
SAINT-RHÉMY-EN-BOSSES (qdn) «Se dovessimo trovare un filo che caratterizza tutta la tua storia, potremmo dire che è la capacità di unire la fede alla concretezza della vita». Si sono tenuti domenica scorsa, a Bosses, i festeggiamenti per i 60 anni di sacerdozio di don Claude Duverney, parroco di Etroubles, Saint-Oyen, Bosses e Saint-Rhémy. Una bella occasione per una festa semplice e sentita, per una persona straordinaria. Nel bel discorso letto in chiesa da Oscar Marguerettaz a nome delle quattro comunità parrocchiali, è stata ripercorsa la storia di don Claude, iniziata come studente e con l’ordinazione a sacerdote a 26 anni nella congregazione dei Canonici del Gran San Bernardo, proseguita con gli studi in scienze agrarie e il fondamentale contributo dato alla sviluppo dell’agricoltura valdostana all’Ecole d’Agriculture di Aosta, poi Institut Agricole Régional. E poi i lunghi anni di missione in Senegal e infine il ritorno sulle sue montagne. Un percorso vario ma condotto sempre con il desiderio di mettersi concretamente al servizio degli altri. Commovente - e profondamente significativo del valore dell’uomo - il ricordo che don Claude Duverney ha avuto per la sua esperienza in Senegal: «Tra le 750 donne che lavorano negli orti comunitari realizzati in Senegal, solo 2 o 3 sono cristiane, tutte le altre musulmane. Non ho convertito nessuno ma credo che tutti manterranno il ricordo che il cristianesimo è al servizio della gente».
«Le tue comunità parrocchiali ti vogliono bene. - si legge ancora nel discorso dedicatogli dai suoi parrocchiani - Le Suore del Monastero, a cui tu sei particolarmente legato, ti vogliono bene. E il motivo è semplice: perché vedono in te una persona vera, umile, coerente con la sua scelta di fede, un sacerdote che vive ciò che predica. Una persona che, a 85 anni, continua ancora oggi a camminare in montagna, a sciare, a progettare, a viaggiare e ad interessarsi degli altri». Il dono delle sue comunità parrocchiale non poteva quindi che essere un buono per acquistare abbigliamento e attrezzatura sportivi. Le suore del Monastero Regina Pacis gli hanno regalato delle tavolette in legno incise mentre il vescovo monsignor Franco Lovignana ha inviato un messaggio su una pergamena che è stato letto durante la funzione, seguita poi da un rinfresco e da un momento di fraternità nell’adiacente Dortoir di Saint-Léonard.