
SAINT-RHÉMY-EN-BOSSES (zgn) Si apre un nuovo dibattito sulle soluzioni per mitigare l’impatto sul traffico causato dall’imminente chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes del raccordo autostradale tra la A5 e la Statale 27.
Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto alla Regione di disporre il divieto di transito per il traffico pesante internazionale in semplice attraversamento. Una proposta giudicata miope dalle Amministrazioni comunali dell’Alta Valle del Gran San Bernardo che ritengono che un provvedimento così drastico avrebbe pesanti ricadute economiche su aziende e società del territorio, nonché sul Traforo del Gran San Bernardo, e pertanto suggeriscono solo una limitazione in alcune fasce orarie del passaggio dei Tir.
Avs: «Stop al traffico pesante internazionale»
Venerdì scorso, 22 maggio, i consiglieri regionali del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro hanno inviato al presidente della Regione, nelle sue funzioni prefettizie, Renzo Testolin una lettera per chiedere l’adozione di provvedimenti straordinari in vista di una situazione «Particolarmente critica alla luce dei circa 30mila Tir che ogni anno transitano lungo la direttrice internazionale del Gran San Bernardo, con conseguenze rilevanti sulla sicurezza, sulla mobilità e sulla qualità della vita dei residenti. Riteniamo opportuno che sia fatta una valutazione di tutte le misure utili a ridurre i fattori di congestione e di rischio, con particolare riferimento al traffico pesante internazionale che non abbia origine o destinazione in Valle d'Aosta o nel Cantone del Vallese».
La richiesta riguarda quindi l’attivazione, nell’ambito delle competenze prefettizie e di coordinamento della viabilità in capo alla Presidenza della Regione, di provvedimenti volti a istituire il divieto di transito per il traffico pesante internazionale in semplice attraversamento, evitando che il peso della mobilità transfrontaliera ricada in maniera sproporzionata sulla città di Aosta.
«L’emergenza determinata dalla chiusura delle gallerie - aggiungono i consiglieri di Avs - richiama inoltre la necessità di affrontare in modo strutturale il tema del traffico pesante internazionale lungo la direttrice del Gran San Bernardo, che rappresenta quotidianamente un fattore di disagio e di pericolo per i Comuni e le popolazioni della Vallata».
«Limitazione al transito dei Tir invece del divieto»
A fronte della richiesta di Avs, le Amministrazioni comunali dell’Alta Valle del Gran San Bernardo in una nota evidenziano che «Pur comprendendo il disagio che si creerà nel cuore cittadino, desiderano segnalare che il contenimento dei fattori di rischio può avvenire anche mediante la limitazione in alcune fasce orarie del passaggio dei Tir come discusso nelle riunioni del Comitato Operativo Viabilità». Il motivo? «Nella maggior parte dei Comuni valdostani, e non solo nei territori dell’Alta Valle del Gran San Bernardo, - spiegano i Sindaci - molte aziende e società lavorano principalmente con il traffico di mezzi pesanti, attraverso operazioni di sdoganamento, fornitura di materiali delle imprese locali nel vicino Vallese, che garantiscono posti di lavoro e ricadute economiche per le attività commerciali». Non solo: una società partecipata regionale, quale la Sitrasb, «Grazie ai circa 30mila passaggi annui di Tir incassa con i pedaggi per un ammontare di circa 3 milioni di euro, importo che, guardando gli ultimi bilanci approvati, rappresenta una parte considerevole degli incassi totali, che ammontano a 14 milioni 400mila euro, e che supera gli utili della società (pari a circa 2,7 milioni di euro)». Ecco perché le Amministrazioni comunali «Senza voler incentivare una polemica relativa a una tematica di notevole importanza per l’intera Valle d’Aosta» esprimono «Apprezzamento per lo sforzo di Avs di collaborare con il Governo regionale al fine di trovare delle soluzioni, ma ritengono che, in questo caso, la visione sia piuttosto miope».
Interrogazione al ministro dei Trasporti Matteo Salvini
«Sul Traforo del Gran San Bernardo e sulle gallerie della Statale 27 e dell’A5 serve una regia nazionale. Il punto politico è questo: la viabilità alpina non può essere trattata come una somma di emergenze locali. È un’infrastruttura strategica per frontalieri, merci, turismo, sicurezza stradale e rapporti tra Italia e Svizzera».
Lo dichiarano Antonino Iaria, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Trasporti, e la senatrice Elisa Pirro. Che aggiungono «Le tensioni con la Svizzera sui costi e sui ritardi del Traforo si sommano alle preoccupazioni emerse in Valle d’Aosta per le chiusure delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes. Le opposizioni regionali hanno chiesto un Consiglio Valle straordinario prima dell’avvio dei cantieri previsto giovedì 11 giugno. Questo dimostra che il problema non è isolato. Manca una visione nazionale sui collegamenti alpini».
