Gran San Bernardo

Le novità in vista delle elezioni: si ripresenteranno tanti primi cittadini uscenti. Joël Creton smentisce il ritorno

A Etroubles è una sfida tra i fratelli Tamone. “Passo di lato” del sindaco Marco Calchera

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ETROUBLES (qdn) Una sfida elettorale tra fratelli. E’ quella che potrebbe andare in scena a Etroubles alle elezioni comunali previste per la fine del prossimo mese di settembre. Il sindaco uscente Marco Calchera ha infatti deciso di fare un “passo di lato” e di candidarsi come vicesindaco: il suo gruppo ha individuato come figura di riferimento per il ruolo di candidato sindaco Andrea Tamone.

«Questa è l’ipotesi a cui stiamo lavorando. – conferma Marco Calchera – Io ho ricoperto il ruolo di sindaco con passione e con piacere per 10 anni ma non ho mai pensato di dovermi inchiodare alla poltrona. Considerate le energie che ho impiegato in questo decennio e consapevole che forse non riuscirei a garantirle ancora per un altro mandato, la mia idea è di poter essere di aiuto per 5 anni per il “passaggio di consegne”, cercando di evitare strappi in paese e garantendo una continuità, in modo da costruire senza fratture i prossimi 10 o 15 anni a venire. Stiamo costruendo un progetto a cui crediamo molto, con alcuni ricambi importanti sia in Giunta che in Consiglio. In questo quadro, la persona individuata come candidato sindaco è stata scelta perché riteniamo che lui sia la persona giusta e mi dispiacerebbe che venisse identificata principalmente come “fratello di qualcuno”».

Riflessione comprensibile, anche se è inevitabile constatare che Andrea Tamone è appunto il fratello di Massimo – già sindaco di Etroubles dal 2000 al 2015 e attuale segretario particolare del presidente del Consiglio Valle Alberto Bertin – che ha sempre criticato duramente l’operato dell’Amministrazione guidata dal sindaco Marco Calchera e che ora sta lavorando a una lista di rottura.

«Sì, ci proviamo. – conferma Massimo Tamone – l’attuale situazione è un disastro, vogliamo proporre un’alternativa». E proprio Massimo Tamone potrebbe esserne il capolista? «Questo non lo so, è ancora tutto da vedere…».

A Gignod la sindaca Gabrella Farcoz è data come probabile candidata per un terzo mandato anche se lei frena: «Ci stiamo ragionando, non mi sento ancora di dare una risposta». Incertezze sulla possibilità che si presenti una seconda lista.

Ad Allein si ipotizza un terzo mandato per Piergiorgio Collomb anche se il diretto interessato non si sbilancia: «Ci troveremo a breve per discuterne, al momento stiamo lavorando per concludere questa consiliatura».

Anche a Bionaz si dovrebbe ripresentare il sindaco uscente Valter Nicase, che sta concludendo il suo primo mandato. «Ho dato la mia disponibilità. – ammette – La squadra è praticamente pronta, nel segno della continuità. Due o tre abbandoni ci sono stati ma è fisiologico e sono già state trovate le persone disponibili a impegnarsi per prendere il loro posto».

Tra le novità, non dovrebbe più ricandidarsi l’attuale vicesindaca Daisy Barailler: ad affiancare Valter Nicase nel ruolo di vice dovrebbe quindi essere l’attuale assessore Albert Betemps.

A Valpelline Maurizio Lanivi è pronto a rimettersi in gioco per un terzo mandato. «Stiamo completando la lista. – dice – Ci sono tre o quattro cambiamenti ma la squadra di lavoro rimane, stiamo definendo gli ultimi dettagli. Vogliamo proseguire per portare a termine i progetti iniziati: in particolare l’allargamento e la realizzazione dei marciapiedi sull’ultimo tratto della strada regionale e la riqualificazione della piazza del paese».

Pure a Saint-Rhémy-en-Bosses non dovrebbero esserci novità in vista, con un secondo mandato per l’attuale sindaco Alberto Ciabattoni. «Ho dato la mia disponibilità, così come hanno fatto anche tutti gli altri componenti della Giunta, quindi l’intenzione è di proseguire con questa squadra» rivela.

