a cura di Isabella Sala indignatavda@gmail.com

Quando il politico è credibile?

Data pubblicazione 20 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica

Mentre la politica si ribella contro se stessa, creando uno tsunami denso di confusione, certamente antipopolare, una specie di cortocircuito di ambiguità, al cittadino non resta che stare saldo sui dati di realtà, sicuramente scevri da fantasie narcisisticonapoleoniche. Un dato a cui fare attenzione è ad esempio il prezzo della benzina. Secondo l’Unione nazionale consumatori in Valle d'Aosta il costo medio al litro è di 1,944 euro ed è aumentato di 17,8 centesimi al litro negli ultimi 5 giorni, provocando un aumento di spesa per un pieno (50 litri) di quasi 9 euro. Perché evidentemente la nostra regione è un’isola irraggiungibile anche per la benzina, oltre che per i turisti. Ma ciò che mi amareggia ancora più, oltre all’isolamento ed ai prezzi folli, è la questione sicurezza: Aosta, che, nel cuore di tutti coloro che ci sono nati, rappresentava un luogo sicuro, non lo è più. Per chi è cresciuto in città e per chi ha qualche anno alle spalle, Aosta è sempre stata sinonimo di sicurezza, fino a pochi anni fa non era necessario nemmeno chiudere l’auto, era un luogo sereno nel quale si poggiava la bicicletta al palo più vicino perché non cadesse, non per legarla. Oggi questi concetti sono ormai stati superati dalla globalizzazione, che ha avuto effetti positivi ma anche conseguenze negative.

Resta fuori da ogni concezione naturale il fatto di dovere avere timore ad arrivare in stazione la sera e camminare per alcune vie del centro al calar del giorno. Non è normale l’inquietudine che si prova a non sentirsi sicuri nella città più piccola, bucolica e accogliente dello stivale. Certo è che esiste un tema di disagio, che ho raccolto da molte voci, che la politica deve ascoltare, aumentando le procedure di sicurezza e predisponendo un piano di illuminazione adeguato. Perchè ancora una volta bisogna fare sì che non siano i fatti a trascinarci in un baratro in cui si insegue il problema dopo averlo ignorato.

Non aspettiamo che accada un incidente e che si promuovano iniziative sull’onda emotiva del “dopo”, invece preoccupiamoci di ascoltare “prima” la necessità di intervento che la cittadinanza sta esprimendo. Perché alcune persone dormono nei giardini della stazione, a pochi passi tra l’altro dal tribunale? Cosa accade nel parchetto di via Stevenin? E in via Guido Rey? Oggi più che mai è importante che la politica sappia dare risposte concrete fatte di: Ascolto, Visione, Strategia, tutte maiuscole perchè devono essere i titoli di un mestiere sano, responsabile, credibile, impregnato di senso delle istituzioni perchè al servizio della cittadinanza.