La Sav respinge l’ipotesi di un’apertura parziale del raccordo con la Statale 27

Data pubblicazione 10 Giugno 2026
Le gallerie Signayes e Cote de Sorreley chiuderanno da giovedì 11 giugno
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SAINT- RHÉMY- EN - BOSSES (zgn) Non è giunta nessuna marcia indietro dall’assemblea della Sav convocata d’urgenza mercoledì scorso, 3 giugno, su richiesta della Regione: da giovedì prossimo, 11 giugno, come annunciato, le gallerie Cote de Sorreley e Signayes, ubicate lungo il raccordo tra l’autostrada A5 e la Statale 27 del Gran San Bernardo, saranno totalmente chiuse al traffico per consentire l’avvio dei lavori di adeguamento ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa europea e nazionale.

«Al fine di ridurre al minimo i disagi sulla viabilità locale - precisa una nota della società - Sav ha posto come priorità assoluta la riduzione dei tempi di cantiere, attraverso un’ottimizzazione delle fasi operative e l'introduzione di turni di lavoro continutivi, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tale approccio ha permesso di ridurre del 25 per cento la durata di chiusura del raccordo contenendola a 370 giorni, rispetto agli originari 494 giorni previsti in regime di chiusura al traffico, nel progetto originario». L’avvio dei lavori, prosegue la Sav, è previsto dopo la chiusura delle scuole.

«Con l’obiettivo di riaprire il raccordo, adeguato ai massimi livelli di sicurezza previsti dalla normativa, entro il giugno 2027. Questo calendario consentirà di rispettare le scadenze normative ed evitare la sovrapposizione con la prevista chiusura prolungata del Traforo del Monte Bianco, programmata per l’autunno 2027, e il conseguente incremento di traffico sulla direttrice del Gran San Bernardo». Il presidente della Regione Renzo Testolin ha formulato una richiesta di una ulteriore valutazione delle modalità di esecuzione delle lavorazioni «Soprattutto in ragione del possibile disagio che la chiusura totale del raccordo potrebbe creare al territorio interessato in termini di appesantimento del traffico, penalizzazione dei flussi turistici e commerciali, sulla mobilità giornaliera casa/lavoro oltre che ambientali, proponendo una manifestazione di interesse per poter verificare la disponibilità di aziende in grado di svolgere i lavori nello stesso tempo e costo mantenendo parzialmente aperto il raccordo». L’assemblea «In considerazione dall’imperatività degli interventi in materia di sicurezza, della non ulteriore procrastinabilità dell’avvio dei lavori al fine di poter rispettare le stringenti tempistiche imposte dalla normativa di settore nonché dai vincoli derivanti dalla normativa “appalti” in materia di affidamento dei lavori, ha preso atto della richiesta formulata pur non potendola accogliere. Tuttavia, la società ha manifestato la massima disponibilità a monitorare la situazione e a collaborare con i tavoli istituzionali al fine di adottare le più opportune misure di mitigazione degli eventuali disagi».

Intervento da 40 milioni Durante l’assemblea dei soci Sav sono state illustrate le caratteristiche dell’intervento, per cui è previsto un investimento di 40 milioni di euro, che consentirà ai 2 tunnel di rispettare le rigorose normative attuali per i requisiti minimi di sicurezza per le gallerie stradali della rete transeuropea con lunghezza superiore ai 500 metri.

Vengono imposti, spiegano dalla Sav, «Standard elevati in materia di ventilazione, illuminazione, vie di fuga, sistemi antincendio e comunicazione di emergenza, con l'obiettivo di prevenire criticità e proteggere gli utenti in galleria, in caso di emergenza». Trattandosi di gallerie a fornice unico, percorse dal traffico in entrambi i sensi di marcia, «La complessità strutturale e impiantistica dei lavori da realizzare - precisa la Sav - è del tutto incompatibile con la presenza di veicoli in transito. Ciò in considerazione della necessità di garantire le indispensabili condizioni di sicurezza sia per la circolazione stradale che per il personale impegnato nel cantiere. Tale circostanza è stata confermata anche dalla valutazione del soggetto terzo indipendente che si è espresso su richiesta della Regione a seguito del Comitato Operativo per la Viabilità della Valle d’Aosta dell’aprile scorso. Lo stesso Comitato, tenuto conto dei dati storici di traffico, ha già avviato le misure necessarie a identificare soluzioni idonee a garantire il massimo livello di sicurezza e la maggiore fluidità possibile della circolazione».