è progettato il collegamento con l’acquedotto di Biò. Una grande opera acquedottistica pubblica di interesse sovracomunale». La maggioranza al completo (meno alcuni componenti che non erano presenti alle Giunte e alle riunioni di gruppo) era stata informata di tutto. Quest’opera, finanziata, sarà realizzata completamente da Smat, per un importo di poco inferiore a 1 milione di euro, in previsione di tempi ragionevoli. «Purtroppo i tempi tecnici per le opere pubbliche non sono sempre immediati e si realizzano sempre per lungimiranza dei proponenti — continua Fausto Francisca, aggiungendo una chiosa polemica inerente le recenti dimissioni di alcuni componenti del consiglio e il conseguente commissariamento del Comune: — Quando la minoranza dice che non ne sapeva nulla è solo perché aveva altri obiettivi, mirati contro le persone e non per apportare proposte progettuali, sfuggendo alla responsabilità delle azioni e presentando poi dimissioni».