LA PROPOSTA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI ANTONIO TAJANI

«Uno studio redatto da due università». Tunnel, francesi tiepidi sul raddoppio

Data pubblicazione 10 Giugno 2026
3 minuti di lettura

AOSTA (fci) Oltre un'ora di confronto sull'attività dell'azienda nel panorama globale e sulle prospettive future che il mercato dell'acciaio riserverà. È la visita del ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani alla Cogne Acciai Speciali ieri, venerdì 5 giugno, nella seconda delle 2 giornate trascorse dal vicepremier nella nostra regione.

Al tavolo, i vertici aziendali con il CEO Massimiliano Burelli e Monica Pirovano, direttore generale. L'incontro è stato promosso dalla responsabile per le Politiche regionali e della montagna e consigliera del ministro degli Esteri Emily Rini.

«Da ministro anche del commercio estero ho il dovere di sostenere tutte le imprese italiane che esportano e la Cogne Acciai Speciali esporta l'80 per cento del suo prodotto, quindi contribuisce a dare all'Italia uno straordinario risultato che è quello di arrivare a circa il 40 per cento del Pil con l'export. Faremo di tutto per sostenere anche l'esportazione del settore dell'acciaio» ha detto Antonio Tajani durante la visita nello stabilimento siderurgico di Aosta. «E' una grande azienda - ha aggiunto - che opera in tutto il mondo. E' un fiore all'occhiello della produzione italiana e va nella giusta direzione perché esporta e internazionalizza, fa le due cose senza abbandonare il territorio nazionale, questo certamente è un fatto molto importante da portare ad esempio».

Durante l'incontro con i vertici dell'azienda siderurgica valdostana «abbiamo parlato a lungo anche della questione del sistema dei trasporti legato alla vicenda del tunnel del Monte Bianco - ha concluso Antonio Tajani - e ora vediamo di trovare ancora qualche altra apertura da parte francese per fare la seconda canna. Se vogliamo favorire le esportazioni, se vogliamo favorire l'economia di tutta l'Italia nord-orientale, bisogna fare la seconda canna».

I francesi timidi

La Francia sembra «aprire» all'Italia sul progetto di raddoppio del Traforo del Monte Bianco al termine della terza riunione del Comitato di cooperazione frontaliera italo-francese, svoltasi giovedì 4 al Forte di Bard. Dopo Torino e Nizza, è toccato alla Valle d'Aosta ospitare il summit tra le autorità dei due Paesi, presieduto dai rispettivi ministri degli esteri.

Al termine dei lavori Antonio Tajani - da sempre sponsor del progetto di una seconda canna - ha parlato di «un'apertura» da parte francese: «Ho apprezzato la volontà del ministro francese di valutare uno studio di impatto redatto da due università, in modo che si possa fare una valutazione concreta per poi affrontare la discussione. Questo lo considero un'apertura. Valutare l'ipotesi significa non aver detto no per principio. Ho visto una posizione francese non di chiusura rispetto al passato, adesso vediamo gli studi cosa dicono. Certo, c'è qualche comune francese che pensa che la doppia canna porti più traffico e più inquinamento, io dico che è vero l'esatto contrario. La Svizzera ci sostiene, noi non molliamo e credo che porteremo il tema anche al prossimo vertice intergovernativo».

Poi ha aggiunto: «Le riserve francesi sono esclusivamente di tipo ambientale. Sono riserve di alcuni comuni, tra cui Chambery, mi pare che a livello di governo centrale ci sia meno reticenza. Il problema è come favorire la crescita dei territori».

A pochi centimetri il ministro per l'Europa e gli Affari Esteri della Repubblica francese Jean-Noël Barrot ha ascoltato l'intervento del collega, poi è stato il suo turno al microfono. Ma sul traforo del Monte Bianco nemmeno una parola, un accenno. Ha parlato di Col di Tenda, Moncenisio, Frejus, linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia e Lione-Torino, collegamenti ferroviari e marittimi, Corsica e Sardegna, rete idrica, foreste e scambi tra i giovani.

«C'è vicinanza tra una parte e l'altra delle Alpi. Vicinanza che si riflette su migliaia di cittadini e lavoratori. E' un bacino di vita continuo. Italia e Francia hanno popoli con un destino comune» ha concluso.

Confindustria sperava in un esito diverso: «Non è quanto mi aspettavo, ma è qualcosa. Noi andremo avanti a lavorare su questo tema, come abbiamo fatto dal 2022 in poi, e lo stesso sono sicuro farà anche il governo già al vertice intergovernativo di Cannes del 26 giugno», osserva Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d'Aosta.

Traforo aperto tutto l’anno

«Ringrazio il ministro Tajani e il ministro Barrot per questo incontro proficuo e per continuare a credere e a investire sui principi espressi dal Trattato del Quirinale, il cui obiettivo è proprio quello di fornire una cornice politica e istituzionale che consenta di incoraggiare la cooperazione tra i nostri due Paesi e che riveste dunque per noi un'importanza cruciale».

Lo ha detto il presidente della Regione Valle d'Aosta Renzo Testolin nel corso della riunione del Comitato di Cooperazione Frontaliera Italia-Francia, giovedì al Forte di Bard.

In avvio del Comitato, il presidente Testolin ha evidenziato l'importanza che rivestono le vie di comunicazione, «Proprio per questa ragione ribadisco, come ho già espresso al ministro Tajani a Courmayeur, che è necessario che il Traforo del Monte Bianco rimanga aperto durante tutto l'anno, per una necessità non soltanto di profilo economico, ma anche sociale e culturale».

  • Il presidente della Regione Renzo Testolin con il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e il ministro per l’Europa della Repubblica francese Jean-Noël Barrot
    Il presidente della Regione Renzo Testolin con il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e il ministro per l’Europa della Repubblica francese Jean-Noël Barrot
  • La visita di Tajani alla Cogne Acciai Speciali
    La visita di Tajani alla Cogne Acciai Speciali