OLLOMONT (ces) Futuro al momento ancora incerto per la gestione del sito minerario di Ollomont che era stata affidata in via sperimentale all’Associazione Lo Contrebandjé di Valpelline. Era il 2019 quando è stato avviato un progetto Interreg, con capofila l’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin e il Comune di Vallège in Svizzera, che ha permesso di ottenere un finanziamento europeo. Fondi che hanno reso possibile la ristrutturazione di una parte di un sito minerario unico nel suo genere e che era stato chiuso nel dopoguerra, di realizzare una passerella sul pozzo di Balme (110 metri verticali), di organizzare un infopoint e museo che accoglie turisti e studenti per informarli sul sito minerario e un parco avventura attrezzato per bambini a partire dai 4 anni. A tutto ciò si aggiunge un punto di ristoro. Il sindaco di Ollomont David Vevey dichiara: «Abbiamo speso 916mila euro di fondi europei e abbiamo integrato come Comune 300mila euro per portare a termine il progetto. Alla gara di appalto l’unica società che si è presentata è stata quella dell’associazione Lo Contrebandjé di Valpelline che ha concluso ad aprile il suo lavoro. Faremo a breve, ma non so dire quando, una nuova gara di appalto per la gestione del sito ed è nostra intenzione tenere aperte le miniere soddisfacendo tutte le richieste che sono arrivate e che sono calendarizzate nei prossimi mesi».
Sulla gestione futura del sito e delle diverse attività messe in piedi Christian Bredy referente dell’Associazione Lo Contrebandjé è critico: «Lavoriamo sul territorio di Ollomont da 15 anni con la gestione della struttura di arrampicata la “Maison Grimpe” e quando abbiamo iniziato il progetto delle miniere abbiamo accettato, anche se per noi non era per niente vantaggioso, una concessione per soli 2 anni, ma lo abbiamo fatto perché abbiamo voluto fidarci. L’unica cosa che avevamo chiesto al Comune era di non metterci nella situazione di doverci indebitare. Purtroppo invece è accaduto: a causa di alcune complicazioni burocratiche non abbiamo ancora avuto dal Comune l’ultimo contributo. Oltretutto non si parla di una cifra enorme, 33 mila euro, che per noi sono però soldi necessari. Ci sono prenotazioni che abbiamo già preso e che non sappiamo come potranno essere soddisfatte». Critiche respinte dal sindaco David Vevey, secondo cui il contributo non è stato erogato per problemi legati alla rendicontazione. «Rispetto alla documentazione fornita inizialmente e ritenuta incompleta - precisa David Vevey - ne è stata aggiunta altra su cui sono in corso le verifiche degli uffici, al termine delle quali, se tutto risulterà in regola, sarà saldato il contributo».