JOVENÇAN (qdn) Un progetto da 37 milioni di euro per portare l’acqua in pressione e l’irrigazione a pioggia a Gressan, Jovençan ed Aymavilles, risolvendo i problemi di approvigionamento idrico a uso irriguo. In quest’estate caratterizzata da temperature torride e penuria d’acqua potrebbe sembrare un sogno, invece è l’obiettivo concreto dei 3 consorzi di miglioramento fondiario di Gressan, Jovençan e Ru d’Arberioz di Aymavilles che hanno deciso di unire le forze per affrontare insieme un problema comune: il risultato è il progetto che è stato presentato nella finestra di riapertura (tra ottobre 2025 e gennaio 2026) del Bando Pniissi - Piano nazionale interventi infrastrutturali per la sicurezza del settore idrico - promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In autunno si saprà se la proposta sarà inserita in graduatoria e potrà essere finanziata.
Paradossalmente, a rendere evidente l’urgenza di agire sono stati 2 giorni del 2024 in cui di acqua ne è arrivata troppa. L’alluvione di Cogne del 29 e 30 giugno ha scaricato un’enorme quantità di materiale nel torrente Grand Eyvia danneggiando e intasando di detriti sia la presa del Ru Arberioz che la presa d’acqua del Ru Neuf - a circa 700 metri di altitudine - un’infrastruttura che risale al 1200 e che ancora oggi costituisce il punto di prelievo d’acqua per l’irrigazione a scorrimento dei Comuni di Gressan, Jovençan e Aymavilles. Quel punto di prelievo, però, rispetto al punto di adduzione del Ru Arberioz, ha molti difetti: è di difficile accesso in caso di manutenzioni o interventi di ripristino ed è a una quota troppo bassa. Così i 3 consorzi hanno pensato, di concerto con la Regione, di proporre l’innalzamento della quota di prelievo, andando a pescare l’acqua sempre dalla Grand Eyvia ma a 1.000 metri di altitudine attraverso il Ru d’Arberioz - che al momento serve solo Aymavilles e una piccola parte della zona alta di Jovençan ma non Gressan e la parte bassa e centrale di Jovençan - e da lì distribuirla in pressione al territorio di tutti e 3 i Comuni realizzando un nuovo impianto di irrigazione a pioggia che coprirebbe l’intera zona compresa tra Pompiod, ad Aymavilles, fino a Chevrot di Gressan e servendo anche tutti i privati per le necessità di irrigazione di orti e piante.
Per adeguarlo alle aumentate esigenze, serviranno interventi strutturali sul Ru d’Arberioz, tra cui una galleria di 1,6 chilometri per “bypassare” una zona interessata da dissesto idrogeologico. Gli “atout” del progetto sono importanti: innanzitutto l’irrigazione a pioggia dimezza l’utilizzo di acqua rispetto a quella a scorrimento e, in un territorio vocato all’agricoltura (dai meleti ai vigneti), permette di soddisfare le varie esigenze agronomiche in modo assai più efficace (per esempio consentendo di sviluppare un impianto antibrina ma anche impianti goccia a goccia e sovrachioma); inoltre sarebbe realizzato un sistema di controllo da remoto, fondamentale per gestire la risorsa idrica in modo efficiente ed efficace soprattutto in periodi di scarsità; il punto di accesso del Ru d’Arberioz sulla Grand Eyvia presenta meno problematiche rispetto a quello del Ru Neuf.
Infine: il fatto che 3 consorzi abbiamo presentato il progetto insieme può sicuramente essere un punto di forza perché la documentazione abbia una valutazione positiva a Roma. «In fondo si tratta di fare quello che i nostri antenati fecero nel 1200 quando costruirono il Ru Neuf, ma adattando le infrastrutture alle esigenze attuali. - spiegano i presidenti dei consorzi di miglioramento fondiario di Gressan Ivo Viérin, di Jovençan Danilo Charrère e del Ru d’Arberioz di Aymavilles Mauro Vidi - E’ opportuno ringraziare la Regione che come ente promotore si è fatta garante dei 12 progetti presentati dalla Valle d’Aosta, gli uffici degli Assessorati dell’Agricoltura e delle Opere pubbliche che hanno fatto un gran lavoro per permetterci di presentare il progetto in tempo e naturalmente i progettisti l’ingegner Corrado Trasino e l’architetto Gianluca Bologna e gli agronomi Roberto Gaudio e Alessandro Putzolu che hanno realizzato gli elaborati a tempo di record».
Daniel Quey