PER OGNI PERSONA ASSISTITA È PREVISTO UN CONTRIBUTO TRA I 200 E GLI 800 EURO, FINO A 1.200 IN PRESENZA DI DISABILITÀ

Centri estivi, servizi per minori, supporto per persone con disabilità e anziani. La Regione mette in campo il nuovo voucher di conciliazione vita-lavoro

Data pubblicazione 24 Giugno 2026
L’assessore regionale allo Sviluppo economico Luigi Bertschy
L’assessore regionale allo Sviluppo economico Luigi Bertschy
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AOSTA (fci) È arrivato da parte della Giunta regionale il via libera al nuovo voucher di conciliazione vita-lavoro. Si tratta di una misura rivolta a persone occupate, in cerca di lavoro o impegnate in percorsi formativi e di politica attiva che, allo stesso tempo, devono affrontare responsabilità di cura.

Il voucher può essere utilizzato per acquistare servizi erogati dai soggetti aderenti alla Rete di conciliazione regionale: centri estivi, servizi per minori, servizi di supporto per persone con disabilità e servizi dedicati ad anziani con almeno 70 anni. L'importo viene definito in base all'Isee e alla situazione familiare.

Il beneficio economico sarà caricato sulla tessera sanitaria del richiedente e utilizzabile presso i soggetti della Rete. La famiglia non dovrà anticipare la quota coperta dal voucher: il pagamento avverrà attraverso il sistema automatizzato previsto dalla misura. Per ogni persona assistita il contributo può variare indicativamente da 200 a 800 euro, fino ad arrivare a 1.200 euro in presenza di disabilità.

L'elemento più innovativo è la flessibilità: la famiglia dispone di un plafond che può utilizzare nel corso dell'anno in base alle proprie esigenze.

«La società cambia, cambiano i modi di vivere, di lavorare e di organizzare la cura dei propri cari. Per questo anche le istituzioni devono saper evolvere, costruendo strumenti capaci di rispondere a bisogni nuovi e sempre più diversificati. - spiega Luigi Bertschy assessore allo Sviluppo economico - Negli ultimi anni abbiamo voluto approfondire in maniera seria il tema della conciliazione tra lavoro e cura familiare, attraverso uno studio dedicato ai bisogni delle famiglie valdostane e un costante confronto con il territorio».

«È emerso con chiarezza che le responsabilità di cura rappresentano ancora oggi uno dei principali ostacoli alla partecipazione al lavoro, soprattutto per le donne. La presenza di figli piccoli, persone con disabilità o familiari anziani non autosufficienti spesso comporta la necessità di ridurre o interrompere percorsi professionali. Per questo abbiamo scelto di costruire una misura strutturale, capace di offrire un sostegno concreto a chi ogni giorno deve conciliare lavoro e responsabilità familiari».

«Sappiamo che una misura come questa non può risolvere da sola tutte le difficoltà legate alla conciliazione tra lavoro e responsabilità di cura, ma vuole essere un segnale importante: la volontà di sostenere concretamente chi ogni giorno si impegna per tenere insieme vita professionale, familiare e personale».

La misura è il risultato di un percorso di progettazione e confronto sviluppato negli ultimi anni. «Abbiamo studiato esperienze già avviate in altre regioni - riferisce Luigi Bertschy - e sperimentato direttamente alcune soluzioni come l’iniziativa Gol Care, realizzata nell'ambito del Programma Gol finanziata dal Pnrr. La scelta della tessera sanitaria va in questa direzione: il contributo viene caricato direttamente su un supporto che ogni cittadino possiede già, evitando anticipazioni economiche da parte delle famiglie e rendendo il sistema immediato, trasparente e facilmente accessibile. Uno degli aspetti più qualificanti del progetto è il lavoro di squadra che ha coinvolto tre assessorati: l'Assessorato allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, l'Assessorato agli Affari europei e l'Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali.

Le politiche di conciliazione infatti riguardano contemporaneamente il lavoro, il welfare, la programmazione europea e i servizi alla persona».

La Regione ha previsto un investimento importante su questa misura. «Crediamo molto in questo progetto e abbiamo deciso di sostenerlo con risorse significative. - conferma l’assessore Luigi Bertschy - La misura rientra nel Programma regionale FSE+ 2021-2027 e rappresenta uno degli interventi più rilevanti sul tema dell'occupazione e delle pari opportunità. Nel 2026 avviamo una prima fase con una dotazione di 1,9 milioni di euro, ma la prospettiva è più ampia: la programmazione prevede infatti circa 15 milioni di euro fino al 2029. L'obiettivo è consolidare progressivamente il sistema e trasformarlo in uno strumento stabile delle politiche regionali a sostegno del lavoro e delle famiglie».

Partito il progetto, ora cosa serve per tenerlo in pista in modo che funzioni correttamente? «Quest ’iniziativa è un punto di partenza. - risponde l’Assessore - Lo avviamo con l'obiettivo di farlo crescere e migliorare nel tempo, ascoltando le esperienze delle famiglie, delle persone che lo utilizzeranno e dei soggetti che aderiranno alla Rete di conciliazione. Raccoglieremo tutte le osservazioni e le indicazioni attraverso lo Sportello Conciliazione e la email voucherdi conciliazione@regione.vda.it. Perché le politiche migliori sono quelle che sanno evolversi insieme ai bisogni delle persone. Ci vorrà ancora del tempo per renderla pienamente operativa ma, questa sua prima attivazione è di fondamentale importanza per capirne potenzialità, criticità e impatto sulle strutture a livello amministrativo. Chiediamo quindi un po’ di pazienza perché si tratta di uno strumento nuovo e innovativo fino ad oggi non presente in Valle d’Aosta. Perché il sistema possa funzionare al meglio è importante che enti del terzo settore, cooperative sociali, imprese sociali, operatori privati e tutti i soggetti che erogano servizi di cura aderiscano alla Rete di conciliazione. - conclude Luigi Bertschy - Più sarà ampia e capillare la rete dei servizi disponibili e uniformi le modalità di pagamento e più le famiglie potranno trovare risposte adeguate ai propri bisogni e utilizzare concretamente il voucher».