A Roisan Gabriel Diémoz sarebbe l’unico sindaco del comprensorio ad avviarsi verso un quarto mandato. «Per la verità credevo con il terzo mandato di concludere la mia esperienza da sindaco. Poi, con il cambiamento delle regole, si sono iniziati a fare dei ragionamenti per portare avanti i progetti che abbiamo avviato. – conferma Gabriel Diémoz – Alcune persone del gruppo hanno manifestato l’intenzione, dopo 10 o 15 anni di impegno in Amministrazione, di lasciare spazio ad altri. Così stiamo lavorando per coinvolgere alcuni giovani del paese, per garantire anche un futuro ricambio generazionale. Chi si impegna, però, vuole al contempo essere affiancato da chi ha più esperienza. Per questo ho dato la mia disponibilità per un ulteriore mandato. Non c’è comunque niente di deciso in modo definitivo».

Tra quelli che probabilmente non si ricandideranno più c’è il vicesindaco Duilio Noyer.

Il sindaco di Doues Giorgio Abram, che ha ereditato la fusciacca da Franco Manes, eletto alla Camera dei Deputati, si avvia verso una conferma. «Se ci fossero state le condizioni, avrei fatto uno o due passi indietro, candidandomi come vicesindaco o per un posto in Giunta per dare una mano e lasciando la fusciacca a qualcuno di più giovane. – riflette – Tuttavia tali condizioni non si sono verificate quindi è possibile che il candidato sindaco sia io; sono a disposizione, anche se non ho ancora ufficialmente sciolto la riserva».

A Oyace Stefania Clos si è detta disponibile a proseguire con un secondo mandato, pur ad alcune condizioni. «Dal momento che, dopo tantissimi anni di impegno in Amministrazione comunale, l’attuale vicesindaco Leone Landry ha deciso di non candidarsi più, ho chiesto di avere carta bianca sulla scelta del mio futuro vice. – spiega Stefania Clos – Per poter lavorare bene in un piccolo Comune, infatti, è necessario che esista perfetta sintonia tra sindaco e vice, è fondamentale che ci sia un rapporto assoluto di fiducia. Leone Landry è una persona con cui c’è una conoscenza profonda e con cui ho lavorato bene per cinque anni: il fatto che non si ricandidi lascia un vuoto che deve essere colmato nel modo migliore possibile».

«Abbiamo già avuto un primo incontro per capire come si delineerà la squadra e i presupposti sono buoni. – prosegue Stefania Clos – Avremo probabilmente alcuni nuovi ingressi in Consiglio anche di persone giovani. Rimango naturalmente apertissima al confronto e al dialogo con tutti. Rispetto al 2020, quando Oyace non viveva un periodo roseo e avevamo dovuto chiudere la lista in tempi rapidissimi, questa volta per fortuna le cose sono diverse e possiamo dialogare con calma riflettendo al meglio sulle esigenze del nostro paese».

Infine Ollomont è una piazza calda dopo le divisioni in Giunta legate alla questione della sciovia. «Dopo l’inverno “focoso”, sto ancora valutando l’ipotesi di un altro mandato da sindaco. – dichiara David Vevey – Vorrei capire chi è disponibile a creare un gruppo. La mia candidatura è un’ipotesi che esiste, non lo nego, ma è importante che vi sia disponibilità di tempo e di persone che vogliano portare avanti progetti condivisi».

«Gli screzi invernali hanno sicuramente influito sul clima all’interno della Giunta ma poi nel prosieguo dell’attività amministrativa abbiamo trovato una quadra per andare avanti per il bene del paese. – rimarca il vicesindaco Denis Arbizzi – Dobbiamo ancora incontrarci come gruppo e ognuno farà le proprie valutazioni. Non c’è ancora nulla di definito».

Anche Davide Rosset, assessore che – così come il vicesindaco – aveva avuto visioni diverse rispetto al sindaco sulla sciovia, è sulla stessa linea: «Non si è ancora nemmeno parlato di elezioni. Siamo tutti persone intelligenti e il fatto che ci sia stato un contrasto in Giunta non significa automaticamente che nascerà una seconda lista. Vedremo, bisognerà fare delle riflessioni. Al momento non mi sono posto il problema. Su una cosa siamo tutti d’accordo: che l’importante è lavorare nel modo migliore per il paese».

Sempre riguardo a Ollomont, sembra sfumare l’ipotesi di un ritorno come candidato sindaco dell’ex primo cittadino Joël Creton: «Onestamente in questo momento non ho in progetto nulla del genere!» dice chiaro e tondo l’ex sindaco.