AOSTA (zgn) Sono 11 i medici iscritti al concorso per i 10 posti disponibili al Corso triennale di formazione specifica in Medicina generale della Regione autonoma Valle d’Aosta, destinato alla formazione dei futuri medici di famiglia.
«Si tratta di un primo segnale positivo, soprattutto alla luce di una carenza di medici di medicina generale che non riguarda soltanto la Valle d’Aosta, - evidenzia una nota dell’Usl - ma rappresenta da anni una criticità strutturale dell’intero Servizio sanitario nazionale. Il numero dei professionisti disponibili è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione e la professione ha attraversato negli ultimi anni una fase di minore attrattività, a fronte anche di un carico di lavoro e di una complessità assistenziale crescenti».
In Valle d’Aosta attualmente mancano circa 30 medici di famiglia rispetto al fabbisogno. La questione centrale non è la disponibilità degli incarichi, che vengono individuati e pubblicati secondo le procedure previste, ma la difficoltà di reperire un numero sufficiente di professionisti disponibili a ricoprirli.
«In questo scenario, il numero di candidature registrato per il nuovo corso regionale assume un significato particolare - prosegue la nota dell’Usl - e si inserisce in un quadro nazionale che mostra segnali di rinnovato interesse dei giovani medici verso la Medicina generale, dopo anni caratterizzati in diverse Regioni dalla difficoltà di coprire i posti disponibili nei corsi di formazione».
L’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi dichiara: «Il numero delle candidature rappresenta un segnale che accogliamo con soddisfazione, mantenendo naturalmente la necessaria prudenza perché il dato effettivo sarà quello delle presenze al concorso di ottobre. Il nostro obiettivo non è semplicemente coprire 10 posti, ma creare le condizioni affinché sempre più giovani medici scelgano la Medicina generale e decidano di costruire il proprio percorso professionale in Valle d’Aosta. La Medicina generale, che ha sempre rappresentato il primo livello di accesso al servizio sanitario, può oggi essere considerata anche il primo luogo in cui comporre tutti i tasselli che vanno a costruire la salute della persona. E’ proprio da qui che dobbiamo ripartire e lo possiamo fare anche grazie ai giovani trasmettendo loro la consapevolezza che la differenza la si fa anche quando il lavoro non è sempre visibile o spettacolare: il valore del medico che salva la vita, non solo nei momenti eccezionali, ma nella capacità quotidiana di intercettare precocemente i bisogni e di accompagnare le persone nei percorsi di cura. A fronte di una carenza di Medici che persiste a livello nazionale, continuiamo insieme all’azienda Usl ad impegnarci con determinazione e su più fronti. Per questo abbiamo costruito un sistema che comprende borse di studio aggiuntive, possibilità di conciliare formazione e attività clinica, incentivi per chi lavora nei Comuni di montagna, sostegno alle forme associative, condizioni agevolate per gli ambulatori e soluzioni abitative. Lavoriamo per rendere la Valle d’Aosta più competitiva e attrattiva per i giovani professionisti, che significa offrire loro non soltanto opportunità di lavoro, ma la possibilità di costruire qui il proprio futuro».
La Regione ha investito complessivamente 750mila euro nel percorso: i 10 posti disponibili sono coperti da 10 borse di studio ordinarie e altrettante borse aggiuntive regionali. La borsa ordinaria, pari a 11.603 euro annui, sommata a quella aggiuntiva regionale di 13.397 euro annui, porta il trattamento economico del medico in formazione a un livello equiparato a quello di un medico specializzando. A queste misure si aggiungono le indennità per i medici che operano nei Comuni disagiati e disagiatissimi, che possono raggiungere rispettivamente i 2mila e i 6mila euro annui. Circa la metà dei 74 Comuni valdostani rientra in queste categorie.
La Regione ha inoltre recentemente rivisto le linee guida del Corso di formazione specifica in Medicina generale per rendere il percorso ancora più flessibile e aderente alle esigenze dei giovani professionisti e del territorio. La principale novità riguarda il riconoscimento dell’attività svolta sul campo: attraverso la presa in carico diretta degli assistiti, ai medici corsisti viene riconosciuta una quota di attività pratica pari a 2.759 delle 3.200 ore previste nel triennio. Per le restanti 441 ore, il Comitato tecnico scientifico aziendale può inoltre riconoscere, fino a un massimo del 50 per cento, attività già svolte dai medici in formazione in possesso di specializzazioni. L’obiettivo è consentire ai giovani professionisti di coniugare formazione e attività clinica, valorizzando l’esperienza maturata direttamente nell’assistenza e contribuendo contemporaneamente al rafforzamento della medicina territoriale.
Grazie alla collaborazione con la Regione Piemonte, inoltre, la formazione può essere svolta a distanza per le attività previste, limitando la necessità per i corsisti valdostani di recarsi fisicamente a Torino.