NUOVE POLEMICHE SUL DOCUMENTO DEI DIRIGENTI, AVS ALL’ATTACCO

Renzo Testolin di nuovo Presidente della Regione ma il passaggio in Consiglio Valle non è indolore

Data pubblicazione 20 Maggio 2026
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AOSTA (fci) "Nessun documento dolosamente occultato", per una vicenda "che non riguarda l'attuale Ufficio di Presidenza". Parole di Stefano Aggravi presidente del Consiglio Valle dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi rispetto a un “parere sui mandati scritto da dirigenti regionali ma rimasto inascoltato". Un documento interno redatto dal segretario generale del Consiglio con le dirigenti degli Affari legislativi e degli Affari generali, nel quale si leggeva che Renzo Testolin, allora presidente della Giunta, e il vicepresidente Luigi Bertschy, "nella prossima legislatura" non avrebbero potuto "ricoprire un posto in giunta".

"Il documento richiamato, ossia la nota di analisi degli uffici, non era finalizzato a esprimere un parere definitivo, ma costituiva un passaggio preliminare alla richiesta di un parere terzo “pro veritate” precisa Stefano Aggravi. E come è poi avvenuto, con l’incarico al costituzionalista Nicola Lupo.

"Grandissimo sconcerto, una vergogna" dice Chiara Minelli la consigliera di Avs, che insieme all'allora collega Erika Guichardaz, come gruppo PCP, il 14 ottobre 2024 chiese agli uffici della presidenza l'interpretazione della legge 21 del 2007. "L'intera vicenda avrebbe avuto un iter diverso se quel testo fosse stato reso noto".

Accuse in Aula

Convocato per prendere atto del reintegro del presidente della Regione Renzo Testolin dopo il suo ricorso in appello contro la sentenza del tribunale di Aosta che lo aveva dichiarato decaduto, il Consiglio regionale - mercoledì scorso, 13 maggio - si è concluso dopo aver respinto, con 20 voti contrari e 13 a favore, 2 risoluzioni presentate una dal gruppo Avs e l'altra da AdC, PD-FP, Lega, Fratelli d’Italia, La Renaissance. Nel dibattito, Chiara Minelli (Avs) ha spiegato che "con questo ulteriore capitolo della vicenda dei limiti di mandato, siamo di fronte a un passaggio che riteniamo cinico e irresponsabile. Un consigliere che a novembre 2025 non poteva essere eletto Presidente, che il tribunale di Aosta ha appena dichiarato ineleggibile e decaduto, decide di proseguire come se niente fosse, sostenuto dal suo movimento politico e dalla maggioranza". Per la vicecapogruppo del Pd Clotilde Forcellati "il presidente Testolin non è oggi un Presidente nel pieno delle sue funzioni, ma sub iudice, giudicato decaduto dai magistrati e, ancora più grave, messo sotto tutela dalla sua stessa maggioranza".

Alberto Zucchi, capogruppo di Fratelli d'Italia, ha evidenziato: "Nessuno contesta il diritto di difesa, ma una cosa è esercitare un diritto processuale; altra cosa è trasformare una questione politica evidente in una lunga battaglia finalizzata, di fatto, a restare in carica il più a lungo possibile. La Valle d'Aosta non può permettersi istituzioni percepite come ostaggio di convenienze personali. Non può permettersi una politica che rinvia ai giudici decisioni che dovrebbe assumere autonomamente". Per il capogruppo della Lega Valle d'Aosta, Andrea Manfrin "eravamo sicuri che il ricorso sarebbe stato presentato, ora quello che voglio ribadire è che noi riteniamo che la politica non debba essere fatta nelle aule di tribunale". Marco Carrel (Autonomisti di Centro), illustrando la risoluzione, ha chiesto che "il Presidente si dimetta subito" e ha invitato la maggioranza "a depositare una mozione di sfiducia costruttiva perché di mezzo c'è la credibilità della Valle d'Aosta".

E per la maggioranza ha parlato direttamente il presidente della Regione Renzo Testolin, che ha replicato: "La maggioranza ha condiviso la scelta di intervenire prontamente con l'assestamento di bilancio e con le scadenze da affrontare nei prossimi mesi, in attesa che una sentenza di secondo grado possa dirimere posizioni oggi molto distanti tra loro. Se si fosse scelto di non fare il ricorso, non ci sarebbe stato bisogno del vostro invito: invece si è scelto di andare avanti e di mettersi a disposizione, con senso di responsabilità, per dare le risposte che ci richiede la comunità valdostana, senza bloccare processi in atto".

  • Il presidente della Regione Renzo Testolin
    Il presidente della Regione Renzo Testolin
  • e Chiara Minelli di Avs
    e Chiara Minelli di Avs