Il sindacato: “Chiediamo impegni concreti”

La Cgil: “La sanità è al collasso Servono una riorganizzazione, risorse e politiche abitative

Data pubblicazione 17 Giugno 2026
3 minuti di lettura

AOSTA (qdn) «La situazione della sanità valdostana ha ormai superato il livello di guardia. Servono risorse, organizzazione e politiche per il personale». E’ il grido d’allarme lanciato dalla Cgil Valle d’Aosta. «Da anni la Fp Cgil Valle d'Aosta denuncia una crisi strutturale che coinvolge l'intero sistema sanitario regionale e che rischia di compromettere il diritto alla salute dei cittadini e la tenuta stessa dei servizi pubblici. - si legge in una nota firmata da Eleine Krieger Garcia - Alla base delle crescenti difficoltà vi è una carenza cronica di personale che interessa tutti i profili professionali: operatori sanitari, tecnici, amministrativi e professionali. Gli organici insufficienti stanno progressivamente svuotando uffici e reparti, aumentando i carichi di lavoro e riducendo la capacità del sistema di garantire prestazioni adeguate e tempestive. Questa situazione è il risultato di anni di finanziamenti insufficienti e di una programmazione incapace di affrontare le reali necessità. L'insufficienza delle risorse disponibili limita gli investimenti in tecnologie, strutture e personale, ostacolando la piena garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza su tutto il territorio regionale. A ciò si aggiunge l'incertezza che continua a caratterizzare il progetto del nuovo ospedale, ancora lontano dal tradursi in una risposta concreta ai bisogni della comunità».

«Particolarmente grave è la situazione della sanità territoriale. - prosegue la Cgil - Distretti, consultori, servizi di salute mentale e assistenza domiciliare integrata soffrono una progressiva riduzione delle risorse e del personale disponibile. I piccoli comuni di montagna, gli anziani, le persone fragili e i malati cronici rischiano sempre più spesso di rimanere privi di un'assistenza di prossimità adeguata. In assenza di una rete territoriale forte, il carico assistenziale si riversa inevitabilmente sull'Ospedale Parini, che opera ormai in condizioni di forte pressione. La crisi degli organici è aggravata da una gestione organizzativa che continua a muoversi in una logica emergenziale. Turnazioni costruite per tamponare le urgenze, carichi di lavoro distribuiti in modo disomogeneo, eccessiva burocratizzazione e insufficiente valorizzazione delle competenze professionali stanno rendendo sempre più difficile lavorare all'interno del sistema sanitario regionale. In questo contesto, la formazione e lo sviluppo professionale non ricevono l'attenzione necessaria, contribuendo ad alimentare la fuga di lavoratrici e lavoratori verso altre realtà. Un elemento determinante è inoltre rappresentato dall'emergenza abitativa. Chi decide di trasferirsi in Valle d'Aosta per lavorare nella sanità si trova a fare i conti con un mercato immobiliare sempre più inaccessibile, caratterizzato da affitti elevati e da una disponibilità limitata di alloggi a lungo termine. Le misure di attrattività economica introdotte negli ultimi anni risultano spesso insufficienti, poiché assorbite dall'aumento del costo della vita, delle locazioni e delle spese energetiche. Nel frattempo, chi già opera nella sanità valdostana è chiamato quotidianamente a sostenere turni gravosi, accumulare ferie non godute, rinunciare ai riposi e farsi carico di responsabilità crescenti. Una condizione che mette a rischio il benessere psicofisico dei lavoratori».

«Non c’è più tempo per rinvii o interventi parziali. - conclude la Cgil - Per evitare un progressivo smantellamento del welfare pubblico regionale chiediamo alla Giunta regionale, all'Assessorato della Sanità e alla Direzione dell'Usl di assumere impegni concreti e immediati su tre priorità fondamentali: una riforma organizzativa immediata, che superi la gestione emergenziale, introduca una programmazione trasparente dei turni, riduca gli adempimenti burocratici inutili, garantisca flessibilità, garantisca misure di Age management e valorizzi pienamente tutte le professionalità presenti nel sistema sanitario; un piano straordinario per l'abitare, attraverso la realizzazione di foresterie aziendali, l'attivazione di alloggi pubblici a canone calmierato per i neoassunti e misure di sostegno concreto nella ricerca di una casa; risorse strutturali e misure contrattuali dedicate, con il consolidamento delle indennità di attrattività, investimenti nel welfare aziendale e l'avvio di un confronto con le sedi nazionali della contrattazione per riconoscere le specificità del lavoro sanitario nei territori montani».