Per questo motivo il Movimento 5 Stelle presenterà a breve un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per chiedere chiarimenti sullo stato degli accordi con la Svizzera, sulle coperture finanziarie, sul cronoprogramma degli interventi e sul coordinamento previsto per ridurre i disagi sulla rete valdostana. «La manutenzione delle infrastrutture alpine - concludono Antonio Iaria ed Elisa Pirro - deve diventare una priorità strategica nazionale».
Prima riunione del tavolo tecnico
Martedì scorso, 26 maggio, è stata convocata la prima riunione del tavolo tecnico convocato per analizzare gli effetti sulla viabilità regionale connessi ai lavori programmati lungo l’asse del Gran San Bernardo e per individuare le misure organizzative utili a minimizzarne l’impatto. L’incontro ha consentito di fare il punto della situazione e di avviare un confronto operativo tra le strutture regionali, i Comuni interessati, la Protezione Civile e il gestore autostradale.
Nel corso della riunione sono stati illustrati i dati disponibili sui volumi di traffico del raccordo tra l’autostrada A5 e la Statale 27 del Gran San Bernardo, che nei momenti di maggiore intensità (nei pomeriggi di fine luglio) fanno registrare, in via indicativa, circa 600 mezzi l’ora sommati nei 2 sensi di marcia, compresi i mezzi pesanti (meno di 20) diretti verso il Traforo del Gran San Bernardo o provenienti dallo stesso. «Numeri che evidenziano un impatto indubbiamente significativo, - evidenzia la Presidenza della Regione - ma ritenuto al momento gestibile, e che costituiranno la base di lavoro per la definizione delle misure operative».
Per quanto riguarda il cantiere, è stato ribadito che, secondo le informazioni attualmente disponibili, i lavori - dal valore complessivo stimato in circa 40 milioni di euro - dovrebbero essere eseguiti, con contemporanee attività sulle 2 gallerie, con turnazione continuativa sulle 24 ore, 7 giorni su 7, salvo eventuali aggiornamenti che potranno emergere nelle prossime settimane.
Tra i principali temi affrontati vi è stata la definizione di un piano di segnaletica dedicato per indirizzare l’utenza e individuare i percorsi preferenziali o obbligatori verso l’alta Valle del Gran San Bernardo. L’obiettivo è evitare che, in particolare i mezzi pesanti, utilizzino impropriamente la viabilità regionale secondaria o strade locali non idonee a sostenere flussi di traffico commerciale. Le strutture regionali competenti e i Comuni interessati approfondiranno ora le singole criticità territoriali, condividendone gli esiti con la Protezione Civile regionale, che coordinerà la raccolta delle informazioni necessarie alla predisposizione della cartellonistica, che il gestore autostradale si è reso disponibile a realizzare e installare nei punti strategici.
Nel corso del confronto è stata inoltre valutata la possibilità di introdurre una regolazione temporale del traffico pesante lungo la strada statale, prevedendo eventuali limitazioni orarie nelle fasce di maggiore traffico, in particolare nelle prime ore della mattina. Tra le ipotesi al vaglio figura anche l’individuazione di un’area di stoccaggio e regolazione dei mezzi pesanti, individuata nell’area ex Sima, già utilizzata in occasione delle criticità legate alla viabilità del Gran San Bernardo durante il periodo invernale. In questa fase, tuttavia, si è ritenuto prioritario monitorare l’andamento reale dei flussi nelle prime settimane dei lavori, al fine di calibrare eventuali interventi sulla base di dati concreti e a seguito anche di un confronto con le autorità svizzere per eventuali misure simili.
Infine, il sindaco di Aosta Raffaele Rocco ha illustrato i lavori previsti in via Roma, relativi all’adeguamento delle protezioni stradali. Considerato il possibile impatto sulla viabilità cittadina in concomitanza con il nuovo scenario di traffico, è emersa la necessità di valutare il possibile rinvio della cantierizzazione da attuarsi attraverso le opportune procedure amministrative al fine di scongiurare un possibile appesantimento della fluidità stradale.
Traffico alternato sul raccordo al Traforo
Da mercoledì prossimo, 3 giugno, a domenica 15 novembre la società Sitrasb, concessionaria del Traforo del Gran San Bernardo, svolgerà dei lavori di «Manutenzione straordinaria e di miglioramento sismico» del viadotto Ronc. È dunque prevista la chiusura di una corsia del raccordo autostradale di accesso al tunnel con traffico alternato regolato da un semaforo.