AOSTA (fci) Sono 930 gli studenti valdostani delle classi quinte delle scuole superiori e del Centro regionale per l'istruzione degli adulti (Cria) ad affrontare, a partire da giovedì scorso, 18 giugno, l'esame di Stato, che da quest'anno torna ufficialmente a chiamarsi «maturità».
Per l'ammissione restano obbligatori la formazione scuola-lavoro (ex Pcto), le prove Invalsi e le prove linguistiche regionali di francese (Delf), senza che tali attività incidano sul voto finale. I candidati che hanno riportato un voto di comportamento pari a 6 decimi dovranno inoltre presentare al colloquio un elaborato critico dedicato alla cittadinanza attiva e solidale.
In Valle d’Aosta i candidati ammessi risultano il 96 per cento contro un 3,1 per cento di non ammessi. La principale novità dell'edizione 2026 riguarda la composizione delle commissioni d'esame, che sono formate da 1 presidente esterno, 2 docenti interni per ciascuna classe e 2 commissari esterni. In Valle d'Aosta sono state nominate 28 commissioni, per un totale di 28 presidenti e 168 docenti. Per garantire le peculiarità del sistema scolastico bilingue valdostano, durante il colloquio orale la lingua francese sostituirà una delle 4 discipline ministeriali, assicurando così la presenza del docente di francese senza incrementare il numero dei commissari. Il calendario delle prove - dopo giovedì 18 giugno la prima prova scritta di italiano e ieri venerdì 19 la seconda prova dedicata alle discipline caratterizzanti l'indirizzo di studi - prevede giovedì prossimo, 25 giugno, la terza prova regionale di francese o la prova Esabac.
Infine, i maturandi sosterranno il colloquio orale sulle 4 discipline individuate dal Ministero - rimodulate a livello regionale per includere il francese - e comprenderà la verifica delle competenze di educazione civica, l’esposizione dell’esperienza di formazione scuola-lavoro e l'analisi del Curriculum dello studente.
L’esame è considerato valido solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove previste.
Il punteggio massimo resta di 100 punti: fino a 40 punti per i crediti scolastici e un massimo di 20 punti per ciascuna delle 3 prove.
Prima prova, le tracce
Il velo sulla maturità 2026 si è alzato alle 8.30 di giovedì mattina quando le commissioni hanno usato la chiave alfanumerica per aprire il plico telematico del ministero dell’Istruzione. E le sorprese non sono mancate. Brancati, Pavese, Calabresi, l’Assemblea costituente sono alcuni degli argomenti su cui i maturandi si sono dovuti cimentare per la prima prova, lo scritto nazionale di italiano.
Erano 2 le opzioni per la tipologia A (analisi del testo): per la poesia, «Passerò per piazza di Spagna» di Cesare Pavese tratta dalla raccolta «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi» e dedicata all’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling; per la prosa, un testo tratto da «I piaceri» di Vitaliano Brancati.
E 3 invece, come sempre, le scelte a disposizione per la tipologia B (testo argomentativo): uno stralcio dal discorso di insediamento del neo eletto presidente Giuseppe Saragat all’Assemblea costituente del 26 giugno 1946; un estratto da «Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire» del giornalista e scrittore Piero Bianucci, libro che passa in rassegna le diverse forme giornalistiche e affronta argomenti delicati come la scelta delle fonti e l’etica professionale di chi scrive; infine un testo da «I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere» del sociologo inglese Frank Furedi sul significato e il valore di confini e frontiere nella società globalizzata.
Completano l’elenco le 2 proposte a disposizione per la tipologia C (tema di attualità): un brano dall’articolo «Funziona a meraviglia» della giornalista tedesca Wenke Husmann (Die Zeit), pubblicato su Internazionale, su scienza, ragionamento scientifico e capacità di farsi stupire; un estratto del libro «Alzarsi all’alba» di Mario Calabresi, storie di persone che abbracciano la fatica come cifra essenziale dell’esistenza.
E come è andata la prima, iconica, prova d’italiano agli studenti valdostani?
