
AOSTA (fci) Il Consiglio dei Ministri ha approvato - martedì scorso, 4 agosto - le norme di attuazione dello statuto speciale per la Valle d'Aosta in materia di concessioni di derivazione d'acqua e di grandi derivazioni d'acqua ad uso idroelettrico. Un provvedimento atteso da tempo, oggetto di una lunga attività istruttoria. Il provvedimento consente alla Regione di legiferare autonomamente sulle modalità di assegnazione delle concessioni energetiche in scadenza.
"Finalmente, dopo oltre 5 anni di attesa, c'è una soluzione concreta e attuabile per le concessioni idroelettriche in Valle d'Aosta. È senza dubbio un obiettivo raggiunto che dimostra, ancora una volta, l'impegno del Governo e mio personale nell'interesse dei territori", ha detto il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli a margine della seduta odierna, esprimendo la propria soddisfazione per il risultato raggiunto. "Grazie a questo provvedimento la Regione - ha aggiunto - avrà la potestà di disciplinare con legge regionale le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni, nel rispetto delle normative statali e comunitarie. Nonostante la giunta abbia un colore politico diverso da quello dell'Esecutivo e la Lega sia all'opposizione, ottenere questo risultato era la cosa giusta da fare e ci abbiamo lavorato senza esitazioni. Attuare l'autonomia è per me una missione e sono orgoglioso - ha concluso - di esserci riuscito anche in questa occasione".
"Tale approvazione - spiega il presidente della Regione Renzo Testolin - segna un momento molto importante per la nostra regione, si tratta della tappa conclusiva di un proficuo lavoro del governo regionale, della maggioranza e di tutto il Consiglio regionale, dando attuazione alle nostre competenze statutariamente, tenuto conto dell'evoluzione normativa degli ultimi anni. Oggi è un momento importante anche per i riflessi economici, ambientali e sociali che questa norma attribuisce alla Regione".
"L'approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche rappresenta il più importante intervento normativo in materia per la Valle d'Aosta dagli anni della regionalizzazione del settore. È un risultato storico per la nostra autonomia speciale e per il futuro della nostra comunità". Lo dichiara Emily Rini, segretaria regionale di Forza Italia Valle d'Aosta. "Lo avevamo promesso ai valdostani - aggiunge - e oggi possiamo dire, con orgoglio, di aver mantenuto l'impegno assunto. Ancora una volta i fatti smentiscono chi, nei mesi scorsi, aveva liquidato il nostro lavoro come una serie di promesse irrealizzabili, arrivando anche a utilizzare toni eccessivi e offensivi nelle sedi istituzionali del Consiglio regionale. Noi abbiamo scelto una strada diversa: quella del silenzio, del lavoro quotidiano e della concretezza. Oggi sono i risultati a parlare". Per Emily Rini "questo importante traguardo è il frutto dell'impegno di Forza Italia insieme all'Union Valdôtaine e a tutti i rappresentanti dell'attuale maggioranza regionale che governa la Valle d'Aosta tramite un'azione politica condivisa con il Governo nazionale. Un grande lavoro di squadra che ha portato a questo importante risultato. È la dimostrazione che, quando si lavora con serietà e competenza, nell'interesse esclusivo dei cittadini valdostani, i risultati arrivano". "Alle polemiche - prosegue la segretaria regionale di Forza Italia - abbiamo sempre preferito il dialogo istituzionale; agli slogan abbiamo preferito il lavoro. È questo il metodo che continuerà a guidare la nostra azione politica". "Il nostro più sentito ringraziamento va al Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e a tutto il Governo nazionale - evidenzia ancora Emily Rini - che hanno dimostrato una straordinaria sensibilità nei confronti della Valle d'Aosta e della sua autonomia. Mai la nostra Regione aveva ricevuto un'attenzione così concreta e un rispetto così forte da parte del Governo nazionale".
