
AOSTA (zgn) Un ’aula magna del Convitto Federico Chabod gremita ha fatto da cornice, giovedì 30 aprile scorso, alla cerimonia di consegna degli attestati di “Apprendisti Ciceroni” agli studenti del Centro Regionale di Istruzione degli Adulti-Cria, protagonisti delle recenti Giornate di Primavera promosse dal Fondo per l’Ambiente Italiano. I Cria rappresentano una realtà fondamentale del sistema educativo: centri dedicati alla formazione degli adulti, dove l’apprendimento si intreccia con percorsi di crescita personale e integrazione culturale. In questo contesto, l’esperienza degli “Apprendisti Ciceroni” non si configura come un avviamento alla professione di guida, bensì come un’occasione per sviluppare consapevolezza, senso civico e appartenenza al territorio. Le Giornate di Primavera del FAI - iniziativa nazionale dedicata alla riscoperta e alla tutela dei beni culturali e paesaggistici - hanno registrato un notevole successo di pubblico, con oltre 1.500 visite complessive. Un risultato reso possibile anche grazie all’impegno e alla sensibilità degli studenti coinvolti, chiamati non solo a raccontare i luoghi, ma a riconoscerli come parte viva della propria identità. A sottolinearlo è stata Alessandra Fulginiti, presidente della Delegazione FAI Valle d’Aosta, intervenuta durante la cerimonia: «La competenza e la sensibilità degli studenti, unite alla preparazione degli insegnanti, hanno rappresentato un valore aggiunto. Gli spazi sono tornati a vivere grazie alle vostre parole». Un sentimento condiviso anche dagli altri relatori presenti. L’assessore regionale all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie Erik Lavevaz, ha espresso l’auspicio che questa esperienza possa rappresentare l’inizio di una collaborazione duratura. La dirigente Caterina Stafferi, insieme alle insegnanti referenti Alessandra Biagi e Mila Conti, ha evidenziato come il progetto abbia consentito agli studenti di sviluppare competenze trasversali fondamentali, rafforzando al contempo il senso di partecipazione e appartenenza. A dare voce all’esperienza vissuta sono stati infine gli studenti Emna Souidi, Habiba Bourouissi e Fernando Bildhauer, che hanno restituito, con parole semplici ma dense di significato, il valore umano e culturale di un percorso capace di trasformare l’apprendimento in esperienza viva. Non si tratta, dunque, di formare guide, ma cittadini consapevoli: persone capaci di riconoscere il valore del patrimonio culturale e di farsi, quasi naturalmente, “custodi” e “ambasciatori” della storia e dell’identità della nostra regione.