
AOSTA (fci) È durata un'ora l'udienza in Tribunale, nella mattinata di mercoledì scorso, 22 aprile, sul ricorso presentato da Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) sull'ineleggibilità nella Giunta regionale del presidente Renzo Testolin, per limite dei mandati.
Di fronte al collegio giudicante sono comparse le parti: l'avvocato Sara Fiorucci per i ricorrenti e gli avvocati Marcello Cecchetti e Riccardo Jans per la difesa. Al termine dell'udienza, celebrata a porte chiuse, i giudici (a comporre il collegio sono Maurizio D’Abrusco, Giulia De Luca e Paolo Bernardini) si sono riservati la decisione, che potrebbe arrivare già la prossima settimana.
I giudici – ha detto l'avvocata di Avs Sara Fiorucci – «ci hanno espressamente specificato che non sanno ancora in che tempi potrà essere presa. Credo che sia un tema abbastanza complesso e quindi, sia nei profili processuali sia in quelli sostanziali, richiederà tempo per la decisione stessa».
«Contrastiamo l'interpretazione dei ricorrenti, che riteniamo abnorme e assurda, perché secondo loro questa disposizione vorrebbe dire che un soggetto qualunque che ha ricoperto una qualunque carica in Giunta per 3 legislature consecutive, anche per un solo giorno in 3 legislature consecutive, qualunque carica, sarebbe ineleggibile in una quarta, sempre e comunque» ha detto invece l'avvocato Marcello Cecchetti, legale della Regione Valle d'Aosta.
«Questa interpretazione – ha aggiunto – viola l'articolo 51 della Costituzione sul diritto fondamentale di elettorato attivo che spetta a tutti i cittadini, viola l'articolo 3 della Costituzione perché è palesemente irrazionale e priva di qualunque giustificazione e viola l'articolo 15 dello Statuto speciale. La Regione Valle d'Aosta ovviamente ritiene che questa interpretazione sia impraticabile, qualora fosse ritenuta l'unica possibile – ma questo non lo crediamo – abbiamo sottoposto al giudice ovviamente la prospettiva di sollevare la questione di costituzionalità, attenzione, non sulla nostra legge, ma sulla nostra legge come interpretata dai ricorrenti».
Se la Corte darà ragione ai ricorrenti, decade il presidente Testolin e dunque la sua intera Giunta. Entro 60 giorni sarebbe necessario eleggere un nuovo presidente e un nuovo Governo regionale. Entrambe le parti potrebbero ricorrere in appello.
L’iniziativa di Alleanza Verdi e Sinistra si basa sul parere pro veritate del professore Andrea Morrone, secondo cui Renzo Testolin avrebbe già ricoperto per 3 volte consecutive una carica interna alla Giunta.
La terza legislatura è invece quella appena cominciata secondo il professor Enrico Grosso, incaricato a suo tempo da Renzo Testolin, e anche per il giurista Nicola Lupo, incaricato dalla segreteria generale del Consiglio.
Scontro in Consiglio Valle
Nelle stesse ore, mercoledì mattina, in Consiglio Valle il ricorso presentato da Avs contro la rielezione del presidente Renzo Testolin e la linea difensiva che ha imboccato la strada della mancata legittimità costituzionale della legge regionale 21 del 2007 sono state l’argomento del giorno.
I lavori consiliari sono partiti dalla nota inviata dal gruppo Fratelli d’Italia al presidente Stefano Aggravi giovedì 16 aprile, ripresa in aula dal capogruppo Alberto Zucchi.
Affidata a una missiva scritta la risposta di Aggravi, incentrata sulla necessità di attendere il pronunciamento dei giudici, seppure riconoscendo la «marcata riserva» nei confronti dell’ipotesi di incostituzionalità per una norma approvata 20 anni fa, nel perimetro dell’autonomia regionale.
«Quello che sta accadendo in queste settimane è un problema politico che si sta cercando di trasformare in giuridico» ha detto in aula Fulvio Centoz (Pd), invitando la maggioranza a presentare una legge che modifichi quella del 2007.
Per Andrea Manfrin, capogruppo della Lega, si tratta di un precedente pericoloso. Secondo Eleonora Baccini, capogruppo di Renaissance Valdôtaine, a essere in discussione sono trasparenza e credibilità politica.
La risposta del Governo regionale è stata affidata al vicepresidente Luigi Bertschy: «Come gruppo e come maggioranza non entriamo nel merito del dibattito perché abbiamo scelto di rispettare l’autorità giudiziaria, non schiviamo la discussione».
Per protesta le opposizioni hanno lasciato l’aula quando si è arrivati al voto sulla legge sulla Protezione Civile.
Ma sulla questione è tornato lo stesso presidente Renzo Testolin il giorno dopo, rispondendo a un’interrogazione di Corrado Bellora (Lega): «La questione è stata fraintesa – ha detto Testolin –. L'eccezione difensiva sulla possibile incostituzionalità della disposizione che viene rilevata nel giudizio, relativa al limite dei mandati, non concerne affatto la disposizione in sé, ma bensì la lettura che della stessa ne danno i ricorrenti, ritenuta da noi non corretta, proprio perché altrimenti in contrasto con i principi costituzionali, così come anche esplicitato nel parere pro veritate acquisito dal Consiglio regionale, sulla cui base si è formato il convincimento del Consiglio regionale che ha adottato l'atto contestato, vale a dire l'elezione del Presidente della Regione».
«Sia la difesa del presidente Testolin che quella della Giunta regionale, costituitasi in giudizio – ha ricordato Corrado Bellora – pongono una questione di illegittimità costituzionale della vigente legge elettorale. Si evidenzia che una proposta di riforma della legge elettorale depositata dal centrodestra è ferma da mesi senza che vi siano stati contributi della maggioranza, che tuttavia sembra sollevare dubbi sulla stessa legge».
Cristiano Florio