Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica
“Google maps non ha recepito le informazioni.” Questo il motivo ufficiale per cui domenica scorsa molti automobilisti e motociclisti sono finiti nella trappola del traffico. Tutto il mondo si sta adeguando al cambiamento, anche in Italia sono numerosissimi i convegni e le occasioni di confronto organizzati allo scopo di avvicinare le persone alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale. L’uso della tecnologia sempre più avanzata è un tema che riguarda tutti, da tempo ormai, ma ancora di più chi con l’interoperabilità lavora.
Alla luce di tutto questo la giustificazione ufficiale emanata a discolpa dei gravi disagi di domenica 5 luglio è inaccettabile, nel suo essere così autoassolutoria ed inconsapevole. Siamo in piena stagione turistica, siamo in emergenza trasporti. Non ci sono ancora treni disponibili, per cui l’unica via di accesso e di uscita dalla Valle d’Aosta resta l’autostrada; non deve stupire perciò che questa possa subire congestioni.
Che la macchina politico-istituzionale non sappia farne fronte è inaccettabile. Che si sia creato un corto circuito comunicativo, di cui per altro non se ne conosce la natura, non è accettabile. La tecnologia va usata, a proprio vantaggio, per accelerare il lavoro pensante del tecnico che le sta dietro, non va subita.
Google maps non è una persona, è un'applicazione, un programma che può essere molto utile non solo per indirizzare un guidatore, come anche per comunicare in tempo reale il traffico e trovare una strada alternativa, non un essere umano che gestisce problemi. Come tale va aggiornata e chi lo fa deve assicurarsi che ciò avvenga. Non basta dire “ho caricato un dato”.
È la versione di chi non ha idea di come funzioni la tecnologia che utilizza. È come se un architetto dicesse “io l’ho disegnato” di fronte a un palazzo mal costruito. Un processo richiede non solo l’introduzione di un dato ma anche il controllo, in tempo reale, che il dato sia stato riportato. Nello specifico serve anche un piano B, magari da attivare manualmente, di segnalazioni di traffico, di addetti che consiglino un’uscita autostradale piuttosto che un’altra a causa di una forte congestione.
Si possono prevedere sensi alternati nelle strade secondarie ed pure questi non vanno progettati a monte, bensì monitorati in diretta per testarne il funzionamento e nel caso apporre un aggiustamento. Possono infatti accadere incidenti, blocchi imprevisti, orari di traffico non preventivati. Chi fa questo lavoro lo sa o lo dovrebbe sapere.
La qualità della vita: questo si deve sempre ricordare chi governa la cosa pubblica, il cittadino ha diritto alla migliore qualità della vita che il professionista gli possa dare. Non ad una continua approssimazione da sopportare.