AOSTA (fci) «Per cambiare la Valle d'Aosta servono 4 pilastri: coraggio politico, studio rigoroso, contenuti qualificanti e unità indistruttibile. Occorre, tutti insieme, superando steccati e personalismi, dare una casa comune a quel popolo che nei sindacati, nelle associazioni, nei movimenti e nell'impegno quotidiano spinge per un profondo rinnovamento della politica valdostana. Si può fare, si può unire, si può vincere». È quanto si legge in un documento/manifesto approvato dal Coordinamento regionale di Alleanza Verdi e Sinistra-Avs, che lancia «un forte appello all'unità del popolo di sinistra in Valle d'Aosta».
«La sinistra valdostana - si legge - ha davanti a sé un dovere storico: ergersi a punto di riferimento saldo e credibile per una comunità che reclama, a gran voce, un'azione di governo regionale lungimirante, competente e guidata dai principi della giustizia sociale e ambientale. Da troppo tempo la Valle d'Aosta assiste a un paradosso: nonostante le straordinarie prerogative e le risorse garantite dalla nostra Autonomia, la Regione è ostaggio del malgoverno. Troppe forze politiche appaiono focalizzate esclusivamente sull'occupazione delle poltrone e sulla gestione del potere immediato, dimostrando una totale assenza di programmi strutturati, di studio e di visione sul futuro del nostro territorio. In questo scenario, il compito della sinistra è tracciare una rotta alternativa. Una svolta che sia prima di tutto ideale, culturale e programmatica. Dobbiamo avere il coraggio di proporci come un polo alternativo agli schieramenti esistenti».
«Per essere credibile, attrattiva e vincente - conclude il documento - la sinistra valdostana deve riscoprirsi unita, eticamente distante dalle vecchie logiche e forte nei contenuti».
«L'obiettivo è vincere per cambiare davvero»
«Il documento di Avs "Si può fare" descrive con precisione i problemi della Valle d'Aosta: una maggioranza senza visione, troppo occupata a gestire il potere. Su questa analisi siamo d'accordo». Lo afferma Fulvio Centoz, neo segretario del Pd valdostano. «Sulla soluzione no. - aggiunge - I dati ci dicono cose precise. In Valle d'Aosta quasi 1.700 cittadini destinano il proprio 2 per mille all'Union Valdôtaine. Il Pd ne raccoglie oltre 1.000, pur avendo un quarto dei voti di Uv alle regionali. Significa che abbiamo una base fedele, radicata, convinta. Un patrimonio da valorizzare e rispettare. Ma significa anche che quella base non basta. Il 2 per mille misura chi sei già, non chi puoi diventare. Per vincere devi uscire dal tuo recinto. Il referendum sulla magistratura lo ha dimostrato: il "No" ha vinto in Valle d'Aosta nonostante l'Uv indicasse il contrario. Quella vittoria l'ha costruita una convergenza più larga composta da progressisti, autonomisti delusi, e tanti giovani che sono andati a votare per la prima volta su un tema che sentivano davvero loro. Cittadini stanchi di una politica che guarda solo a se stessa. È esattamente il perimetro che vogliamo costruire. Per questo da lunedì scorso, 8 giugno, abbiamo già avviato un giro di incontri con tutte le forze di opposizione, di sinistra e non solo. L'obiettivo è un centrosinistra autonomista capace di parlare non solo alla propria base, ma a tutti i valdostani che vogliono una rappresentanza forte a Roma. Con priorità concrete: la modifica dello Statuto con la clausola dell'intesa, il raddoppio ferroviario sulla tratta Ivrea-Chivasso, una politica che lavori per la Valle d'Aosta e non solo per gli equilibri nazionali. L'obiettivo non è l'unità della sinistra. L'obiettivo è vincere per cambiare davvero».
«No superficialità»
«L'appello lanciato da Alleanza Verdi e Sinistra con il manifesto "Si può fare" coglie una necessità reale della politica valdostana: costruire un punto di riferimento credibile per chi non si riconosce nelle politiche della destra e chiede una visione più giusta e lungimirante per il futuro della Valle d'Aosta». Parole di Raimondo Danze!, responsabile di Uniti a Sinistra, alleanza che comprende Area Democratica Gauche Autonomiste, M5S, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista.
«L'obiettivo di unire la sinistra è certamente condivisibile, - prosegue - ma non può essere affrontato con superficialità né ridotto a una semplice operazione elettorale. La storia della sinistra europea insegna che l'unità è sempre stata una sfida complessa. Da oltre 2 secoli convivono e si confrontano culture politiche diverse: socialisti riformisti e massimalisti, comunisti marxisti, leninisti e maoisti, anarchici e anarcosindacalisti, fino alle più recenti esperienze ecologiste e ambientaliste. Pensare di cancellare tali differenze in nome di una generica unità significherebbe rischiare una "maionese impazzita" o una macedonia politica priva di una vera identità».
«Per questo l'unità - continua Raimondo Danze! - non può nascere dalla semplice somma di sigle, ma dalla capacità di costruire un terreno comune di lavoro. In tutta Europa le forze progressiste stanno cercando di ricostruire una base sociale attorno a temi condivisi: la pace, il rifiuto della logica del riarmo, la difesa dei diritti umani e la richiesta di fermare il genocidio in corso a Gaza. Sono questioni che possono favorire il dialogo tra mondi che negli ultimi anni si sono allontanati e spesso contrapposti».
«Anche in Valle d'Aosta la sfida passa dalla definizione di proposte concrete. A partire dalla sanità pubblica e dai servizi sociali, occorre ripensare un modello regionale che troppo spesso ha lasciato soli i più fragili e ha penalizzato lavoratrici e lavoratori. Lo stesso vale per i trasporti: quale Piano Regionale dei Trasporti immagina la sinistra? Quale modello di sviluppo economico propone per il territorio? Certamente non può replicare quello della destra, che l'Uv ha sposato. Un confronto serio deve riguardare anche il ruolo delle partecipate regionali, da Cva al Casinò, che devono uscire da logiche clientelari e diventare strumenti capaci di generare benefici diffusi per tutta la comunità. Infine, scuola e cultura rappresentano il terreno sul quale costruire una nuova idea di cittadinanza e di autonomia. Trovare insieme risposte credibili a queste domande è la vera strada per unire la sinistra valdostana e come Uniti a Sinistra siamo disposti a percorrerla, con tutte le difficoltà che comporta, coinvolgendo non solo le segreterie dei partiti e movimenti ma tutta la base attiva. - conclude Raimondo Danze! - Altrimenti ogni appello rischia di trasformarsi nell'ennesimo tentativo di fare cassa alle elezioni, tradendo ancora una volta le aspettative degli elettori».
Cristiano Florio