VALTOURNENCHE (mpl) È un intervento - la cui autorizzazione è arrivata giovedì 30 aprile - che cambierà per sempre il volto di Breuil Cervinia impresso nelle menti delle generazioni più mature, che ricordano ancora l’ingresso originario della partenza della funivia per Plan Maison. Malgrado il trascorrere del tempo, il complesso della Gran Baita fa parte del nostro immaginario, anche se l’incendio del 1973 ne ha compromesso per sempre la vocazione di albergo nato per il lusso, pur rimanendo un fabbricato al servizio delle tante competizioni sportive, come ad esempio il mitico Azzurissimo degli anni Ottanta e Novanta.
Però, grazie alla scelta dell’architetto Marco Maresca, condivisa dalla proprietà della Vico di Ezio Colliard, rimarrà a testimoniare il design del passato l’elemento più caratteristico - ora si dice iconico - del fabbricato, cioè quell’ala curva che ne ha sancito in quasi 90 anni di storia l’immediata riconoscibilità.
Era infatti il 1° giugno del 1937, quando il Grande Albergo La Gran Baita al Breuil apriva i battenti, costruito dal 1935 su progetto di Mario Dezzutti, incaricato dalla società Cervino, allora uno dei più famosi architetti italiani, che propose appunto, secondo la logica razionalista del tempo, l’ala tonda. Già nel 1937 la Cervino chiese a un altro grande personaggio dell’architettura nazionale, Carlo Mollino, di procedere ad una variante per la sopraelevazione di 2 piani proprio per la parte tondeggiante, con la creazione di un piano mansardato di camere, che venne distrutto da un incendio nel 1939.
L’idea di base era di offrire ai frequentatori della neonata stazione sciistica un’ospitalità di classe con accesso diretto alla funivia che li avrebbe portati a Plan Maison e da lì a Plateau Rosa. Idea ancora attuale oggi e quindi ripresa dall’architetto Maresca, in collaborazione con il collega di studio Hermann Kohllöffel.
L’evoluzione della Gran Baita vide nel 1939 la ricostruzione della parte bruciata con una terrazza, soluzione sicuramente non adatta alle temperature del Breuil, tanto che nel 1948 fu eliminata la copertura piana e venne costruito un tetto a 2 falde. Poi il disastro del 1973, con un altro incendio che rese inutilizzabile la parte alberghiera, da allora abbandonata alle infiltrazioni e alle intemperie che, anno dopo anno, hanno lesionato in maniera gravissima la struttura.
«Non è possibile difatti - spiega l’architetto Marco Maresca - mantenere nulla dell’edificio preesistente, se non riprendere la forma tonda dell’ala ovest, perché troppo ammalorato per i 2 incendi, la pioggia e la neve degli ultimi 50 anni. Comunque dopo l’incendio del 1973, nel 1974 venne redatto un progetto con la rilevazione della volumetria, che ha consentito di avere dei dati certi su cui calcolare l’ampliamento del 40 per cento per la porzione alberghiera e dello stesso 40 per cento per la parte restante, con un’altezza più bassa della precedente per i 6 piani, 2 di servizi e 4 di albergo, mentre in deroga è la spa che rappresenta i 2 livelli della sommità.»
La cifra stilistica dell’architetto Marco Maresca, già autore dei progetti del CampZero e del Au Charmant Petit Lac a Ayas, si vede in particolare nella facciata del nuovo Gran Baita, caratterizzata dall’ampio utilizzo di travi oblique in legno a creare un movimento, una sorta di disegno a rombi, che conferirà una maggiore profondità al prospetto.
«L’edificio era nato come alberghiero e funiviario, una situazione ora cambiata, visto che la nuova partenza degli impianti si trova affiancata. Però - continua Marco Maresca - mi piaceva l’idea di unire la parte metallica che richiama appunto la funivia al calore del legno per tutto il corpo alberghiero. Inoltre, la spa “posata” come è sul tetto ricorda l’intuizione di Carlo Mollino per la parte sommitale della vicina Casa del Sole. La sovrastruttura in legno a losanghe servirà a spezzare la facciata, mettendo insieme 2 anime, i 4 piani di camere ed i 2 piani bassi che saranno invece intonacati, nei quali verranno posizionati, nell’ala curva con vetrate alte 2 livelli, la hall di ingresso, il ricevimento, il bar ed i 3 ristoranti, mentre nell’interrato di altri 2 piani saranno il garage ed i locali di servizio.»
La disposizione interna dell’albergo Gran Baita, che nasce con 135 camere, divise nei 4 piani, potrà avere ancora delle variazioni, in considerazione delle esigenze e delle indicazioni del futuro gestore, al momento non ancora individuato. Quello che è certo tuttavia è che si tratterà di un hotel 5 stelle.
Altra importante novità è lo scavalcamento della strada da parte del nuovo edificio, una parte del quale occuperà il prato che costeggia il parcheggio. «L’architettura è una cucitura. - afferma Marco Maresca - Bisogna convivere con le esigenze della società Cervino, garantire l’accesso al centro traumatologico, garantire la viabilità comunale. Per questo motivo è stato definito un accordo con il Comune di Valtournenche per la sistemazione dell’area, mantenendo l’attuale strada sulla quale verrà costruito parte dell’edificio, con la realizzazione di una rotonda per le navette che portano alla partenza della funivia e una frequentazione pedonale, arretrando l’edificio rispetto all’esistente di 5 metri per garantire un accesso più comodo al centro traumatologico. Il vincolo della strada è stata un’occasione di valorizzazione, così l’ala nuova a scavalco diventerà un blocco destinato al personale con 20 camere.»
«Siamo partiti a lavorare su questo progetto nel 2024. - continua Marco Maresca - Il piano regolatore comunale prevedeva un tunnel di servizio alle funivie e ai parcheggi, un intervento che nel tempo aveva perso di utilità, tanto che il Comune ha proceduto ad una variante per eliminarlo. Poi è stata predisposta la convenzione, che permetterà appunto una serie di migliorie nella viabilità e nei servizi, già nella prospettiva della nuova funivia che realizzerà la Cervino SpA, con la strada attualmente privata allargata e ceduta gratuitamente al Comune.»
Assolutamente particolare sarà la spa, con piscine esterna ed interna, 3 terrazze solarium e un corpo interamente vetrato che guarderà al Cervino, diviso in 2 livelli, quello alto destinato a spazi più ristretti. Inoltre in ogni piano verranno create delle piccole spa, 19 in tutto, accessibili dalle camere.
Importante infine la previsione, nel progetto, di un futuro collegamento sotterraneo con la stazione di partenza degli impianti funiviari. Un aspetto questo che verrà valutato di concerto con la Cervino SpA e che potrebbe riproporre lo storico legame tra l’albergo e l’utilizzo degli impianti di risalita. Nel frattempo comunque, ottenuta da pochi giorni l’autorizzazione a costruire, la società Vico ed Ezio Colliard sono già pronti con il cronoprogramma per dare inizio alle demolizioni e fare rivivere la Gran Baita nel più breve tempo possibile.