AOSTA (fci) Monica De Virgiliis, ex presidente di Snam, è la nuova presidente del consiglio di amministrazione della Cva-Compagnia valdostana delle acque. Gianfilippo Mancini, senior advisor di Equita e già ceo di Sorgenia, è il nuovo amministratore delegato. Gli altri consiglieri di amministrazione sono Patrick Actis Perinetto, Laura Broccardo, Stefano Distilli, Alessandra Ferrari e Helga Garuzzo.
Le nomine, decise dalla Giunta regionale martedì scorso, 18 agosto, sono state formalizzate nella mattinata di ieri, venerdì 21 agosto, durante l'assemblea dei soci dell'azienda di proprietà al 100 per cento di Finaosta, la finanziaria della Regione Valle d'Aosta.
Cambia totalmente quindi il vertice del colosso delle partecipate valdostane: niente riconferma per l’amministratore delegato uscente Giuseppe Argirò, che pure aveva offerto la sua disponibilità al rinnovo dell’incarico. E tra le 71 candidature presentate alla Regione vi erano anche quelle degli uscenti Giovanni Aliboni (presidente) e Gaudiana Giusti e Paolo Pallotti (consiglieri), non quella di Francesca Di Carlo.
Tornando al nuovo vertice dell’azienda, Monica De Virgiliis, ingegnera elettronica, è stata fino al 2025 Presidente di Snam spa, società quotata, leader a livello mondiale nel settore delle infrastrutture energetiche. Gianfilippo Mancini, manager di lunga esperienza, per circa 8 anni ha ricoperto le cariche di amministratore delegato e direttore generale di Sorgenia, tra le più grandi aziende che operano sul mercato libero dell'energia elettrica e del gas naturale; attualmente è Senior Advisor di Equita spa, primaria banca di investimento.
Nel board societario, a completare il consiglio di amministrazione vi sono quindi 3 avvocati, 1 commercialista e 1 economista. Si tratta di Patrick Actis Perinetto (figlio di Ornella Badery, presidente del Forte di Bard), avvocato dello studio Chiomenti di Roma, esperto in materia di compliance antitrust e regolamentazione dei settori energetici e dei servizi a rete; Helga Garuzzo, avvocata, partner dello studio legale Pavesio e associati di Torino, e consigliera indipendente di Banca Sella; Alessandra Ferrari, general counsel, con una lunga esperienza di responsabile degli affari legali in società multinazionali e quotate, anche nel settore dell’energia; Stefano Distilli, commercialista valdostano, revisore dei conti e presidente del consiglio di amministrazione della Sitrasb, la società italiana di gestione del Traforo del Gran San Bernardo; infine Laura Broccardo, docente di Economia aziendale all’Università di Torino.
Oltre alle nuove nomine, ieri l'assemblea dei soci ha approvato il bilancio del gruppo con utili per 177 milioni e 141 investiti nelle rinnovabili, e le modifiche statutarie dopo la richiesta Finaosta di impairment test, cioè della verifica contabile critica sul valore delle attività in bilancio per accertare che non siano iscritte a un valore superiore a quello di mercato.
«Le nomine - si legge in una nota di Finaosta - intervengono in una fase in cui Cva è chiamata a proseguire il proprio percorso nel settore delle energie rinnovabili, in un contesto caratterizzato da evoluzioni industriali, regolatorie e di mercato. Resta centrale il rapporto tra attività della società, solidità economica e attenzione alle ricadute per il territorio valdostano».
«Cva rappresenta un asset strategico per la Valle d'Aosta non soltanto per il suo valore economico e industriale, ma anche per il ruolo che svolge nello sviluppo sostenibile del territorio e nella transizione energetica. Le nuove nomine e le modifiche statutarie approvate rispondono all'esigenza di garantire alla società competenze qualificate e strumenti di governance adeguati, con attenzione alla solidità dell'impresa, alla qualità degli investimenti e alla ricadute positive per la comunità valdostana». Così il presidente della Regione Renzo Testolin commenta il rinnovo dei vertici della Cva.
