Registro elettronico con identità digitale, VdA Futura non ci sta

Data pubblicazione 26 Agosto 2026
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AOSTA (fci) Valle d’Aosta Futura esprime «ferma contrarietà rispetto all’introduzione di modalità di accesso ai sistemi informatici della scuola che rendano obbligatorio l’utilizzo di identità digitali personali (Spid/Cie/Cns/Idas) per lo svolgimento dell’attività lavorativa del personale scolastico». E’ quanto si legge nella lettera aperta che il movimento politico ha inviato all'assessore regionale all'Istruzione, alla Sovrintendente agli Studi e alle istituzioni scolastiche «in merito alla richiesta di dotarsi obbligatoriamente di identità digitale per poter accedere al registro elettronico delle scuole».

Secondo Valle d’Aosta Futura «Spid e carta d’identità elettronica-Cie costituiscono strumenti di identità digitale personale del cittadino, progettati per consentire l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione nella qualità di utenti. L’utilizzo obbligatorio di tali strumenti per lo svolgimento della prestazione lavorativa comporta una evidente commistione tra la sfera personale del dipendente e l’esercizio delle sue funzioni istituzionali». Secondo il movimento è quindi necessario che «l’Amministrazione metta a disposizione del personale strumenti di autenticazione professionali e istituzionali, adeguati agli standard di sicurezza richiesti e pienamente riconducibili all’attività lavorativa; che non subordini in via esclusiva l’accesso ai sistemi informatici necessari allo svolgimento dell’attività lavorativa al possesso di identità digitali personali e che predisponga modalità alternative di autenticazione di servizio fornite e gestite direttamente dall’Amministrazione».

L’obbligo di dotarsi di identità digitale è previsto anche per i genitori e gli studenti, però «nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge e ogni cittano ha diritto di rivolgersi alla pubblica amministrazione e ai soggetti privati che erogano servizi essenziali in condizioni di parità. Eppure oggi già l’imposizione del registro elettronico costringe il possesso di smartphone, credenziali, connessione, alfabetizzazione informatica». VdA Futura ricorda che la legge «sul procedimento amministrativo garantisce in capo al cittadino il diritto di presentare istanze, memorie, documenti, senza imporre una forma esclusivamente telematica» e chiede alle istituzioni regionali che «informino le famiglie sul permanere della possibilità di accedere ai dati disponibili sul registro elettronico anche in formato cartaceo e in via analogica» e di «predisporre delle procedure alternative per coloro che scelgano di non attivare l’identità digitale e di non avvalersene per accedere al registro elettronico».