Per Camilla Zanardi, maturanda del Liceo classico bilingue, «La prova scritta di italiano ha proposto temi molto complessi da argomentare. Dopo aver letto tutte le tracce ho scelto l’ultima, la tipologia C2, basata su un testo di Mario Calabresi “Alzarsi all’alba”, incentrato sul tema della fatica. Secondo l’autore, la fatica sembra scomparsa dopo il secolo delle grandi fatiche, il Novecento. Ho sviluppato un’argomentazione sulle fatiche che le donne hanno dovuto affrontare nell’arco del Novecento e che ad oggi hanno portato ad un divario sempre minore tra l’uomo e la donna. Ho anche riflettuto sull’importanza di lottare e faticare per mantenere quei diritti che viviamo ogni giorno e che diamo per scontati, dimenticandoci che molti hanno lottato per ottenerli. Ho scritto di Maria Montessori e del coraggio dimostrato dalle donne che tentarono l’iscrizione alle liste elettorali nel 1906, poiché lo Statuto Albertino non dichiarava esplicitamente la loro esclusione dal voto. Poi mi sono concentrata sul ruolo che le donne partigiane hanno avuto durante la guerra civile in Italia. Ho concluso infine parlando del voto alle donne del 2 giugno 1946 per la scelta tra monarchia e repubblica ma anche per l’elezione dell’assemblea costituente, di cui fecero parte 21 donne, le “madri costituenti”. Ho concluso infine spiegando di come la fatica non sia scomparsa ma abbia cambiato modo di “manifestarsi” tra noi giovani. Non “lottiamo” più in modo fisico, la nostra è piuttosto una fatica intellettuale, quando troviamo il coraggio di esprimere le nostre idee e posizioni politiche, cercando la nostra libertà. Per me questa prova è stata una vera e propria sfida, soprattutto nel trovare argomenti che si potessero legare al tema della fatica e svilupparli nel miglior modo possibile. Citare una donna come Maria Montessori per me è stato molto importante perché la considero un punto di riferimento, una sorta di spirito guida anche nella scelta dell’università, tra le prime donne italiane a laurearsi in Medicina, a Roma, nel 1896. Una donna che ha capito il suo valore e ha voluto esprimerlo e affermarlo. Una donna che mi ha incoraggiato a seguire i miei sogni, cioè diventare, un giorno, medico».
Lorenzo Bethaz, della 5ª B del Liceo scientifico Edouard Bérard di Aosta, per la prova scritta di italiano ha scelto la traccia B1, l'estratto del discorso di Giuseppe Saragat alla Costituente.
«Ero un po' combattuto - racconta Lorenzo Bethaz - perché diverse tracce erano interessanti, ma ho scelto questa sia perché mi affascinava il tema, sia perché, ricorrendo quest'anno l'80esimo anniversario della nascita della Repubblica e della Costituente, avevo ripassato questi argomenti di recente e avevo le idee fresche. Nel tema ho voluto sviluppare il concetto di democrazia: Giuseppe Saragat diceva che è soprattutto un problema di rapporti umani, e io ho provato a riflettere su come questi rapporti oggi siano cambiati, diventando spesso legati solo al profitto e alla tecnologia, rischiando così di svuotare il vero senso del "popolo"».
Adesso si pensa all'orale. «E l'ansia c'è, soprattutto per francese, ma fortunatamente a maggio i professori ci hanno proposto delle vere e proprie simulazioni d'esame su tutto il programma, quindi l'impostazione ce l'abbiamo già. Sarà sufficiente un ripasso generale degli appunti presi durante l'anno per rinfrescare le idee».
Dopo l'estate e le meritate vacanze? «Ho intenzione di trasferirmi a Torino per frequentare la facoltà di Economia. Prima di iniziare il percorso universitario, spero di riuscire a fare una settimana di vacanza con i miei amici per festeggiare la fine delle superiori e goderci un po' di relax dopo questi mesi intensi».
Maria Vittoria Pignatelli ha frequentato la 5ª A dell'Alberghiero di Châtillon. «Ho scelto di sviluppare la traccia B1 riguardante il tema della democrazia - racconta - perché ritengo che sia importante capire il proprio ruolo di cittadini, e soprattutto che cosa è stata l'Assemblea Costituente e perché la Costituzione italiana è fondamentale. Nel mio tema ho scritto del significato della democrazia e quale fu il ruolo dell'Assemblea Costituente, ho spiegato inoltre l'importanza della Costituzione e dell'uguaglianza tra cittadini secondo questo testo fondamentale».
Per quanto riguarda l’orale, «ho iniziato a studiare le materie d'esame partendo dal lavoro svolto nel corso dell'anno, e poi preparerò bene la parte che riguarda il curriculum e la presentazione personale. Dopo la scuola ho intenzione di continuare nel settore, con esperienze pratiche che mi permetteranno di formarmi sempre di più, anche in ambiti diversi».
