a cura di Isabella Sala indignatavda@gmail.com

Lettura sconsigliata prima dei pasti

Data pubblicazione 9 Settembre 2026
2 minuti di lettura

Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica

“…significa che in quel settore i controlli consentono di considerare ripristinate le condizioni di conformità. Sarebbe però sbagliato utilizzare questo dato per semplificare una situazione che, negli altri settori della rete, resta articolata. In alcuni punti i risultati sono favorevoli, in altri sono state registrate non conformità e in altri ancora vi sono esiti che devono essere verificati o ripetuti. Non intendiamo nascondere questa complessità che richiede che ogni determinazione sia tecnicamente fondata. Ora dobbiamo capire perché si sono verificate queste non conformità, perché alcuni esiti risultano differenti tra punti della rete e quali interventi strutturali siano necessari per impedire che la situazione si ripeta."

Se voi leggeste questa dichiarazione senza sapere chi la pronuncia e di cosa parla, cosa capireste? Stavo cercando informazioni più approfondite sulla disgustosa e preoccupante questione dell’acqua di Aosta contaminata da batteri, diciamolo, fecali e mi sono scontrata con questo bonario inganno verbale degno del film Amici miei. Non ho capito se le analisi sono accurate? Se vengono eseguite ovunque? O se ci siano zone più sicure e zone meno? E soprattutto non mi è chiaro come l’Amministrazione comunale intenda procedere, visto che non è la prima volta che questo “inconveniente” si verifica e che nessuno ha ancora capito da dove venga il problema. O meglio, quale sia la sua origine primordiale lo sappiamo tutti, visto i noti batteri, diciamo che ci manca il passaggio di mezzo, cioè quello che ci spieghi come questi batteri riescano a defluire nelle nostre acque. E quindi nella nostra bucolica, pregevole, città di montagna tutta natura ed ecologia, non solo siamo di fronte a un problema grosso come un mucchio di letame, ma sembra che nessuno sappia da dove cominciare a risolverlo. Giusto per aiutare gli amministratori e non mettere loro fretta, vorrei sommessamente ricordare che con l’acqua corrente si lava frutta e verdura, oltre che i denti, e a volte si confezionano prodotti di consumo come i gelati ad esempio, o che i ristoratori abbiano sempre più volte optato per le bottiglie di acqua depurata direttamente dal rubinetto. Questo per rendere il mucchio problematico un poco più grosso. Non credo che l’acqua alla fonte possa essere contaminata, non ho risultanze di ghiacciai contaminati da helicobacter pylori, che non è un batterio da permafrost, piuttosto un patogeno gastrico umano. Azzardo quindi l’ipotesi che il problema arrivi dopo, come nel caso di infiltrazioni nell’acquedotto. Consiglio perciò ai nostri politici aostani un buon antiemetico ed uno studio approfondito della questione, con tanto di successive, puntuali, dichiarazioni alla popolazione, possibilmente comprensibili a tutti.