VALLE D’AOSTA FUTURA ALL’ATTACCO: «CI SARÀ MAI UNA PAROLA “FINE” AI PRESUNTI CANTIERI?»

Ospedale, aggiudicazione al raggruppamento guidato da CMC

Data pubblicazione 22 Aprile 2026
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AOSTA (fci) Sarà il Raggruppamento temporaneo di imprese composto dalla capogruppo CMC Ravenna SpA e dalle società Guastamacchia di Ruvo di Puglia e Strever di San Salvo di Chieti ad occuparsi dei lavori di costruzione del nuovo Ospedale regionale: ora è ufficiale.

Siv, Société Infrastructures Valdôtaines, ha aggiudicato mercoledì scorso, 15 aprile, in via definitiva all’Ati l’intervento sul IV Lotto-Fase 3 del progetto, che prevede la realizzazione dei corpi K (nuovo ospedale per acuti), L (Hospital Street) e P (ulteriori nuovi parcheggi). La decisione sull’aggiudicazione è stata pubblicata nella piattaforma telematica PlaceVDA. Da giovedì 16 decorrono quindi i termini di 32 giorni previsti dal codice degli appalti pubblici per sottoscrivere il contratto relativo ai lavori.

I dubbi di Valle d’Aosta Futura

«Ci sarà mai una parola “fine” ai presunti cantieri per il “nuovo” Ospedale di Aosta? Probabilmente no». Facendo riferimento al dibattito avvenuto in Consiglio Valle la scorsa settimana, VdA Futura contesta l’assessore Carlo Marzi quando sostiene che non sia mai esistita una soluzione alternativa.

«Eh no, signor Assessore: ci spiace contraddirla. — prosegue la nota di VdA Futura — Intanto perché molti di noi hanno fatto parte del Comitato Vallée Santé che ha presentato una proposta alternativa credibile, fattibile, con tempi certi ed a minor costo. In secondo luogo perché ha taciuto alcuni passaggi che potrebbero rivelarsi determinanti per il proseguimento del “vostro” cantiere».

Secondo VdA Futura, sussistono nuove criticità connesse agli scavi archeologici: «La nuova proroga posticiperebbe l’inizio del cantiere a fine anno. Il passaggio di affidatario crea molte perplessità, soprattutto alla luce dell’importante ribasso proposto dall’aggiudicataria iniziale (Manelli). Sicuri che le società subentranti accettino quei prezzi anche alla luce dei rincari degli ultimi tempi?».

Inoltre, pare che gli scavi abbiano fatto emergere ulteriori tombe di epoca romana, per cui la Soprintendenza avrebbe imposto protocolli di verifica preventiva molto rigorosi (analisi di ogni metro cubo di terra), fattore che potrebbe rallentare ulteriormente l'avvio.

«Alla luce di tutte queste criticità, Valle d’Aosta Futura si chiede se abbia ancora senso proseguire questa “storia” infinita. Ogni mese di ritardo nell’apertura di un nuovo servizio pubblico ha dei costi sociali ed economici importanti se non, addirittura, un possibile “danno erariale”».