
INTROD (sr3) Da sabato 25 luglio a sabato 8 agosto un gruppo di giovani dell’Oratorio Gran Paradis, guidati da don Daniele Borbey, ha percorso i 320 chilometri del Cammino Primitivo di Santiago de Compostela, che da Oviedo si snoda attraverso le montagne delle Asturie e della Galizia fino a congiungersi a Melide con il Cammino Francese.
«Siamo partiti dalla Valle d’Aosta con 3 pulmini sabato 25 luglio per arrivare a Oviedo domenica 26. - racconta Korbinian Scala, uno dei giovani che ha partecipato a quest’iniziativa - Il vero e proprio pellegrinaggio ha però preso il via lunedì 27, quando abbiamo iniziato a percorrere il Cammino Primitivo. Siamo arrivati a Santiago nella mattinata di sabato 8 agosto e, dopo aver trascorso il pomeriggio in questo luogo, ci siamo recati con i pulmini a Finisterre, abbiamo guardato il tramonto e quindi abbiamo intrapreso il viaggio di rientro verso Introd».
«Le nostre giornate iniziavano alle 5 della mattina. - afferma don Daniele Borbey - Ci preparavano, una breve colazione e, dopo una mezz’oretta, eravamo pronti a partire. Le prime due ore del cammino erano accompagnate dall’Angelus e le Lodi. Di solito raggiungevamo la meta verso mezzogiorno e, dopo il pranzo, avevamo un po’ di tempo libero durante il quale ognuno poteva fare quello che voleva. Alle 18 l’appuntamento era con la Messa, a volte in luoghi isolati da tutto, oppure con la comunità in cui ci trovavamo. Alle 19 poi cenavamo e , per concludere la giornata , svolgevamo la compieta . A fine giornata tutti ci prendevamo un po’ di tempo per completare ciascuno il proprio diario di bordo, riflettere sulla giornata e fare un piccolo esame di coscienza».
«Adesso che il cammino è finito cercheremo di portare avanti gli insegnamenti imparati nella nostra quotidianità, cercando di trasmetterli anche alle persone che non hanno partecipato perché in fondo è tutto un pellegrinaggio. - aggiunge Korbinian Scala - E’ una di quelle avventure che non scorderò mai e che quando sarò anziano racconterò sicuramente ai miei nipoti. Abbiamo riso, ci siamo emozionati, abbiamo sopportato dolori fisici, ma affrontato sempre tutto insieme, uniti come gruppo nel bene e nel male. Insomma, il cammino di Santiago non è certo una passeggiata. Abbiamo tuttavia cercato di rimanere il più compatti possibile, proseguendo piano piano e cercando di mettere a proprio agio tutti. Mi rimarrà per sempre impressa nella memoria la storia di un ragazzo francese conosciuto durante il percorso. Questo giovane è partito da solo il 16 giugno senza telefono e portafoglio e ha deciso di svolgere il Cammino Francese con una sola certezza ovvero la voglia di raggiungere Santiago de Compostela».
«Alla partenza sinceramente non ero veramente a conoscenza di cosa mi aspettava. - prosegue Korbinian Scala - Conoscevo il Cammino di Santiago ma, avendo deciso all’ultimo di partecipare a causa dei miei impegni universitari, non ho avuto il tempo di informarmi maggiormente. Oltre all’arrivo a Santiago, un altro momento che resterà indelebile nella mia memoria è quando io e altri ragazzi abbiamo deciso di scendere agli scogli di Finisterre per raccogliere delle conchiglie. Infatti, se adesso molte persone le comprano lungo il Cammino, una volta i pellegrini che affrontavano questo percorso per espiare un peccato, raccoglievano le conchiglie a Finisterre come prova di aver svolto il Cammino di Santiago».
«E’ stata un’esperienza molto bella. - ribadisce don Daniele Borbey - Ciò che non dimenticherò facilmente e che ho considerato uno dei momenti più belli del nostro viaggio sono le prime ore del mattino. Ci svegliavamo, facevano colazione, l’Angelus, e poi affrontavamo i primi chilometri di camminata senza dire nulla. Insomma per circa due ore eravamo da soli con noi stessi a riflettere sui nostri comportamenti e ad immaginare come sarebbe trascorsa la giornata».
Arianna Salvadori