QUINCINETTO (ttm) Le aree cimiteriali di piccole comunità, solitamente situate in zone isolate e prive di monitoraggio o controlli, sono sovente oggetto di raid da parte di ladri di materiali in rame o altri metalli. Alla recente ondata di casi avvenuti in Canavese si aggiunge quello di Quincinetto, accaduto nella notte tra sabato 1 e domenica 2 agosto, piuttosto rilevante per i danni occorsi alle strutture: la distruzione di due antichi loculi pesanti diversi quintali e la sottrazione delle lamiere in rame sottostanti. L’incursione nel camposanto è stata avvertita dai residenti che abitano nelle case circostanti, allertati dai rumori e dalle luci provenienti dal cimitero a quell’ora di notte. Sono state effettuate chiamate ai Carabinieri ma nessuno è intervenuto per tempo. Le pattuglie di intervento sarebbero dovute partire da Banchette e nel tempo del tragitto occorso probabilmente avrebbero potuto fare ben poco. «La previsione è che avremo altri casi simili. - considera amaramente assessore Luciano Buffatto - La presenza di rame nel cimitero è consistente e i ladri sanno di potere agire per lo più indisturbati. Un rapido intervento potrebbe quantomeno spaventarli ma le pattuglie sono poche e i tempi di arrivo lunghi, né si può pretendere che agiscano i cittadini, sarebbe una cosa troppo pericolosa». Le speranze che le telecamere di sorveglianza, poste sulla strada, possano fornire qualche indizio utile alle indagini sono pochissime, ovviamente si sa della loro presenza e per raggiungere il cimitero si passa dal bosco, si parcheggia dietro la struttura e da lì si fugge poi senza problemi. Un’opportuna ripresa con telecamere dei mezzi utilizzati per dileguarsi non sarebbe vincolante, poiché senz’altro le targhe sarebbero camuffate. Il cimitero è diventato una meta favorita per questo tipo di furti, che si allarga anche alla sottrazione dei vasi di fiori in rame, conferendo all’atto criminale anche una dimensione di irriverenza e di offesa verso i defunti e verso i loro parenti. «Se non potremo aumentare i controlli del caso saremo costretti a smettere di utilizzare il rame e passare a un metallo meno prezioso, in modo da scongiurare le incursioni future» conclude l’assessore Luciano Buffatto.