
AOSTA (mpl) Per quale motivo il conduttore Luca Dodaro di Illumina Aosta si è scagliato contro La Vallée Notizie per l’articolo pubblicato sabato scorso riguardante “Lo show dei preti”? Difficile comprenderlo, anche perché in trent ’anni di attività del nostro settimanale è la prima volta che qualcuno si offende così tanto per dei giudizi a suo favore, si - avete capito bene - per dei giudizi favorevoli che evidenziavano come Dodaro avesse condotto la trasmissione, su temi delicati, mettendo di fatto i sacerdoti piuttosto in ridicolo ed ottenendo l’obiettivo che si era prefissato, cioè un’ampissima visibilità, testimoniata dagli attuali 525mila contatti.
Probabilmente il fatto di ricevere un giudizio positivo, premiato anche dal nostro Vippometro in rialzo, lo ha talmente indispettito nel suo auto convincimento di essere un presentatore contro corrente e contro sistema da presentarsi in un video, in preda ad una sorta di trance isterica, mentre sventolava la copia de La Vallée Notizie. Dodaro - che si autodefinisce “designer della comunicazione” - non ha apprezzato nulla del nostro lavoro, non gli è piaciuta la parola “gag” che, nel linguaggio dello spettacolo che dovrebbe conoscere, significa “trovata comica o umoristica, il cui scopo è suscitare l'ilarità dello spettatore” ma soprattutto non gli è piaciuto l’utilizzo da parte nostra del termine “video intervista”, apriti cielo, lui si occupa di “podcast”. Così ha tentato di dare una lezione di lingua italiana, dimostrando però di non conoscere tale lingua.
“Podcast”, secondo l’Istituto della Treccani, è “un file audio digitale” quindi una “trasmissione radio diffusa via internet” non video Dodaro, mentre la “video intervista” è una situazione nella quale “l’intervistatore pone una domanda e l’intervistato cerca di rispondere in base alle proprie conoscenze pregresse”. L’utilizzo dei termini corretti nella lingua italiana è una componente fondamentale del lavoro degli organi di informazione, compresi i giornali che Dodaro si vanta di non leggere.
Questo però non è una cosa di cui bearsi, piuttosto una mancanza anche per un “designer della comunicazione”, perché avrebbe imparato qualcosa nel tempo.
Peraltro a Luca Dodaro nel maggio del 2019 La Vallée Notizie aveva dedicato un articolo sulla sua specializzazione nel “video mapping”, una nuova tecnologia multimediale di illusione ottica, ma lui quindi - Pinocchio - non lo avrebbe letto visto che gli ultimi giornali che ha utilizzato li ha usati a scuola per ritagliare. Che strano. Come pure sembra strano che gli sia sfuggito l’articolo che nello scorso novembre abbiamo dedicato a suo papà Ferruccio, noto tassista del capoluogo. Un figlio che non legge le belle cose riferite a suo padre…
Compensi per le trasmissioni
Allora a volere essere fuori dal coro ad ogni costo si compie una scelta che poi va portata avanti. Una scelta rispettabile quella di essere controcorrente, meno rispettabile quella di insultare chi ha scritto un articolo corretto nella forma, che riportava in merito a “Lo show dei preti” due commenti, emersi a livello nazionale, uno a favore ed uno contrario, corretto nel merito, visto che non giudicava, ma lasciava il giudizio alla “alla sfera della sensibilità personale” di ogni lettore.
Ma se è così controcorrente Luca Dodaro spieghi come mai grazie al suo Illumina Aosta è diventato nel giro di qualche mese un volto nuovo dell’informazione valdostana, pur non essendo giornalista, come moderatore/presentatore di conferenze, fino a ricevere un incarico dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta che ha definito il suo prodotto un “video podcast”, senza però che si offendesse nei riguardi dell’Amministrazione regionale! A beneficio di tutti si tratta di un incarico affidato a Luca Dodaro con provvedimento del 6 novembre scorso, per la realizzazione di un evento promozionale per l’Area megalitica di Aosta con il coinvolgimento di giovani archeologi da diffondere su Illumina Aosta: il compenso è di 6.292 euro, mica male per una “video intervista”, anzi se la Regione avesse chiamato Alberto Angela sarebbe probabilmente costato meno.
Quindi da quanto si comprende la puntata di Illumina Aosta verrà sponsorizzata dalla Regione, un aiuto per chi afferma di essere fuori dagli schemi, non male neppure per chi ride dei valdostani, non male per chi come Dodaro chiede ai preti a quanto ammonti il loro stipendio mensile e scoperto che si aggira sugli 800 euro al mese poi chiede 7 volte tanto alla Regione per presentare una trasmissione.
Il Vescovo deriso
In molti hanno apprezzato la presa di posizione del vescovo di Aosta Franco Lovignana in merito alla vicenda. Ha fatto bene a dare fiducia ai suoi sacerdoti ma allo stesso modo - visto il risultato finale - “fatta salva la loro buona fede” non ha potuto “non rimarcare che il modo in cui sono stati affrontati alcuni temi delicati (in primis la morte, i Sacramenti e i Sacramentali), le risate scomposte e in particolare il linguaggio volgare e grossolano, sono effettivamente offensivi verso le persone e verso la sacralità della vita ecclesiale e svilenti il ministero sacerdotale”.
In effetti quando un sacerdote nella video intervista ha detto “Non battezzate i figli”, oppure che ha “il frigo a minchia”, o ancora che i canti della Messa “fanno cagare”, più varie amenità del genere, non è possibile rimanere indifferenti, malgrado Luca Dodaro abbia poi cercato di minimizzare prendendosela con La Vallée Notizie, peraltro in un video poi ritirato giovedì scorso, 2 gennaio.
Ancora più l’“aneddoto” della donna morta in Cattedrale durante una Messa, con le risate sguaiate dei preti che l’hanno raccontato, è stato surreale, una persona che avrebbe potuto essere nostra madre o nostra nonna derisa, una mancanza di rispetto vergognosa, che in molti hanno criticato.
Non contento della sua regia, Luca Dodaro proprio dopo la diffusione del messaggio di Franco Lovignana non ha esitato a scrivere “Comunque vedere preti di mezza Italia che se la ridono del vescovo di Aosta non ha prezzo” e ancora “Ora scusate ma andiamo a festeggiare, questo mese abbiamo fatturato troppo. Ciao vescovo, grazie.” Disgustoso, d’altronde cosa avremmo potuto aspettarci da un presentatore da festa patronale di paese che, quale domanda qualificante della sua “video intervista”, chiede ai 4 sacerdoti davanti a lui: “Ho letto che per prevenire il tumore alla prostata bisogna venire 21 volte al mese, voi tutto a posto?”. Un esperto della comunicazione visiva proprio illuminato. Complimenti.