Presentato il nuovo ospedale di Ivrea e del Canavese progettato dall’aostana Tecnicaer Engineering

Data pubblicazione 22 Aprile 2026
3 minuti di lettura

IVREA (mm4) Ivrea e il vicino Canavese avranno un nuovo moderno ospedale, mentre la Valle d’Aosta ha dovuto dibattersi nelle more dell’aggiudicazione dell’ampliamento del suo nosocomio alla Manelli SpA di Monopoli, con successivi subentri ed integrazioni che hanno fatto perdere tempo prezioso per una realizzazione così importante per la comunità, definita mercoledì scorso 15 aprile con l’affidamento definitivo al raggruppamento temporaneo guidato dalla CMC Ravenna SpA, che ha rilevato la Manelli (vedi articolo correlato).

La notizia che Ivrea e l’ampia area di riferimento al confine con la Valle d’Aosta entro il 2030 saranno dotate di un complesso ospedaliero nuovo di pacca comporta almeno tre elementi che possono aiutare la riflessione sulla situazione valdostana.

In primo luogo, il progetto è firmato da un’azienda di Aosta, la Tecnicaer Engineering che fa capo agli ingegneri Fabio Inzani e Stefano Bonfante, società che paga le imposte nella nostra regione e che ormai è considerata tra le migliori in Italia nella progettazione di ospedali e luoghi di cura, ovunque quindi tranne che in Valle d’Aosta, secondo il famoso detto "Nessuno è profeta in patria".

Il secondo elemento è che il costo per la realizzazione del nuovo ospedale di Ivrea sarà interamente sostenuto dall’Inail, che ha stanziato oltre 2 miliardi di euro per finanziare la costruzione in Piemonte di complessi sanitari che andranno a sostituire ospedali non più idonei, fondi ottenuti dall’Amministrazione piemontese guidata dal presidente Alberto Cirio e che quindi non graveranno sul bilancio regionale, sicuramente un bel colpo!

In terzo luogo, la scelta è stata quella di trasferire l’ospedale dalla storica sede a fianco al castello eporediese dalle rosse torri ad un’area comunque centrale, vicina alla stazione ferroviaria, ma dismessa (qui sorgeva lo stabilimento Montefibre) e quindi recuperabile e soprattutto modulabile secondo le esigenze, con ampie aree verdi e facilità di accesso, che verranno addirittura incrementate con un nuovo casello autostradale a San Bernardo.

Il costo previsto è di 215 milioni di euro (contro i 140 del solo blocco nuovo ad Aosta), di cui 6 anticipati dalla Regione Piemonte per la progettazione: su una superficie totale di 69mila metri quadrati ne sorgeranno 56mila destinati alle pratiche sanitarie, per 301 posti letto tenendo in conto le esigenze attuali e pure quelle del futuro. L’iter del nuovo ospedale è iniziato nell’ottobre 2024 con la gara per la progettazione, poi nel 2025 l’aggiudicazione all’aostana Tecnicaer e proseguiranno con l’affidamento dei lavori e la conclusione fissata nel 2030.

La presentazione è avvenuta nei giorni scorsi in Municipio ad Ivrea, alla presenza del presidente della Regione Alberto Cirio, del sindaco Matteo Chiantore, del direttore generale dell’Asl TO4 Luigi Vercellino, del direttore dell'Assessorato regionale alla Sanità Antonino Sottile e dei rappresentanti della Tecnicaer Engineering che ha redatto il progetto.

Lo studio — definito “molto bello” dagli intervenuti — propone un edificio compatto ed efficiente, in grado di ottimizzare l’uso dello spazio, ridurre il consumo di suolo e minimizzare la superficie coperta. Sarà un ospedale sostenibile, con il 78 per cento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e il recupero totale delle acque piovane. Un’impostazione che ha portato a un’attenta razionalizzazione degli spazi di distribuzione, con una disposizione dei reparti basata su criteri funzionali e sull’uso ottimale del personale sanitario.

La struttura godrà di molta luce naturale, con ampie aperture finestrate e zone all’aperto a stretto contatto con il verde, grazie al collegamento con il Parco della Dora. Un elemento chiave del progetto è una sorta di “via centrale” che separa l’ospedale diurno dalle aree di alta intensità. Questa configurazione permetterà di differenziare i flussi per tipologia di utenza e di organizzare le funzioni secondo un principio di intensità assistenziale decrescente verso l’alto.

L’ultimo piano sarà dedicato agli uffici medici e predisposto per l’incremento dei servizi di telemedicina, una prospettiva sempre più concreta che consentirà di seguire un numero crescente di pazienti direttamente nelle loro abitazioni. Sarà quindi una struttura all’avanguardia, capace di garantire servizi più efficienti e percorsi assistenziali adeguati alle sfide della sanità di oggi e di domani.

Proprio lo studio attento dei flussi del futuro ha indirizzato il progetto di Tecnicaer: non vi sono dubbi che il Canavese, e di riflesso anche la bassa Valle d’Aosta, avranno finalmente un ospedale moderno, funzionale e all’altezza delle esigenze del territorio.

Ora la curiosità riguarda la "sfida a distanza" su chi completerà per primo la propria struttura: la Valle d’Aosta è nettamente in vantaggio e dovrebbe finire i lavori almeno 12 mesi prima. Resta il fatto che Ivrea si è mossa molto bene, facilitata dalla dismissione dell’ex fabbrica Montefibre nei pressi della stazione ferroviaria, riuscendo a progettare un complesso all’avanguardia insediato nel centro della città e vicino alle principali vie di comunicazione.

  • Un rendering del complesso ospedaliero
    Un rendering del complesso ospedaliero
  • e di una sua camera
    e di una sua camera