Gignod, l’antenna alta trenta metri accanto al campanile fa discutere

Data pubblicazione 22 Luglio 2026
Il campanile della chiesa di Ollomont e, a destra, l’antenna alta trenta metri
Il campanile della chiesa di Ollomont e, a destra, l’antenna alta trenta metri
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GIGNOD (zgn) Se nella vicina Arpuilles un’intera comunità è in subbuglio per il progetto di installazione di un’antenna per le telecomunicazioni, a Gignod da alcuni giorni ha fatto la sua apparizione una mastodontica analoga struttura, posizionata a valle della statale 27 vicino al cimitero comunale. Alla visione della mega antenna tanti residenti hanno evidenziato la loro sorpresa e in Municipio sono arrivate proteste e richieste di chiarimenti.

«In effetti - spiega la sindaca Gabriella Farcoz - comprendo le preoccupazioni e anche il disappunto di molti per la recente installazione della torre di telecomunicazioni. Proprio per questo motivo ritengo doveroso spiegare come si è arrivati a questa scelta. La vicenda non nasce oggi, ma nel 2021. Nel corso degli anni sono state valutate diverse ipotesi di collocazione: inizialmente sopra il capoluogo, lungo la Via Francigena, successivamente sul tetto della Maison des Associations, poi in località Arliod, dietro all'antico forno, appena fuori dal centro abitato. Attraverso il dialogo e il confronto con tutti i soggetti coinvolti, senza intraprendere costosi ricorsi legali destinati con ogni probabilità a non avere successo, siamo riusciti ad ottenere uno spostamento dell'impianto in un'area decisamente meno impattante dal punto di vista paesaggistico e soprattutto più distante dalle abitazioni, nei pressi del cimitero.

«È però importante - continua Gabriella Farcoz - chiarire un aspetto fondamentale: la normativa nazionale considera le reti di telecomunicazione come infrastrutture di interesse pubblico primario, al pari di altri servizi essenziali. Questo significa che i Comuni non hanno il potere di vietarne in modo assoluto l'installazione se i requisiti di legge sono rispettati. Possono invece intervenire per individuare, attraverso la pianificazione e il confronto, la collocazione meno impattante possibile. Questa non è un'opinione personale, ma il quadro normativo vigente. Lo dimostrano anche le numerose vicende giudiziarie che hanno coinvolto diversi Comuni valdostani, come Arnad e Aymavilles, dove i ricorsi contro gli operatori delle telecomunicazioni non hanno consentito di impedire la realizzazione degli impianti.

«Pertanto - conclude Gabriella Farcoz - il nostro obiettivo, fin dall'inizio, è stato quello di tutelare il più possibile il territorio e i residenti. Di fronte a un'infrastruttura che la legge consente e tutela, la scelta responsabile non era promettere ciò che non sarebbe stato possibile mantenere, ma lavorare per ottenere la soluzione con il minor impatto possibile. Capisco che non tutti condivideranno questa scelta, ma ritengo corretto spiegare con trasparenza quali erano i reali margini di azione dell'Amministrazione comunale e perché è stato seguito questo percorso.

In effetti i casi di Arnad e Aymavilles hanno purtroppo dimostrato che, pur resistendo, i Comuni sono andati incontro a rilevanti spese legali per tentare, senza successo, di evitare la presenza di questi “mostri” sul loro territorio. È chiaro che a Gignod, pur essendo stato individuato il male minore, la collocazione vicino al cimitero non è piaciuta a molte persone, anche per una mancanza di rispetto nei confronti del luogo, ma ormai la torre è lì e vista dal basso rivaleggia in altezza con il campanile della chiesa parrocchiale, costituendo un nuovo inquietante elemento nel paesaggio del paese.