Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica
“La riapertura della tratta non è funzionale ai bisogni reali della comunità”, di chi è questa affermazione? Forse si tratta del commento dell’assessore alla Viabilità di Milano che gode di una delle viabilità migliori d’Italia, con un’efficienza ai massimi livelli, che consente ai propri utenti le massime performance in materia di spostamenti tra pubblico e privato, una commistione tra metro, autobus, treni per le lunghe tratte, auto che non congestionano, car sharing e servizi privati. La viabilità, i collegamenti, gli spostamenti sono infatti uno dei principali indicatori del benessere dei cittadini, che devono lavorare, connettersi con le zone limitrofe, studiare, accedere ai servizi di cure e tanto altro.
Non esiste una città perfetta in assoluto, ma esistono città in cui la politica sa che cosa voglia dire essere connessi, offrire servizi, accorciare le distanze.
Purtroppo questa non è l’affermazione del politico di una città iper connessa ed efficiente, ma è l’esternazione che arriva dal consiglio comunale di Sarre, che decide di disinteressarsi dell’unico e solo progetto che possa collegare il suo territorio al resto della regione. Come già detto spesso e quanto mai in maniera più attuale oggi, in tempi di deficit energetici e di rincari elevatissimi della benzina: non è ecostenibile costringere la popolazione, studenti, pendolari e non a muoversi solo con mezzi propri. Non è accettabile che una regione a vocazione turistica non pensi di collegare il nord della Valle con il centro, grazie a un mezzo pubblico come il treno, che non subisce il traffico dell’unica strada percorribile, che non soffre il meteo e che consente lo spostamento puntuale di molte persone in un viaggio solo.
Il costo ed i tempi oltretutto sarebbero minori del previsto, perché la linea ferroviaria già esiste, pur se abbandonata, basterebbe ripristinarla e manutenerla. L’alternativa al trasporto su gomma è una delle priorità per tutte le città del mondo civile, che non vogliano rimanere sottosviluppate, a parte forse Marte e Sarre.
Il Comune di Sarre oltretutto rappresenta un territorio molto esteso e avrebbe un bisogno urgente di un trasporto che non ne congestioni la statale.
Inverni rigidi, carenza di parcheggi ad Aosta, turisti in transito, giovani, alternativa green, accesso alle cure, fruibilità dei servizi, quali di questi elementi non toccano Sarre?
Sarà davvero questa l’opinione della comunità? O c’è miopia sui dati di realtà?
Mentre arriva l’ennesima triste notizia di ulteriori inspiegabili ritardi nel completamento della linea Aosta Ivrea, va sottolineato che riqualificare il trasporto valdostano non è un tema che riguarda un solo Comune, bensì una comunità intera, a meno che non si viva appunto su Marte.