
BORGOFRANCO D’IVREA (tm) Dopo i casi di Caluso, Mazzè e Leini, che hanno visto la distruzione o il danneggiamento vandalico delle Panchine Giganti allestite negli angoli più pittoreschi dei paesi, anche la Big Bench di Borgofranco d’Ivrea, di colore verde e blu, è stata ritrovata imbrattata di scritte e graffiti di dubbio gusto. Non si tratta per fortuna di danni strutturali veri e propri (come nel caso di quella di Mazzè, fatta a pezzi) ma comunque di un’azione riprovevole e condannabile, come ha evidenziato l’ex sindaco Fausto Francisca: «Un amico mi ha segnalato questo atto di inciviltà. Insieme dobbiamo tutti vigilare e denunciare gli autori. La panchina gigante di Montebuono è un patrimonio di tutti».
Le panchine giganti sono sicuramente patrimonio di tutti ma anche facile bersaglio di vandali o buontemponi con scarso senso civico, che possono agire indisturbati dato il relativo isolamento di queste installazioni, pensate per sorgere in determinati punti panoramici e contemplativi, raggiungibili sovente dopo una passeggiata tra ambienti naturali che non sono oggetti di controllo o monitoraggio di sicurezza, e quindi risulta difficile cogliere in fallo chi imbratta o sfregia le panchine. Il progetto Big Bench è partito dal designer americano Chris Bangle, con la prima installazione nel 2010 a Clavesana, nelle Langhe piemontesi. L’idea si è poi diffusa in tutto il Piemonte e infine sia in Italia che all’estero, grazie al coinvolgimento delle comunità locali. Oggi esistono circa 450 panchine giganti ufficiali nel mondo, con altre in costruzione, la maggior parte in Italia, distribuite soprattutto tra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana.