La decisione della Corte d’Appello potrebbe aprire tre diversi scenari e si inizia a pensare anche alle elezioni politiche

Ineleggibilità del presidente Testolin. Il Mouvement si trova a un incrocio

Data pubblicazione 16 Settembre 2026
L’eventuale conferma della sentenza di Aosta avrebbe conseguenze dirette non solo sul presidente Renzo Testolin (a sinistra) ma anche su Luigi Bertschy, attuale titolare dell’Assessorato allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile
L’eventuale conferma della sentenza di Aosta avrebbe conseguenze dirette non solo sul presidente Renzo Testolin (a sinistra) ma anche su Luigi Bertschy, attuale titolare dell’Assessorato allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile
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AOSTA (mm4) Più che un bivio è un incrocio. Sono infatti giorni di confronto all’interno dell’Union Valdôtaine, tanto che il gruppo dirigente ha già preso una prima decisione, quella di rinviare il Congrès di legislatura previsto per sabato 31 ottobre ed ora slittato a fine anno oppure a febbraio. D’altronde si trattava di un appuntamento programmato sin da marzo e di fatto superato dagli eventi, legati in particolare all’udienza della Corte d’appello di Torino che dovrà esprimersi sul ricorso di Renzo Testolin relativamente alla sentenza del 2 maggio scorso sulla sua ineleggibilità per limite dei mandati in Giunta.

L’attuale Presidente della Regione ha garantito in questi mesi, non dimettendosi, la stabilità dell’azione del Governo regionale e di questo aspetto in molti, soprattutto unionisti, gli rendono merito, ora però con l’avvicinarsi dell’approvazione del nuovo assestamento di bilancio questo suo ruolo verrà meno.

In ogni caso, visto che l’assestamento da 51 milioni di euro verrà discusso nel Consiglio Valle di mercoledì 23 e giovedì 24 settembre, calendario alla mano mancheranno poi esattamente 20 giorni all’udienza della Corte d’appello di martedì 13 ottobre e qualcuno in più all’emissione della sentenza.

A fronte di una tempistica così serrata la domanda di molti è cosa farà il presidente Testolin una volta approvato l’assestamento di bilancio? Attenderà la sentenza o invece lascerà l’incarico per non creare problemi al suo movimento in prospettiva futura, senza attendere la decisione della magistratura?

Domande senza risposta, delle quali martedì scorso - 8 settembre - si è cominciato a discutere nel gruppo unionista del Consiglio regionale, allargato nell’occasione al presidente del movimento Joel Farcoz.

La presa di coscienza è che il momento è delicato e che bisogna affrontare la questione, dopo mesi di silenzio. Meglio tardi che mai direbbe qualcuno, ma l’opinione generale è che Renzo Testolin abbia intenzione di rimanere al suo posto sino alla sentenza.

La decisione della Corte d’appello torinese potrebbe aprire 3 diversi scenari: la conferma della decisione di primo grado di Aosta con la conseguente ineleggibilità, oppure una sentenza contraria che confermerebbe l’attuale Presidente della Regione al suo posto, o ancora un rinvio alla Corte costituzionale della questione dei mandati in Giunta rispetto all’attuale normativa.

Con questa spada di Damocle che pende non solo su Renzo Testolin ma su tutto il Mouvement non si poteva fare altro che rinviare il Congrès, pensando però che è già tempo di guardare alle elezioni politiche di primavera, con il deputato Franco Manes in quota UV che vorrebbe riproporsi e con il posto lasciato vacante dalla senatrice Nicoletta Spelgatti della Lega, così come già annunciato.

L’obiettivo è chiaramente quello di concretizzare un’alleanza delle forze autonomiste per puntare ad eleggere a Roma entrambi i parlamentari, pur con i tanti dubbi legati alla nuova legge elettorale nazionale. In particolare bisognerà capire se le coalizioni a livello centrale saranno blindate, con Forza Italia che in Valle d’Aosta è alleata in Regione agli autonomisti e che invece potrebbe essere coinvolta in altre scelte e in altri schieramenti. Nel frattempo le prime interlocuzioni tra le forze che compongono la maggioranza regionale si sono avute.

Tra sentenza che arriverà, congresso rinviato ed elezioni politiche alle porte il momento non è semplice, anche perché non è solamente la posizione di Renzo Testolin ad essere in discussione, considerato come in scadenza sia pure l’incarico alla presidenza del Mouvement di Joel Farcoz.

E’ noto che l’ingegnere di Gignod abbia un’attività professionale che lo impegna parecchio e che potrebbe allontanarlo da un impegno così attivo, tuttavia Joel Farcoz non è uomo da abbandonare la nave se il mare è in tempesta.

E’ logico che qualora la maggioranza in Regione andasse in crisi a causa della sentenza della Corte d’appello allora dovrà essere l’Union Valdôtaine, come forza principale, a dovere sostenere la ricerca delle soluzioni politiche che consentano il proseguo della legislatura fino alla naturale scadenza.

Gli ultimi anni di presidenza Farcoz agli unionisti sono piaciuti, per l’equilibrio delle sue posizioni e per l’attività che ha rivitalizzato lo storico siège di avenue des Maquisards con tante iniziative che hanno riportato l’Union Valdôtaine in mezzo alla gente, anche attraverso interessanti proposte culturali, che ne hanno richiamato lo storico ruolo.

Da giorni nel frattempo circolano voci su spostamenti di Presidenti e Assessori. Al momento sia nell’Union Valdôtaine che nel gruppo unionista in Consiglio Valle non si è parlato di nulla. Le voci rimangono voci, anche perché l’eventuale conferma della sentenza di Aosta avrebbe conseguenze dirette non solo su Renzo Testolin ma anche su Luigi Bertschy, attuale titolare dell’Assessorato allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile.

Se Aurelio Marguerettaz è l’unico ad avere più ribadito di non cercare un posto nella possibile futura Giunta regionale, tutto il resto rimane aperto. Chi segue attentamente le vicende non ha potuto però fare a meno di notare una crescita nelle competenze e nelle relazioni dell’attuale assessore al Turismo, Sport e Commercio Giulio Grosjacques, che potrebbe rappresentare la soluzione per la Presidenza della Regione considerato che anche per lui è in corso il secondo mandato in Giunta e quindi non potrà farne parte nella prossima legislatura.

Una situazione che garantirebbe un azzeramento della situazione nel 2030.

AVS si è costituita in giudizio contro Renzo Testolin

Nel frattempo lunedì scorso, 7 settembre, gli avvocati del gruppo consiliare Avs hanno depositato alla Corte d’appello di Torino la costituzione in giudizio in vista dell’udienza del 13 ottobre contro il ricorso di Renzo Testolin, notificato l’8 maggio, a seguito della sentenza aostana di primo grado del 2 maggio. «La difesa di Testolin, nel proprio atto di impugnazione della sentenza, risolleva - scrive Avs in una nota - una serie di eccezioni preliminari già respinte dal Tribunale di Aosta e sostiene interpretazioni “creative” per tentare di eludere le disposizioni della legge regionale. Ci pare un ricorso infondato e pretestuoso al quale Avs si oppone con solide argomentazioni in un ampio e puntuale atto di 50 pagine.»