Lunedì scorso, 29 giugno, sono stati celebrati i suoi funerali: fratello del compianto Pierino, si è spento all’età di 91 anni

Italo Brocard, una vita dedicata alla musica. Addio al maestro della Cantoria di Gressan

Data pubblicazione 8 Luglio 2026
Italo Brocard con sua moglie Iolanda Bollon
Italo Brocard con sua moglie Iolanda Bollon
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GRESSAN (qdn) Quando Italo Brocard tornava a casa la sua famiglia lo sapeva in anticipo perché la sua splendida voce da tenore risuonava nelle scale. Per tutta la vita ha amato la musica, è stata la più grande passione - come per il fratello Pierino, mancato nel mese di febbraio del 2023 - e in tante occasioni ne ha fatto dono alla comunità. Anche il suo addio è stato nel segno della musica: la cantoria - di cui per tanti anni è stato maestro - lo ha accompagnato in un commovente ultimo viaggio nel pomeriggio di lunedì scorso, 29 giugno.

Quella dei Brocard è una grande famiglia di Gressan: Italo era il terzo dei sei figli di Saturnino, operaio della Cogne, e di Serafina Borney. Era nato il 5 dicembre del 1934 e prima di lui avevano visto la luce Emilia - poi suor Miriam - e Pierino e in seguito Elda, Aldo e Luciana. Come tutti i ragazzi di allora, dovette crescere in fretta e dare una mano insieme ai fratelli nei lavori della campagna. Già da bambino nacque in lui l’amore per le mucche e gli alpeggi. La vita professionale, però, lo portò su una strada diversa. Apprendista muratore fin da giovanissimo, creò poi la sua impresa edile, nella quale nel 1984 subentrarono anche Dario e - per un periodo - Paolo, i due figli che ha avuto dall’unione con Iolanda Bollon di Charvensod, con cui era sposato dal 1956 e che è mancata nel 2023.

Lavoratore instancabile, con un fisico dalla tempra ferrea, costruì case nelle zone di Peroulaz e Pila e, in seguito, tra Porossan di Aosta e Closelinnaz a Roisan. La sua impresa realizzava case piccole e qualche villetta, non grandi condomini.

La musica ha attraversato tutta la sua vita, cantare lo faceva stare bene. Nel 1958 fu tra i fondatori - insieme al fratello Pierino ed a Aimé Berthet, Anselmo Cunéaz e Augusto Curtaz - della Chorale Louis Cunéaz et Frustapot de Gressan di cui proprio Pierino è stato il direttore per cinquant’anni. Italo ha invece cantato soprattutto nella Chorale di Gressan (oltre che nel Coro regionale Emile Chanoux di Aosta) e ne è stato per tantissimi anni lo storico maestro.

Persona di compagnia e con la battuta pronta, era al tempo stesso preciso ed esigente nella direzione del gruppo. Curava personalmente i corsi di musica e i successivi esami dei giovani cantori, formando generazioni di appassionati del bel canto. La sua magnifica voce era un dono che prestava alla comunità: per lui era un dovere essere presente a un servizio, in particolare ai funerali, e non esitava a sacrificare qualche ora di lavoro o addirittura a tornare apposta dal mare, dalla sua Andora dove ha passato tante estati insieme alla moglie Iolanda e poi insieme agli adorati nipoti, che ha sempre seguito come un nonno amorevole.

Si è infatti dedicato molto alla famiglia. Appassionato di sci - ma lo praticava solo nel poco tempo che il lavoro e i suoi tanti impegni gli lasciava a disposizione - era stato orgoglioso quando il figlio Dario era diventato istruttore di sci alpino e per i bei risultati agonistici dei nipoti.

Ha sempre mantenuto un forte legame con la campagna. Curava la vigna a Gressan, conferendo poi l’uva alla Cave des Onze Communes e utilizzandola in parte per produrre vino per il consumo famigliare. Amante delle batailles de reines, con un occhio fino per le bovine più promettenti, seguiva i combats e ha gioito per i successi del nipote Patrik Brocard, proprietario di Promesse, regina regionale di terza categoria nel 2004 e nel 2005.

Dalla famiglia è stato ricambiato con lo stesso amore nei difficili tempi della malattia. Si è spento al Beauregard venerdì 26, lasciando i figli Paolo con Paola Bosonetto e Dario con Piera Stivaletta, i nipoti Patrik, Stephanie, Colette, Annie e Philippe Brocard, i tanti pronipoti, la sorella Elda e il fratello Aldo.

Daniel Quey