Caldo estremo: triplicati in Pronto soccorso i casi di malore tra gli “over 75” negli ultimi 10 giorni

Data pubblicazione 1 Luglio 2026
Stefano Podio, direttore del reparto di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza
Stefano Podio, direttore del reparto di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza
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AOSTA (qdn) Il caldo estremo di questi giorni sta avendo un impatto diretto sulla salute della popolazione, in particolare delle persone più fragili. Lo confermano i dati registrati dal Pronto soccorso dell’Ospedale regionale “Umberto Parini”.

«Negli ultimi 10 giorni sono triplicati gli accessi per sincopi (svenimenti) da calore dovute a disidratazione e calo della pressione negli anziani ultra 75enni, spesso mentre si recano a fare la spesa nelle ore più calde della giornata. - spiega il dottor Stefano Podio, direttore del reparto di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza, Emergenza Territoriale e Centrale Operativa 118 - Gli anziani in generale bevono pochi liquidi e prendono molti farmaci che abbassano la pressione, per cui è importante, se non ci sono altre controindicazioni mediche, bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, misurare regolarmente la pressione e se si trova persistentemente bassa valutare con il medico curante una riduzione della terapia antipertensiva».

«In questi giorni stiamo registrando un aumento degli accessi legati agli effetti del caldo: un segnale che ci ricorda quanto la prevenzione e i comportamenti corretti possano fare la differenza» rimarca l’assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi.

I consigli sono sempre i soliti: evitare di uscire nelle ore centrali della giornata, indossare abiti leggeri e un cappello, bere almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno.

«Per contrastare il disagio e il rischio di complicanze severe - dice il dottor Franz De La Pierre, direttore della Struttura complessa di Geriatria - oltre alle comuni indicazioni valide per tutti in termini di corretta alimentazione, idratazione e dell'eventuale adeguamento di alcune terapie, è importante prestare attenzione ad alcuni aspetti specifici. Tra questi, evitare di soggiornare nelle cosiddette "bolle di calore", come abitazioni poco ventilate o cortili circondati da edifici multipiano, dove la temperatura può diventare particolarmente elevata. In queste situazioni è importante garantire un adeguato ricambio d'aria o, quando possibile, utilizzare sistemi di climatizzazione. La persona anziana spesso non modifica spontaneamente alimentazione, abbigliamento o attività quotidiane: per questo sono soprattutto familiari e caregiver a dover mettere in pratica tutte le misure necessarie per proteggerla».

Per quanto riguarda i malati cronici, «con l'aiuto del proprio medico curante, e mai autonomamente può essere necessario valutare una riduzione del dosaggio di alcune classi di farmaci» sottolinea il dottor Giampaolo Carmosino, direttore della Struttura complessa Medicina Interna.

«È importante che gli assistiti rimangano in casa durante le ore più calde della giornata, mantengano un'adeguata aerazione del domicilio e bevano molta acqua, eventualmente integrando con sali minerali » ricorda il medico di famiglia Robert Camos. Per quanto riguarda le terapie, «l'eventuale riduzione o sospensione di diuretici e antipertensivi deve sempre essere valutata con il proprio medico».

Le ondate di calore possono rappresentare un rischio anche per la salute dei bambini. «Anche un'esposizione breve e non protetta può provocare disidratazione o colpo di calore nei bambini, specie nei primi anni di vita» evidenzia il dottor Paolo Serravalle, direttore della Struttura complessa Pediatria e Neonatologia.