
AOSTA (qdn) «Basta stallo sulla nomina del Direttore generale dell’Usl. Serve una guida stabile, trasparente e di comprovata competenza». Lo scrivono Cgil VdA e Fp Cgil VdA sollecitando la Giunta regionale a provvedere e denunciando «un ritardo che, alla luce delle difficoltà che attraversa il sistema sanitario valdostano, non può più essere considerato fisiologico né privo di conseguenze». «La sanità regionale si trova a dover affrontare problematiche importanti e ormai strutturali: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà nel reclutamento e nella stabilizzazione dei professionisti, organizzazione della medicina territoriale, pressione crescente sui servizi e necessità di garantire continuità e qualità dell’assistenza» - prosegue la Cgil - In questo quadro, prolungare ulteriormente una situazione di gestione ad interim al vertice dell’Usl significa indebolire la capacità dell’Azienda di programmare, decidere e affrontare con la necessaria tempestività le sfide che ha davanti».
La procedura di selezione del successore di Massimo Uberti si è conclusa da mesi, con 23 idonei alla carica, e da tempo la sanità valdostana attende l’arrivo del nuovo direttore generale. La scelta è annunciata a brevissimo, probabilmente già la prossima settimana. A fine settembre si concluderà l’incarico del direttore generale facente funzione Mauro Occhi, che è anche direttore sanitario. Se la scelta non arrivasse entro la scadenza dell’incarico, la guida dell’Usl passerebbe a un commissario. E’ più probabile che si arrivi alla decisione, che al momento pare essersi ristretta a soli 3 candidati, tra cui lo stesso Mauro Occhi.
Salta l’indennità di attrattività per i vertici dell’Usl
Intanto, dopo le polemiche e di fronte al rischio di impugnazione da parte del governo Meloni, la Giunta regionale (spinta da numerosi consiglieri della maggioranza) ha deciso di stralciare l’indennità di attrattività per i vertici dell’Usl, prevista nella terza variazione di bilancio varata nello scorso mese di luglio e ora all’esame delle competenti commissioni consiliari. L’incentivo economico - 60mila euro annui per il direttore generale, 48mila per il direttore amministrativo e 48mila per il direttore sanitario - era legato alle «difficoltà di reclutamento e permanenza delle figure apicali del Servizio sanitario regionale», ma anche alla necessità di «assicurare la continuità e la qualità della governance dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta».
Appena emersa la notizia della nuova indennità, prevista nel disegno di legge, si erano subito sollevate polemiche politiche e sindacali. Alcuni avevano contestato l’iniquità della misura, non prevista al momento per altre figure, come per esempio gli Oss. Altri hanno ipotizzato possibili ricorsi e impugnative: l’indennità arrivava infatti a un passo dalla conclusione del bando per la nomina del direttore generale. Da qui anche la richiesta, avanzata da alcuni, di riaprire il bando.
“La nomina non sia condizionata da equilibri politici”
«La scelta del nuovo Direttore generale non può essere condizionata da logiche di equilibri politici, di appartenenza o da valutazioni estranee alla qualità professionale. - tuona la Cgil - La Valle d’Aosta ha bisogno di un management sanitario autorevole, competente, indipendente e capace di confrontarsi con lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali, con una visione chiara del futuro della sanità pubblica regionale. Per questo Cgil Valle d’Aosta e Fp Cgil Valle d’Aosta chiedono alla Giunta regionale di porre immediatamente fine allo stallo e di procedere senza ulteriori ritardi alla nomina con un percorso di scelta che sia trasparente e fondato su criteri oggettivi e che valorizzi in particolare esperienza, competenza manageriale e conoscenza delle dinamiche del Servizio sanitario. Il tempo perso nella nomina è tempo sottratto alla programmazione. E a pagare il prezzo dei ritardi non possono essere né i cittadini né le lavoratrici e i lavoratori della sanità. La situazione del sistema sanitario valdostano richiede una guida stabile, capace di assumersi pienamente la responsabilità delle decisioni e di costruire un percorso di rilancio della sanità pubblica regionale. Serve subito un direttore generale di comprovata competenza, scelto attraverso una procedura trasparente».