Lavori a partire dalla fine di gennaio nell’ambito del progetto nazionale “Polis”

Poste di Borgofranco chiuse per due mesi

Data pubblicazione 7 Gennaio 2026
L’ufficio postale di Borgofranco d’Ivrea in via Marini che chiuderà da fine gennaio
L’ufficio postale di Borgofranco d’Ivrea in via Marini che chiuderà da fine gennaio
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BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) – A partire dalla fine di gennaio, l’ufficio postale di Borgofranco d’Ivrea, in via Marini, chiuderà per circa due mesi per consentire i lavori previsti dal Progetto Polis – Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale. Il progetto, promosso dal governo, mira a favorire la coesione economica, sociale e territoriale e a ridurre il Digital Divide nei piccoli centri e nelle aree interne dei Comuni con meno di 15mila abitanti.

Gli uffici postali coinvolti saranno dotati di nuovi spazi e tecnologie per facilitare l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e sostenibilità ambientale, contribuendo agli obiettivi del piano Next Generation EU.

L’ufficio postale di Borgofranco sarà migliorato con spazi più funzionali e infrastrutture adeguate, per permettere una fruizione più efficace dei servizi disponibili, inclusi postazioni di lavoro, aree di riunione e spazi per eventi e formazione aperti a tutti.

«Tra i servizi previsti – spiega il sindaco Fausto Francisca – ci saranno il rilascio di passaporti e carte d’identità, il pagamento diretto delle tasse e altre innovazioni digitali».

Nell’ambito della sostenibilità ambientale, è prevista anche l’installazione di una rete di ricarica per veicoli elettrici nella piazza del Ricetto, con nuove centraline pubbliche.

«L’ufficio postale riaprirà nella sua nuova veste verso i primi giorni di aprile 2026 – prosegue il sindaco –. Durante la chiusura, il servizio sarà garantito dall’ufficio postale di Montalto Dora per il ritiro di pacchi, raccomandate e pensioni».

Tuttavia, i residenti temono disagi, soprattutto per anziani e fasce deboli, anche a causa della sospensione del servizio bancomat durante la chiusura. Sui social si sono già levate diverse proteste, con cittadini che suggeriscono l’idea di aprire un ufficio postale provvisorio in paese, per ridurre i disagi durante i lavori.

Michele Tetro