A Courmayeur un convegno di alto profilo che ha analizzato l'efficacia nell'impiego delle risorse

Tecnicaer cambia l'approccio alle opere pubbliche con progetti adattabili che generano valore nel tempo

Data pubblicazione 16 Settembre 2026
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COURMAYEUR (zgn) Quanto vale realmente un'opera pubblica? In Italia, il costo delle infrastrutture strategiche e prioritarie ha raggiunto i 522 miliardi di euro, una cifra che impone di considerare fin dalla progettazione consumi, manutenzione, gestione e capacità di adattamento, valutando l'opera lungo il suo intero ciclo di vita. È questa la prospettiva emersa nel corso del Forum "Opere Pubbliche Strategiche. Costruire il futuro del Paese", promosso da Tecnicaer Engineering in collaborazione con Motore Sanità e ospitato ieri, venerdì 11 settembre, al Pavillon di Skyway Monte Bianco, a Courmayeur. All'appuntamento hanno preso parte rappresentanti delle Regioni e delle amministrazioni pubbliche, esponenti del mondo accademico e professionisti impegnati nella progettazione e nella gestione delle infrastrutture provenienti da Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d'Aosta e Sicilia, insieme a rappresentanti dell'Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Milano, Infra.To, CVA, SIV e BDP London.

La sfida emersa nel corso della giornata riguarda innanzitutto l'efficacia nell'impiego delle risorse pubbliche. Secondo i dati del Servizio Studi della Camera dei deputati, le infrastrutture strategiche e prioritarie monitorate risultano finanziate per circa il 67 per cento del loro valore complessivo. In questo quadro, il confronto ha indicato la necessità di superare il tradizionale concetto di costo di costruzione e di adottare un nuovo paradigma fondato sul valore generato lungo l'intero arco di vita dell'opera, pianificando fin dall'origine le spese di gestione e le prestazioni che l'opera dovrà garantire nel tempo.

Al vincolo finanziario si affianca la dimensione del patrimonio pubblico interessato. Secondo i dati Enea, le 41.964 scuole pubbliche e le 12.474 strutture sanitarie del Servizio sanitario nazionale superano complessivamente i 133 milioni di metri quadrati. Per infrastrutture complesse come ospedali, scuole e caserme, destinate a incidere a lungo sull'organizzazione dei servizi e sullo sviluppo dei territori, il Forum ha pertanto sottolineato l'importanza di affiancare alla valutazione dei costi lungo l'intero ciclo di vita specifici indicatori di performance operativa. Le scelte progettuali devono misurarsi con la capacità dell'opera di svolgere la propria funzione e di generare nel tempo valore economico, sociale e ambientale per le comunità.

Un ulteriore tema chiave emerso dal confronto riguarda l'adattabilità delle infrastrutture. Progettare per il cambiamento significa realizzare opere flessibili e reversibili, in grado di rispondere a nuove esigenze e di essere riconvertite secondo i principi dell'economia circolare. A supportare questo approccio sono tecnologie quali il Building Information Modeling (BIM), l'intelligenza artificiale e i sistemi avanzati di simulazione, che permettono di valutare diversi scenari di utilizzo già nelle prime fasi, individuare in anticipo eventuali criticità e tutelare l'efficacia dell'investimento negli anni.

«La qualità di un'opera pubblica non si misura il giorno dell'inaugurazione, ma nella sua capacità di continuare a generare valore nel tempo. - ha dichiarato Fabio Inzani, presidente di Tecnicaer Engineering - Il nostro compito è progettare opere pensate per accompagnare l'evoluzione della società, dei territori e delle comunità e adattarsi a bisogni che oggi non possiamo ancora prevedere. La qualità più profonda di un progetto risiede nello spazio che lascia al cambiamento, permettendo all'opera di evolvere e all'ingegneria di trasformare l'investimento in un patrimonio duraturo, capace di generare valore pubblico per il Paese». Il presidente Fabio Inzani ha aggiunto: «Il progetto di un'opera pubblica per noi di Tecnicaer prevede la simulazione di diversi scenari operativi che siano in grado di evidenziare esigenze infrastrutturali, come strade, parcheggi, acquedotti, fognature e reti elettriche, energetiche e gestionali. Ogni scenario porta con sé un chiaro e definito piano dei costi energetici di servizio; delle opere infrastrutturali a supporto del funzionamento; di gestione edilizia dalla nuova opera; di produzione dei servizi erogati ed erogabili nella nuova opera; e così via». Il presidente Fabio Inzani ha sottolineato che «Tutto questo oggi è l'attività quotidiana svolta nelle sedi di Tecnicaer in Italia, a Torino, Milano, Firenze, Bologna e prossimamente Roma e Napoli ma anche all'estero nel mondo anglosassone. Grazie ad un continuo confronto con le best practice internazionali, posso orgogliosamente affermare che i nostri specialisti hanno messo a punto un "modus operandi" unico per progettare opere che coniugano realmente efficacia funzionale ed efficienza operativa, insomma opere realmente sostenibili, le uniche che una governance pubblica attenta e responsabile debba perseguire». Attraverso il confronto tra istituzioni, mondo accademico e professionisti del settore, il Forum promosso da Tecnicaer Engineering ha così tracciato la strada per un nuovo modello di pianificazione strategica e realizzazione dei progetti, evidenziando la necessità di creare una sinergia operativa costante tra chi programma le opere e chi le progetta, traducendo gli investimenti in un reale e sostenibile motore di sviluppo sociale ed economico.

  • Il presidente di Tecnicaer Engineering Fabio lnzani
    Il presidente di Tecnicaer Engineering Fabio lnzani
  • e i partecipanti al convegno a Courmayeur
    e i partecipanti al convegno a Courmayeur