Dite la Vostra Redazione: Regione Borgnalle 10/g, 11100 Aosta - Email: info@lavalleenotizie.com

“Quando la medicina è fatta di competenza e cuore immenso: grazie ai reparti di Cardiologia e Terapia Intensiva”

Data pubblicazione 13 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Cari lettori, scriviamo queste poche righe con il cuore colmo di gratitudine. Vogliamo raccontare una storia di eccellenza che appartiene al nostro territorio valdostano.

Per tre lunghi mesi, nostra madre è stata ricoverata presso l’Ospedale Parini di Aosta, affrontando una strenua battaglia per difendere la propria vita. Oggi, se nostra madre Anna Avati è ancora qui, lo dobbiamo all'intervento di autentici professionisti che non si sono limitati a curare una patologia, ma si sono presi cura della persona nella sua interezza, con profonda umanità.

Vorremmo ringraziare con grande stima il dottor Lorenzo Zaccaro: la sua competenza professionale, unita ad una rara sensibilità, ha restituito a nostra madre la forza di vivere e la voglia di combattere. È stato lui a guardare oltre la diagnosi, infondendole il coraggio di lottare come una vera guerriera. Il nostro sentito ringraziamento va evidentemente a ciascun membro del personale dei reparti di Cardiologia e Terapia Intensiva Cardiologica, ai medici, con tutta la loro professionalità e dedizione, agli infermieri per la loro sorprendente tenacia e a tutto il personale ausiliario che, con una delicatezza commovente, si sono occupati dei quotidiani bisogni essenziali facendo sentire nostra madre protetta e rispettata anche nei momenti di massima fragilità.

Quei gesti, quelle carezze e quegli sguardi gentili sono stati una medicina potente. Un pensiero di gratitudine va anche all'équip e del Galeazzi di Milano, che ha eseguito il delicato intervento chirurgico.

In un’epoca in cui la sanità viene spesso criticata, l’Ospedale di Aosta si è dimostrato un esempio di eccellenza, non solo tecnico/scientifico ma anche di umanizzazione medica. Grazie per aver creduto in lei, per aver lottato al suo fianco e per averle restituito una speranza che sembrava ormai perduta.

Con profonda gratitudine i figli e il
papà Angela, Donatella, Giorgio,
don Isidoro, Salvatore e Vincenzo