Una ricerca ha permesso di sequenziare il genoma di 110 bambini portando a scoperte sorprendenti

Disturbi del neurosviluppo correlati al Dna. Studio valdostano su una rivista internazionale

Data pubblicazione 24 Giugno 2026
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AOSTA (qdn) Una ricerca in collaborazione tra il Center for Clinical and Computational Genomics (C3G) dell’Istituto Italiano di Tecnologia ad Aosta e l’Usl VdA (IIT) ha studiato il patrimonio genetico, sequenziando l’intero genoma, di 110 bambini valdostani con disturbi del neurosviluppo e dei loro genitori e, per alcuni di questi, ha identificato varianti nel Dna che hanno il potenziale per essere responsabili della loro condizione. Lo studio, unico in Italia, ha permesso la diagnosi genetica per 29 famiglie, i cui casi erano rimasti senza risposte rispetto alle cause del disturbo. Pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Npj Genomic Medicine, il lavoro amplia le conoscenze sulle basi genetiche di condizioni complesse quali l’autismo e le disabilità intellettive.

I disturbi del neurosviluppo in Italia interessano circa l’1 per cento dei bambini con età compresa tra i 7 e i 9 anni. Sono condizioni difficili da diagnosticare e trattare, perché ogni persona manifesta sintomi differenti. Le indagini a livello molecolare e biologico possono aiutare a identificare alcune cause di questi disturbi, orientando i percorsi di diagnosi e trattamento. Il gruppo di ricerca ha coinvolto 110 famiglie valdostane, per un totale di 300 persone, e analizzato l’intero genoma di giovani già diagnosticati con autismo e dei loro genitori per trovare varianti collegabili ai loro disturbi.

Lo studio è iniziato a maggio 2022, nel contesto del progetto 5000genomi@VdA, e ha coinvolto 3 categorie di persone, per mantenere uno sguardo globale sull’ampia varietà di condizioni tipiche dei disturbi del neurosviluppo. All’interno del campione 40 giovani presentano disturbi dello spettro autistico senza altre disabilità e la maggior parte di questi hanno manifestazioni tipiche dell’alto funzionamento; 27 giovani hanno ricevuto una diagnosi di disabilità intellettiva, con difficoltà a gestire in autonomia alcuni ambiti della loro vita quotidiana; i restanti pazienti coinvolti sono stati diagnosticati con disturbo dello spettro autistico e con disabilità intellettiva, mostrando quindi sia difficoltà nelle relazioni con gli altri sia difficoltà cognitive.

L’analisi del genoma ha fornito in totale una quantità di dati pari a circa 26 milioni di varianti totali, da cui il gruppo di ricerca ha estratto informazioni utili alla pratica clinica e a future attività di ricerca. Attraverso l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale i ricercatori hanno potuto individuare varianti in geni direttamente coinvolti in disturbi del neurosviluppo, riuscendo a trovare risposte a casi specifici. Per esempio, per 29 famiglie è stato possibile fornire una diagnosi genetica che collega la loro condizione a varianti presenti nel Dna e ha dato informazioni sull’ereditarietà delle stesse.

«Questo lavoro è stato particolarmente significativo, poiché, per un numero rilevante di famiglie, abbiamo potuto giungere a una diagnosi genetica finora non disponibile: un traguardo che non solo fornisce risposte attese da tempo, ma consente anche una più accurata definizione del rischio genetico e talvolta una migliore pianificazione dei percorsi di cura e di follow-up» commenta la dottoressa Laure Obino, direttrice della Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’Usl VdA.

Il gruppo di ricerca ha individuato, tra le 26 milioni di varianti totali, anche alcune alterazioni in geni non ancora considerati come correlati ai disturbi del neurosviluppo. Per esempio, in un paziente con autismo e difficoltà motorie è stata identificata una mutazione del gene KALRN, importante per lo sviluppo dei neuroni e delle loro connessioni; grazie a ciò, il gruppo di ricerca ritiene che anche questo gene potrebbe essere inserito nella lista di quelli associati ai disturbi del neurosviluppo.

«Siamo molto orgogliosi di questa collaborazione tra il C3G dell’IIT e l’Usl VdA, abbiamo potuto integrare la genomica avanzata nell’assistenza sanitaria, contribuendo a rendere la medicina sempre più personalizzata, predittiva e orientata ai bisogni delle persone» commenta Stefano Gustincich, direttore del Center for Clinical and Computational Genomics dell’IIT ad Aosta.