AOSTA (qdn) «Un segnale estremamente positivo per l’intera sanità regionale». Così l’assessore alla Sanità Carlo Marzi commenta la risposta agli 8 concorsi pubblici per dirigenti medici a cui sono state presentate complessivamente 62 candidature con punte di 14 in Pediatria, 9 in Neurologia e 15 in Ostetricia e Ginecologia. Un dato particolarmente rilevante riguarda la disciplina di Medicina trasfusionale, per la quale sono pervenute 3 domande, di cui 2 specialisti e 1 specializzando. Si tratta di un segnale incoraggiante, considerando che questa specialità rappresenta da anni una delle aree più critiche sul piano del reclutamento, non solo in Valle d’Aosta ma su tutto il territorio nazionale. Le altre candidature: 3 per Radioterapia oncologica, 9 per Neurologia, 13 per Cardiologia, 4 per Medicina di laboratorio e 1 per Anatomia patologica.
«Le numerose candidature ai concorsi confermano una positiva percezione all’esterno della nostra sanità regionale – sottolinea l’assessore Carlo Marzi – e rendono merito del reale e quotidiano lavoro condiviso tra Assessorato e Usl, volto a dare valore all’eccellenza professionale e a far conoscere la qualità del nostro sistema sanitario. Continuare ad attrarre medici qualificati è fondamentale per garantire servizi sempre più vicini ai bisogni della comunità valdostana».
Per favorire il reclutamento, l’Usl VdA ha adottato e implementato una serie di azioni strategiche, investendo in campagne di promozione dei concorsi anche attraverso i social media.
«In un contesto nazionale caratterizzato da una persistente e nota carenza di personale medico, soprattutto in alcune specialità, questo risultato assume un valore ancora maggiore – riflette il direttore sanitario Mauro Occhi –. L’interesse manifestato verso strutture ad alta complessità e verso discipline tradizionalmente meno appetibili conferma la credibilità professionale e organizzativa della nostra azienda. La presenza di molti candidati specializzandi, pur nella temporanea fisiologica limitazione in attesa della specialità, significa che i nostri primari e il nostro ospedale attraggono nuove leve e mantengono e curano i rapporti con le Scuole di specializzazione e in generale con le altre realtà sanitarie del Paese. Questo successo rappresenta l’onda lunga dell’iniziativa strategica che assunse il dottor Massimo Uberti per fronteggiare la crisi delle professioni all’indomani della pandemia».
«È fondamentale garantire che l’elevato numero di candidati si traduca in professionisti che partecipino effettivamente alle prove selettive e, successivamente, in nuove risorse da integrare stabilmente all’interno dell’azienda» rimarca la direttrice della struttura Sviluppo delle Risorse Umane Monia Carlin.