Marta Cartabia, «Sulle donne la vostra Regione è stata all'avanguardia»

Data pubblicazione 10 Giugno 2026
Da sinistra il sindaco di Sarre Massimo Pepellin, il presidente della Regione Renzo Testolin, Marta Cartabia e il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi
Da sinistra il sindaco di Sarre Massimo Pepellin, il presidente della Regione Renzo Testolin, Marta Cartabia e il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi
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SARRE (fci) «Parlare allo spirito di quegli anni, del secondo dopoguerra, credo sia molto importante. In quell'epoca sono state scritte le costituzioni, con l'idea molto chiara che la concentrazione del potere nelle mani di pochi o di uno solo non fa bene alla vita del paese ». Così Marta Cartabia, già presidente della Corte costituzionale ed ex Ministra della Giustizia ospite dell'evento «Libertà di scegliere. Ottant'anni dal primo voto delle donne» sabato scorso, 30 maggio, al Castello di Sarre.

L'ex Ministra ha sottolineato: «L'uscita dai totalitarismi e dalle guerre era una lezione molto chiara, oggi i testimoni di quell'epoca stanno scomparendo, noi dobbiamo però mantenere viva la memoria di quell'insegnamento». Poi ha evidenziato: «La Valle d'Aosta è stata all'avanguardia nel prevedere nel 1995, con la Regione guidata da Dino Vierin, una legge elettorale che consentisse la formazione di liste in cui una quota delle candidature fosse anche di natura femminile. In qualche modo ha anticipato almeno di dieci anni quello che poi è successo al livello nazionale».

Marta Cartabia però spiega: «Non credo nelle quote in cui alcuni seggi in parlamento devono essere riservati alle donne, perché questo secondo me non dà ragione alla qualità femminile. Credo invece in tutte le misure positive che si facciano carico delle discriminazioni del passato e sostengano e incoraggino; perché le quote hanno un effetto di rigidità che rischia di essere controproducente».

Stefano Aggravi, presidente del Consiglio Valle, si è soffermato sul titolo dell'incontro: «Libertà di scegliere significa questo: non soltanto la possibilità di esprimere un voto, ma il riconoscimento pieno della persona nella vita pubblica ». Ha ricordato la figura di Maria Ida Viglino, protagonista della Resistenza, presidente del Comitato nazionale per la liberazione della Valle d'Aosta e pioniera dell'impegno politico femminile.

L'incontro, brillantemente moderato da Luciano Caveri presidente della fondazione Émile Chanoux, è proseguito con l'intervento - in videoconferenza - di Kata Tütt, presidente del Comitato europeo per le regioni. «Da piccola volevo diventare una scienziata, una biologa, e mi hanno detto: non è da donne. Poi ho cominciato a interessarmi di politica e mi hanno detto la stessa cosa. Mi sono candidata e sono stata eletta. Dobbiamo dare l'esempio ad altre donne» ha raccontato.

Lorenza Palma, vicesindaca di Sarre, ha raccontato l'ideazione del progetto e l'importanza della ricorrenza, mentre Rosalba Dondeynaz, direttrice dell'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea, dopo aver percorso la storia del voto alle donne, ha sottolineato il fatto che anche in quel periodo non mancassero momenti di scherno da parte dei colleghi uomini che avevano fatto parte dello stesso sistema di ideali in materia di libertà e Resistenza. Lo stesso Ferruccio Parri disse: «"Per sbagliare bastiamo noi. È eccessivo che ci siate anche voi".».

Ha concluso la mattinata la ricercatrice Adriana Meynet, con la presentazione del libro «Saint-Maurice de Sarre 1945-2025» contenente le fotografie realizzate il 28 aprile 1945 in occasione della liberazione a Sarre. Il volume contiene anche dati storici, nomi, testi e poesie.