AOSTA (qdn) Sta sollevando un polverone l’approvazione, all’interno della terza variazione del bilancio regionale, di un’indennità speciale di attrattività territoriale destinata ai vertici dell’Usl. A protestare vibratamente è stato in primo luogo il gruppo della Lega VdA definendo la decisione «un trattamento iniquo che spacca la sanità valdostana in lavoratori di serie A e di serie B» dal momento che la maggioranza regionale ha al contempo respinto «ancora una volta la proposta di introdurre un'indennità per gli Oss - Operatori socio sanitari».
«Gli Oss sono oggi l'unica categoria del comparto sanitario totalmente esclusa dalle indennità aggiuntive. - scrive la Lega - Per loro, un aumento di circa 350 euro al mese - fondamentale per arginare la fuga di professionisti verso la Svizzera dove gli stipendi sono nettamente più competitivi - è stato ritenuto insostenibile. Al contempo, però, con estrema facilità si sono trovate le risorse per concedere aumenti fino a 5.000 euro in più al mese ai vertici dell'Usl. Pagare adeguatamente un direttore, se lavora bene e porta risultati, è una cosa assolutamente lecita e condivisibile. Chi ha grandi responsabilità gestionali deve essere retribuito in modo corretto. Ma quello che non tolleriamo è l'ipocrisia politica».
A stretto giro sull’argomento è arrivata anche la presa di posizione dei sindacati. La Cgil e la Fp Cgil hanno espresso forti perplessità: «Pur riconoscendo l'importanza di rendere attrattive le posizioni di vertice della sanità pubblica riteniamo necessario aprire una riflessione sul metodo seguito dall'Amministrazione e sul rispetto dei principi che regolano l'accesso agli incarichi pubblici. L'aspetto che desta maggiore preoccupazione riguarda la cronologia degli atti amministrativi. L'indennità integrativa è stata infatti deliberata successivamente alla pubblicazione del bando per la selezione del direttore generale. Se l'Amministrazione aveva già individuato la necessità di rafforzare l'attrattività economica dell'incarico per ampliare la platea dei candidati, tale scelta avrebbe dovuto essere definita prima dell'avvio della procedura selettiva. La preventiva definizione del trattamento economico rappresenta infatti una garanzia di trasparenza, pubblicità e parità di accesso, consentendo a tutti i potenziali candidati di valutare l'incarico sulla base delle medesime informazioni».
Proprio per questo motivo il consigliere regionale Marco Carrel (Autonomisti di Centro) è arrivato a chiedere - durante la riunione della seconda Commissione consiliare - di «riaprire i termini del bando per la selezione del direttore generale, pubblicato nella scorsa primavera, così da consentire a tutti i professionisti in possesso dei requisiti di presentare la propria candidatura alle nuove condizioni previste».
Cisl Fp, Nursind, Nursing Up e Savt Santé ritengono «più che mai opportuno che vengano previste delle indennità eque e stabili per tutto il personale del Servizio Sanitario regionale soprattutto quello escluso dalle leggi di attrattività. E’ di fondamentale importanza l’istituzione di un confronto in tal senso attraverso l’istituzione di un tavolo permanente Regione - Sindacati - Usl di contrattazione integrativa».
VdA Futura: Usl in rosso e si paga per arricchire i dirigenti
Particolarmente dura la presa di posizione del movimento Valle d’Aosta Futura.
«Siamo al paradosso: l’Azienda Sanitaria della Valle d’Aosta è in “deficit”, ma mamma Regione interviene per ripianare il debito e “premiare” chi l’ha portata in queste pessime acque. - scrive VdA Futura - Se ci trovassimo nel privato gli amministratori delegati sarebbero invitati a dimettersi. I manager locali della nostra sanità, invece, vengono premiati. Più fai risparmiare l’Azienda e più riduci i servizi, più ti premio. Gli utenti valdostani? …. numeri. Altro che roboanti dichiarazioni in cui si parla di “cittadini al centro”. Noi di Valle d’Aosta Futura diciamo basta a questo modo di gestire. Basta ad un servizio che scontenta tutti (o quasi). Basta con soldi distribuiti a chi dimostra di non saper gestire la salute pubblica».
«Una domanda sorge spontanea: - prosegue VdA Futura - ma come si fa ad andare in rosso quando l'Azienda, soprattutto negli ultimi anni, ha goduto di finanziamenti sempre maggiori? (275 milioni nel 2018, 303 nel 2021 e 333 nel 2024). A fronte di una costante riduzione di servizi e di personale (672 infermieri nel 2018, 640 nel 2023; 354 medici nel 2018 e 340 nel 2023) oltre ai tagli di posti letto (erano 499 nel 2018 e sono scesi a 424 nel 2023). Poi abbiamo capito. Siccome tutti i progetti sull’attrattività di medici e infermieri sono falliti (o quasi), alla triade che governa l’Ausl daremo 60mila euro di premio annuo (al direttore generale) e 48mila ai direttori amministrativo e sanitario i quali, poverini, percepiscono (oggi) soltanto 154mila euro (circa) sempre annui (il direttore generale) e 124mila ciascuno gli altri due. E agli infermieri? Alle OSS? Ai medici? … Eh no! Per quelli non ci sono soldi….. Noi di Valle d’Aosta Futura diciamo basta. Basta con questi presunti manager. Torniamo ai nostri vecchi e bravi amministratori che portarono l’ex-Mauriziano ad essere invidiato per quantità e qualità dei servizi».