Cva, dopo le polemiche slitta a fine luglio l’approvazione del bilancio

Data pubblicazione 1 Luglio 2026
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AOSTA (zgn) Slitta a fine luglio l’approvazione del bilancio consolidato della Compagnia valdostana delle acque. Ad annunciarlo nel Consiglio Valle di mercoledì scorso, 24 giugno è stato il presidente della Regione Renzo Testolin: «L’iter di approvazione del bilancio consolidato si protrarrà oltre le tempistiche ordinariamente previste, in quanto sono in corso ulteriori attività di analisi e valutazione richieste dall’azionista unico Finaosta. Ciò avviene nell'ambito delle prerogative del socio inerenti alle attività propedeutiche all'approvazione del bilancio d'esercizio ed è finalizzato ad assicurare la completezza e la piena affidabilità delle informazioni finanziarie del Gruppo». Il presidente Renzo Testolin ha aggiunto: «A tal proposito Cva ha comunicato informalmente che sono in corso gli ultimi approfondimenti in merito alle tempistiche necessarie, con l'ipotesi di convocazione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio negli ultimi giorni del mese di luglio, salvo imprevisti». Il “caso Cva” era deflagrato all’inizio della settimana con la pubblicazione da parte di una testata online di una lettera riservata inviata dall’amministratore delegato Giuseppe Argitò ai vertici della società in vista del Consiglio di amministrazione di sabato 23 maggio scorso i cui contenuti hanno sollevato un vero e proprio vespaio. Infatti in essa Giuseppe Argirò - anticipando che «Per la prima volta in quasi 5 anni parteciperò ai lavori del Cda ma non parteciperò al voto del consiglio in questa circostanza» - rispetta ma non condivide la scelta della Finaosta che è proprietaria al 100 per cento della Compagnia valdostana delle acque, di fare una revisione critica del cosiddetto impairment test «Finalizzato a dimostrare l’oggettività o meno con cui la direzione amministrativa ed il management della società hanno portato avanti sino ad oggi questa attività». Infatti Giuseppe Argirò spiega che «La scelta di chiedere oggi, a pochi giorni dall’approvazione del progetto di bilancio, di affrontare un percorso tecnico complesso come richiesto da Finaosta, di impairment test su tutte le società controllate direttamente ed indirettamente, sono certo non per volontà esclusivamente propria, ma nel solco e parrebbe fortemente condizionata dalle iniziative politiche del consigliere Aurelio Marguerettaz, ritengo sollevi il rischio enorme di aprire una fase di indeterminatezza nella calendarizzazione del processo di approvazione del bilancio di esercizio del 2025. Indeterminatezza che rischia potenzialmente di avere conseguenze serie sia per la società che per il socio Regione». Parole che sono andate di traverso al capogruppo dell’Union Valdôtaine in Consiglio Valle. Secondo Aurelio Marguerettaz «Scrivere che le richieste di Finaosta alla Cva sono da ricondurre a legittime iniziative ispettive di un consigliere è una totale delegittimazione del socio che è un soggetto disciplinato dal Testo unico bancario e sottoposto al controllo di Banca d'Italia. Credo che si impongano delle smentite e dei provvedimenti. Un'affermazione gravissima di cui qualcuno dovrà pagare le conseguenze». Aurelio Marguerettaz sottolinea anche la legittimità delle proprie iniziative, finalizzate ad analizzare «Una società che indirettamente ha più di un miliardo di debiti. Quindi formemente esposta. E’ compito del Consiglio regionale fare delle valutazioni su come siano stati investiti questi denari». Altrettanto dura la risposta di Giuseppe Argirò: «La legittimità delle iniziative ispettive del consigliere regionale Aurelio Marguerettaz è certamente dovuta, il problema è che quando queste iniziative escono dalla fisiologia, come a mio avviso è successo, entriamo in una fase patologica che ha determinato e lo testimoniano tutti i verbali del Consiglio di amministrazione un significativo condizionamento della gestione». Secondo Giuseppe Argirò «Quando il consigliere dice che qualcuno dovrà pagare, io effettivamente queste velate minacce non le accetto e prenderò l'iniziativa certamente nelle sedi più opportune per tutelare la mia immagine e valutare se ci sono state violazioni di legge anche negli anni passati rispetto alle attività poste in essere. Ritengo che affermare che la società ha un grande debito di oltre 1 miliardo possa costituire un grave danno per tutti i coloro i quali fanno riferimento alla società in realtà il dato per esempio, ancora approvato dal consiglio amministrazione al 19 giugno, riportava una posizione finanziaria netta pari a 397 milioni di euro. Ricordo peraltro a chi diciamo di mestiere si occupa di conti che quello è il parametro di valutazione della solidità di un'azienda e in rapporto al nostro margine operativo lordo ci rende la utility in assoluto più solida in Italia».

Confermando la propria ricandidatura, Giuseppe Argirò precisa: «Vorrei avere l'onore di poter completare l'importante lavoro che abbiamo fatto testimoniato peraltro di recente dalla relazione della Corte dei Conti che ha affermato quanto sia importante il lavoro prodotto dalla società Cva per il sistema regionale che è un patrimonio di tutti i cittadini valdostani». Durante il consiglio Valle di mercoledì scorso, 24 giugno, intervenendo in merito alle polemiche con l'amministratore delegato di Cva Giuseppe Argirò, Aurelio Marguerettaz ha commentato: «Ho semplicemente preso atto di un attacco assolutamente fuori dalle righe. Non c'è nessuna operazione che va a ledere la reputazione della società piuttosto che dell'amministrazione».

  • Aurelio Marguerettaz
    Aurelio Marguerettaz
  • Giuseppe Argirò
    Giuseppe Argirò