
A mio avviso, quando si vuole realizzare un progetto, sarebbe giusto valutare le eventuali alternative, approfondirle e scegliere quella più logica e funzionale all'utilizzo prefissato e magari quella più economica e con meno impatto ambientale. Questa premessa è valida in qualunque settore.
Sia nel 2022 sia nel 2026 c'è stata una crisi idrica che ha condizionato il settore agricolo anche in Valle d'Aosta. Le contromisure previste sono la costruzione di bacini artificiali di accumulo acqua. Contestualmente in alcune stazioni sciistiche si stanno costruendo o sono stati costruiti dei bacini artificiali di accumulo acqua, anche di grandi dimensioni, per l'innevamento programmato. E' stato previsto, in questi casi, che l'acqua accumulata possa servire sia per l'irrigazione dei pascoli sia per la pulizia delle stalle, onde evitare l'eventuale uso di acqua potabile, o sarà ad uso esclusivo per la produzione di neve programmata?
Ricordo che gli investimenti per queste strutture sono finanziate in maggioranza con denaro pubblico e si impone quindi una riflessione sulla futura gestione delle risorse idriche dei vari territori.
Guido Regruto