Giada Ponte, della classe 5ª sezione Internazionale del Liceo linguistico di Courmayeur, per la prova scritta di italiano ha scelto la proposta B3, l’analisi del testo tratto dall’opera di Frank Furedi, «I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere», incentrato sul tema del delicato confine tra le generazioni e sul fenomeno degli «adultescenti» che faticano ad assumersi le responsabilità della vita adulta.
«Ho scelto questa traccia perché l'argomento mi affascinava molto - spiega Giada Ponte - e l'ho sviluppata creando un percorso che unisce la letteratura classica a riflessioni personali. Nel testo sono riuscita a inserire collegamenti ad autori come Pascoli, Pirandello e Joyce, ma ho voluto guardare anche oltre il programma scolastico, richiamando la figura di Peter Pan e la sua paura di crescere.
Mi sto preparando per l’esame orale studiando dai miei schemi, dai libri di testo e dagli appunti presi durante l’anno. Al tempo stesso, sto definendo nei dettagli la mia presentazione personale da esporre alla commissione in apertura del colloquio, all'interno della quale integrerò anche un argomento di educazione civica.
Dopo l'estate il mio percorso di studi proseguirà all’Università di Torino, dove frequenterò la facoltà di Scienze della Comunicazione con l'obiettivo e il sogno di diventare, un giorno, una giornalista sportiva. Quest’estate ho deciso che non farò vacanze ma mi concentrerò sul lavoro, una scelta importante sia per essere più indipendente sia per mettere da parte i risparmi necessari per l’università».
Francesco Ciccarelli, della classe 5ª A del Liceo artistico, racconta che «Alla vigilia del compito ero assolutamente certo che avrei scelto una traccia di Tipologia A (analisi del testo letterario): è la tipologia di scrittura che più mi appassiona ed ero convinto che il Ministero avrebbe proposto almeno uno fra gli autori che avevo particolarmente a cuore tra quelli studiati durante l'anno, come Pirandello, Calvino o Pasolini.
Purtroppo, le cose sono andate diversamente… Trovatomi davanti ai fogli d'esame, ho dovuto cambiare radicalmente i miei piani e optare per la Tipologia B, nello specifico la traccia sul discorso di Giuseppe Saragat alla Costituente, nel giorno del suo insediamento come Presidente dell’Assemblea.
Questo imprevisto ha rappresentato il primo vero ostacolo del mio percorso d'esame, dato che ho dovuto ripensare completamente il modo di affrontare la prova. Tuttavia, se c'è una lezione che ho imparato mio malgrado da questa esperienza, è che è sempre meglio non dare ascolto alle statistiche o ai pronostici del web sul "tototema", alle ricorrenze annuali o cose del genere.
Nonostante la sorpresa iniziale, ho affrontato il tema della democrazia che mi sta particolarmente a cuore e della Costituente unendo le mie conoscenze scolastiche a quelle extrascolastiche, arricchendo l'elaborato anche con un breve excursus storico-filosofico sull'evoluzione dello stesso concetto di democrazia.
Anche se non ho ancora le idee del tutto chiare rispetto alla mia scelta universitaria futura, questo esame mi ha dato una certezza: non mi indirizzerò mai verso un percorso scientifico, preferendo di gran lunga l'ambito umanistico, più affine alle mie corde e alla mia sensibilità».
Infine Matteo Peretti della 5ª B Liceo economico sociale Regina Maria Adelaide. «Ho scelto la traccia C1 perché mi è venuto subito in mente il collegamento con Giacomo Leopardi, il mio autore preferito. A partire da questo collegamento, ho scritto un testo che analizza la perdita della meraviglia negli adulti. Ho ricondotto questo venir meno della meraviglia non alla natura, bensì alle distrazioni che il mondo ci impone fin dall’infanzia e che, con il passare del tempo, ci fanno dimenticare ciò che realmente ci suscita stupore.
Ho infine richiamato la poetica del fanciullino di Giovanni Pascoli, che considero un valido modo per allenarsi a provare meraviglia e a ritrovarla in ciò che si fa ogni giorno.
A metà della prova pensavo di dover cambiare traccia, perché non sapevo più come svilupparla; alla fine, però, ho semplicemente trascritto il flusso di coscienza che mi veniva sul momento, ho riletto il testo e ho consegnato».
Il risultato, conclude Matteo Peretti, «è stato un testo particolare, nel quale pongo direttamente delle domande al lettore. Spero sia andato bene. In ogni caso, sono contento di aver scritto soltanto cose che penso davvero».
Cristiano Florio