Fratelli d’Italia: «Il voto dei valdostani ha pari dignità rispetto a quello degli altri cittadini italiani»

Emendamento alla legge elettorale, Franco Manes: «Testo confuso, si rischia un pasticcio normativo»

Data pubblicazione 24 Giugno 2026
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AOSTA (fci) L'emendamento alla legge elettorale nazionale, riguardante la Valle d'Aosta e il Trentino-Alto Adige, approvato dalla Commissione affari costituzionali «è un testo confuso, che rischia di produrre un vero pasticcio normativo». Lo spiega il deputato valdostano Franco Manes.

«Invece di costruire una disciplina realmente aderente alla specificità istituzionale ed elettorale della Valle d'Aosta, - aggiunge - si tenta di inserire la nostra regione in un meccanismo nazionale pensato per sistemi elettorali diversi».

Secondo Franco Manes «alla Valle d'Aosta viene applicato un meccanismo costruito su presupposti che non coincidono con la sua realtà elettorale. In Trentino-Alto Adige esistono liste con più candidati, alle quali possono collegarsi i candidati dei collegi uninominali. In Valle d'Aosta, invece, esiste un unico collegio uninominale regionale e non vengono presentate liste plurinominali». La previsione della presentazione del contrassegno e dell'eventuale collegamento del candidato con una coalizione nazionale «apre - aggiunge il Deputato valdostano - questioni concrete che il testo non risolve in modo soddisfacente».

Se, come sembra, la modifica riceverà il via libera alla Camera, più complicato pare essere il passaggio al Senato. Resta da capire infatti come i voti espressi in un collegio uninominale - quale è la Valle d’Aosta - possano materialmente essere conteggiati con quelli degli altri collegi (nella foto come dovrebbe presentarsi la nuova scheda elettorale per la Camera).

«Con questa modifica - sostiene dal canto suo il commissario valdostano di Fratelli d'Italia Walter Musso - anche i voti espressi in Valle d'Aosta concorreranno al computo nazionale del risultato elettorale, come avviene per i cittadini delle altre regioni italiane». L'emendamento consentirebbe - sempre secondo Fratelli d’Italia - ai voti espressi nella nostra regione di partecipare al risultato nazionale, mantenendo al tempo stesso salva la rappresentanza territoriale garantita dal collegio uninominale valdostano. Il premio di stabilità non verrà attribuito nella regione. Inoltre anche in Valle d'Aosta sarà prevista l'indicazione del candidato Presidente del Consiglio che la coalizione, in caso di vittoria, proporrà alla guida del Governo. «Ma le liste appartenenti a minoranze linguistiche, qualora decidano di non partecipare in coalizione con partiti nazionali, potranno non indicare sulla scheda il candidato Premier».

Testolin, il caso in Parlamento

La questione dell'ineleggibilità del presidente della Regione Renzo Testolin «non può essere archiviata come se nulla fosse. Il tema oggi non è soltanto giuridico. È prima di tutto istituzionale». Lo afferma, in una nota, il coordinamento regionale di Fratelli d'Italia. «Il Presidente della Regione Valle d'Aosta esercita, per la particolare configurazione ordinamentale valdostana, anche funzioni che altrove sono attribuite al Prefetto. Questo rende la sua posizione diversa da quella di qualunque altro Presidente di Regione e impone una valutazione più alta, più rigorosa e più trasparente», spiega Fratelli d'Italia, dopo un'interrogazione a risposta scritta al Ministero dell'interno del deputato Stefano Urzì. Secondo Fratelli d'Italia il presidente Testolin «è chiamato spiegare se ritenga politicamente e istituzionalmente sostenibile continuare a esercitare, contemporaneamente, il ruolo di vertice politico della Regione e le funzioni prefettizie».