Durante l'assemblea è stato approvato il bilancio che «conferma la solidità di Cva - dichiara Marco Linty, presidente di Finaosta - e restituisce un risultato positivo, che va riconosciuto. Occorre però leggerlo con equilibrio e senso di responsabilità, tenendo conto del contesto in cui è maturato: l'andamento del mercato dell'energia ha inciso positivamente sui risultati dell'intero settore. Il confronto con altre realtà comparabili mostra che esistono ancora margini di crescita e di miglioramento. Per questo, la nuova governance sarà chiamata a lavorare con visione industriale, rigore gestionale e attenzione alla valorizzazione piena del potenziale di Cva. In questa fase, anche alla luce del nuovo quadro che si apre sulle concessioni idroelettriche, sarà fondamentale rafforzare il ruolo della società come strumento di sviluppo per la comunità valdostana, capace di generare valore, sostenere investimenti e accompagnare le scelte strategiche del territorio con competenza e responsabilità».
«Management azzerato»
«Nel giro di un anno tutto il management che aveva gestito CVA per 4 anni e con ambiziosi programmi è stato azzerato. L'anno scorso sono stati cambiati il presidente e 3 consiglieri, quest'anno anche l'amministratore delegato. Un cambiamento radicale e necessario, visto che la conduzione della società nel quadriennio 2022-2025 è stata caratterizzata non solo da strategie che abbiamo sempre ritenuto sbagliate e dannose, ma anche da comportamenti gestionali che presentavano grosse criticità». Lo scrive in una nota Alleanza Verdi Sinistra in merito alla nomina dei nuovi vertici di Cva.
«Ma le criticità strategiche e gestionali - prosegue la nota - non si risolvono solo scegliendo altri amministratori: è fondamentale soprattutto un mutamento negli indirizzi politici da parte di chi è proprietario di Cva, cioè la Regione e Finaosta».
«In questi anni il presidente Renzo Testolin e la sua Giunta hanno rinunciato a esercitare un ruolo di indirizzo e di controllo nei confronti di Cva, ed hanno quindi, in sostanza, le stesse responsabilità degli amministratori azzerati» si legge ancora.
«Cva deve tornare ad essere un bene della comunità valdostana - conclude Alleanza Verdi Sinistra - che opera per fornire energia a costi contenuti alle famiglie ed alle imprese locali, e che inoltre lavora attivamente per la transizione energetica della nostra regione. In questo modo Cva avrà la possibilità di ottenere il rinnovo delle 29 concessioni idroelettriche di prossima scadenza, che è questione essenziale».
«Non spezzate Cva»
La nuova normativa sull'idroelettrico rischia di portare alla frammentazione di Cva e di «riaprire, in forme diverse, la questione della vendita di una parte del patrimonio» della società energetica valdostana. È quanto sostiene il Movimento 5 Stelle Valle d'Aosta, che chiede alla Giunta regionale garanzie sul mantenimento del controllo pubblico.
Secondo il M5S, l'eventuale trasformazione di Cva in società «in house», con il vincolo che almeno l'80 per cento del fatturato derivi dai rapporti con l'ente pubblico proprietario, consentirebbe alla società di gestire «soltanto una quota minoritaria dell'attuale capacità produttiva», stimata dal Movimento tra il 10 e il 15 per cento.
«La parte restante dovrebbe essere trasferita a una nuova società», sostiene il M5S. Il rischio sarebbe quindi quello di «dividere in 2 l'attuale gruppo», lasciando la maggior parte della capacità produttiva a un nuovo soggetto.
«La Giunta regionale deve chiarire pubblicamente quali garanzie impediranno che la riorganizzazione societaria possa tradursi, direttamente o indirettamente, nella vendita di una parte del patrimonio idroelettrico valdostano», afferma il M5S, chiedendo inoltre quale sarebbe il destino degli impianti che non potessero rientrare nell'eventuale società in house.
Cristiano Florio