"L'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche costituisce un passaggio fondamentale. Ora bisogna pensare a delineare la legge regionale di disciplina della materia". Lo scrive in una nota Alleanza Verdi e Sinistra sottolineando in tal senso di aver depositato una proposta di legge regionale finalizzata ad effettuare un lavoro istruttorio fondamentale per capire come procedere per trasformare Cva in una società in house e poter ottenere così la riassegnazione diretta, senza gara, delle 29 concessioni in scadenza. "Abbiamo ottenuto un importante risultato - si legge - ed ora continueremo l'azione perché Cva diventi veramente un bene di tutta la comunità valdostana, coerente con le sue finalità originarie: fornire energia a costi contenuti alle famiglie e alle imprese ed essere parte attiva e determinante nella transizione ecologica della Valle d'Aosta. Con l'obiettivo di una Valle d'Aosta fossil fuel free entro il 2040, come votato da tutto il Consiglio regionale".
"È una tappa importante per la Valle d'Aosta". Così l'Union Valdôtaine definisce l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche che "dà concreta attuazione alle competenze riconosciute dal nostro Statuto speciale: tale norma conferisce alla nostra Regione responsabilità fondamentali in un settore strategico, e rappresenta un nuovo strumento al servizio del nostro territorio, delle sue comunità e del suo futuro".
"Questo risultato è frutto di un lungo lavoro istituzionale - prosegue la nota - condotto con determinazione e in uno spirito di collaborazione, in particolare nell'ambito degli accordi programmatici firmati in occasione della formazione del nuovo Governo regionale".
"È un traguardo di fondamentale importanza che la Valle d'Aosta attendeva da anni". Così il segretario regionale della Lega VdA, Marialice Boldi, e la senatrice Nicoletta Spelgatti commentano l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, "un risultato storico, fondamentale per la tutela e lo sviluppo dell'autonomia energetica ed economica della comunità valdostana".
"Nonostante la Lega sia fuori dalla maggioranza regionale in Consiglio regionale - proseguono - abbiamo scelto di portare avanti questa battaglia con profondo senso di responsabilità istituzionale. Per noi il bene della Valle d'Aosta e dei suoi cittadini viene prima di qualsiasi interesse di parte o collocazione politica: quando si tratta di difendere e valorizzare l'Autonomia valdostana, la Lega c'è e fa la differenza".
"La Regione Valle d'Aosta deve smettere di considerare Cva come un semplice bancomat". Lo sostiene in una nota Fratelli d'Italia esprimendo soddisfazione per l'approvazione della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, "un passaggio fondamentale per restituire alla Valle d'Aosta maggiori strumenti decisionali nella gestione della propria principale risorsa energetica".
"Proprio per questo - si legge - appare ancora più scellerata la politica con cui il Governo regionale continua a emungere Cva, prelevando altri 75 milioni di euro dagli utili prodotti nel 2025. Considerando anche i dividendi distribuiti sui tre esercizi precedenti, dalla società sono stati sottratti complessivamente oltre 300 milioni di euro in soli quattro anni. Non si può celebrare la possibilità di mantenere in mani valdostane le concessioni e, contemporaneamente, privare Cva della capacità finanziaria necessaria per difenderle. Se, come appare concretamente probabile, la trasformazione dell'attuale Gruppo Cva in una società in house non risulterà realmente percorribile, l'azienda dovrà partecipare a gare nelle quali si confronterà con grandi operatori nazionali e internazionali. Ogni euro sottratto oggi alla società rischierà quindi di dover essere reperito domani attraverso linee di credito, finanziamenti o nuove emissioni obbligazionarie, sostenendo interessi e ulteriori costi finanziari".
"A rendere questa scelta ancora più incomprensibile - prosegue Fratelli d'Italia - è il fatto che tali prelievi non vengono neppure utilizzati per finanziare tempestivamente investimenti strategici o nuovi servizi. Finiscono invece per sommarsi agli avanzi di amministrazione monstre accumulati dalla Regione negli ultimi 4-5 anni, che continuano a crescere proprio perché il Governo regionale non dimostra di possedere la capacità programmatoria e amministrativa necessaria per spenderli. Si sottraggono così risorse liquide e immediatamente disponibili a un'azienda strategica, per trasferirle in un bilancio regionale nel quale rischiano di rimanere inutilizzate"