AOSTA (mm4) Raduno Fiat 500 e 600 domenica scorsa, 23 agosto, a cura del Cameva, il Club auto moto d’epoca della Valle d’Aosta, con un impegnativo e piacevole programma coordinato dal vice presidente del sodalizio Wanner Orsi in collaborazione con Dario Prandini, che ha riscosso un notevole successo ottenendo il record di partecipazione visto che sono stati 25 gli equipaggi partecipanti.
Dopo il simpatico ritrovo per colazione al Bar Chalet di Runaz le auto si sono dirette verso il passo del Gran Bernardo, dove una volta arrivati al colle hanno visitato la mostra delle motociclette Bultaco da Gran Premio e l’esposizione dei bozzetti originali di Franco Balan relativi alle diverse rievocazioni dell’Aosta - Gran San Bernardo dal 2001, organizzate proprio dal Cameva.
Dopo la sempre affascinante discesa sulla storica strada i partecipanti sono stati accolti per il pranzo nel ristorante prosciutteria “Sous le pont de Bosses”, con un particolare menu apprezzato dagli oltre 40 commensali, tra i quali parecchi giovani, a partire da Aaron Prandini, di soli 2 anni.
Nella premiazione conclusiva del raduno è stato ricordato lo scomparso Ugo Vallet di Morgex, appassionato partecipante all’appuntamento annuale. Successivamente dei riconoscimenti speciali sono stati consegnati a Luigino Tarditi di Ivrea, proprietario proveniente da più lontano con la sua Fiat 500 del 1972 della quale è ancora il primo ed unico proprietario, quindi a Piermarco Favre con la Fiat 500L del 1969 arrivato da Champoluc di Ayas e a Gino Perrin con la 600 del 1964 venuto da Torgnon, premi speciali inoltre a Diego Oppi che ha presentato una curiosa Mirage Pick Wick del 1972 su base Fiat e ad Angelo Boscolo con la prestigiosa Abarth 850 Nurburgring del 1963, riconoscimenti particolari al veterano Walter Lyveroulaz classe 1941 con la sua 500F del 1970 e al pilota più giovane Jean Marie Oreiller con una Fiat 500L del 1971. Infine, lo sponsor Cicli Lucchini ha offerto un premio per le vetture più “anziane” presenti domenica: la 500F del 1965 di Erik Branche e la 600 del 1960 di Manuele Cappello.