a cura di Isabella Sala indignatavda@gmail.com

Analisi… del tempo

Data pubblicazione 17 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica.

A rileggere la ricostruzione dell’iter che riguarda le gallerie di Sorreley sembra di stare in un girone dantesco. “L’iter ”, così lo chiamano i burocrati, il “problema” si dice nella realtà, è iniziato infatti nel lontano 2006, ma come per tutti i reperti archeologici sulla datazione gli esperti non sono concordi. Facciamo come sempre l’esame dei dati di realtà, cercando un sano distacco dalle tensioni politico-emotive. Le gallerie Côte de Sorreley (lunga 4.725 metri) e Signayes (lunga 2.044 metri) fanno parte del raccordo autostradale che collega la A5 (Aosta) con la statale 27 del Gran San Bernardo e sono state costruite negli anni 90. Nel 2006 l’Italia ha recepito la Direttiva europea 54 del 2004 che fissa i requisiti minimi di sicurezza per le gallerie stradali della rete transeuropea superiori ai 500 metri. Fin qui i dati. Adesso le date: dal 2006 deve quindi palesarsi, nella mente di qualcuno, che le gallerie non rispettino i requisiti di sicurezza. Oggi, nel 2026, ci viene dichiarato che la sicurezza non può aspettare, che i lavori vanno fatti ad ogni costo e che le gallerie vengono chiuse perchè non ci sono altre alternative. Tutto bene, la sicurezza prima di tutto. Però sono passati 20 anni. Se calcolo bene quindi 10 anni sono stati spesi a rendersi conto, da parte della politica, che ci fosse un problema? Ed i restanti 10 anni? Sono stati spesi probabilmente per organizzare un progetto, che però che è stato respinto dal Ministero nel 2024. Si tratta del fantomatico progetto, non variato, per il quale non ci si è confrontati con ulteriori soggetti. Il felice progetto è stato poi approvato dal Ministero, per la necessità di garantire comunque la sicurezza delle gallerie, chiedendo nelle more l’approvazione di un nuovo piano economico finanziario che ne garantisca le coperture. Quindi un sì, un nulla osta definitivo arrivato nel 2025. Da qui passa ancora 1 anno (tanto ne abbiamo di tempo da buttare) per gli “sviluppi operativi e cantieristici da parte della concessionaria, anche per adeguare il progetto alle normative intervenute successivamente e concentrare le lavorazioni nel minor tempo possibile” ed eccolo. Un parto durato 20 anni: un progetto necessario e urgente, che non ammette alternative, perchè queste non sono state pensate, richieste, ipotizzate. Probabilmente altri pareri non sono stati presi in considerazione, vista l’urgenza, per mancanza di tempo. E’ normale! E quindi si parte. A no, non siamo ancora partiti, la data di inizio è stata leggermente rinviata, forse posticipata, credo per mancanza di tempo (sempre quello!). Ma siamo proprio sicuri che abbia tutto funzionato a regime? Se non fosse che i lavori siano urgenti, io mi prenderei un paio di anni di tempo, non per parlare delle gallerie di cui evidentemente non frega niente a nessuno, ma di come la politica valdostana sia in grado di recepire, analizzare e realizzare una soluzione a un problema. Sarebbe interessante. Ma non abbiamo tempo, purtroppo...