L’Usl: “La carenza di medici di base è un problema strutturale, non si risolve con facili banalizzazioni”

Data pubblicazione 12 Agosto 2026
2 minuti di lettura

NUS (qdn) «Lasciare intendere che un problema di questa portata possa essere risolto semplicemente sollecitando l’Azienda attraverso petizioni o altre forme di sensibilizzazione rischia di banalizzare una delle principali criticità strutturali delle cure primarie italiane». Lo ha scritto l’Usl della Valle d’Aosta, con evidente riferimento alla raccolta di firme proposta a Nus dall’associazione La Nave dei Disperati per chiedere di dotare nuovamente il paese di un nuovo medico di base dopo il pensionamento del dottor Gino Sapone. «La preoccupazione dei cittadini che si trovano senza il proprio medico di famiglia è pienamente comprensibile e merita risposte chiare. - scrive l’Usl - Proprio per questo, tuttavia, un problema così serio non può prestarsi a semplificazioni o banalizzazioni. Rappresentare la carenza di medici come la conseguenza di una presunta pigrizia amministrativa dell’Azienda o lasciare intendere che possa essere risolta attraverso ripetute sollecitazioni significa alimentare aspettative che non possono trovare riscontro nella realtà e rischia di produrre un danno ulteriore: indebolire la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario e nei professionisti che, in una situazione di grave carenza di personale, stanno garantendo l’assistenza con un impegno spesso superiore a quanto ordinariamente previsto. La carenza dei medici di medicina generale è infatti un problema strutturale che interessa l’intero Servizio sanitario nazionale e che in Valle d’Aosta assume una particolare rilevanza: attualmente mancano circa 30 medici rispetto al fabbisogno. I medici di medicina generale sono liberi professionisti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. L’Azienda sanitaria individua le carenze, pubblica gli incarichi e mette a disposizione le relative risorse secondo quanto previsto dall’Accordo collettivo nazionale. I medici, tuttavia, sono liberi di partecipare o meno alle procedure e di accettare gli incarichi disponibili».

«Il rapporto considerato ottimale dalla normativa nazionale è di un medico ogni 1.200 assistiti. Il numero di assistiti può essere aumentato fino a 1.800 esclusivamente con il consenso del medico. - prosegue l’Usl - È importante chiarire che queste regole non sono stabilite dall’Usl e non possono essere modificate attraverso decisioni locali. Il contratto nazionale disciplina il rapporto ottimale, i massimali, le modalità e i tempi di cessazione dell’attività, l’età massima per l’esercizio della professione in convenzione, le forme di compenso e gli altri aspetti fondamentali del rapporto professionale. In questo quadro, attribuire l’attuale carenza di medici di medicina generale in Valle d’Aosta a una presunta inerzia o lentezza amministrativa significa fornire una rappresentazione non corretta della situazione. Il problema non è la mancata individuazione delle necessità né la mancata disponibilità degli incarichi: il problema è la carenza di medici disponibili a ricoprirli».

La petizione per l’assegnazione di un medico di base a Nus promossa dall’associazione La Nave dei Disperati intanto è stata depositata in Comune con 390 firme raccolte.