Giro a Pila: spettacolo fantastico, folla, caldo e pronostici rispettati

Data pubblicazione 3 Giugno 2026
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AOSTA (fc2) La 31esima festosa invasione del colorato “carrozzonne” di 1.400 persone provenienti dal mondo intero per il Giro d’Italia in Valle d’Aosta è stata caratterizzata da uno spettacolo bellissimo, una giornata di sole terribile per i corridori (32 gradi alla partenza in città) ma garante di immagini meravigliose che hanno fatto conoscere a tutti gli appassionati le nostre montagne e le bellezze della regione.

È stata una Valle d’Aosta tinta di rosa con tutti i 17 Comuni coinvolti, un pubblico incredibile al villaggio di partenza in piazza Emile Chanoux e lungo tutti i 133 chilometri, con 4.350 metri di dislivello e 48,5 km di salite, alla partenza del Giro E da Aymavilles e lungo tutta la salita di Pila (divorata in poco più di 40 minuti da Jonas Vingegaard) dove per giorni e notti si sono parlate tutte le lingue con grandi accampamenti, ristori e feste per poi arrivare al bagno di folla al traguardo di Pila, visto che in migliaia sono saliti in bicicletta, a piedi e in 5.500 con la telecabina.

A livello organizzativo per Marco Albarello e il suo staff e per Rcs Sport (il presidente Urbano Cairo si è unito alla corsa a Gressan) è stato grande successo e un investimento centrato nella promozione turistica nel primo tappone in salita, molto atteso. È stata anche una festa dei campioni dello sport con premiati in piazza con Marco Albarello il suo compagno oro olimpico Silvio Fauner, quindi Paola Pezzo, tutta di rosa vestita la cittadina onoraria di Gressan a Pila dove vinse il primo tricolore di mountain bike nel 1993, ancora Federico Pellegrino, Lorenzo Sommariva, Michela Carrara, Benjamin Alliod, Sophie Mathiou, Lisa Francesia Boirai, Mattia Agostinacchio ed Etienne Grimod.

E poi a Aymavilles e sul percorso grandi personaggi del ciclismo come Gianni Motta, Gianni Bugno, Davide Cassani, Claudio Chiappucci, Francesco Moser (colpito in giornata dalla notizia della scomparsa del fratello Claudio, missionario in Canada) o come Igor Astarloa e Sonny Colbrelli coinvolti da “imbucati” nella festa di Pellegrino venerdì sera a Fénis.

La gara

A livello ciclistico tutti si aspettavano i primi attacchi di Jonas Vingegaard e il passaggio di consegne dopo 10 giorni dal portoghese Afonso Eulalio (finito con onore 15esimo a poco più di 2 minuti e mezzo e rimasto secondo in classifica, dopo avere perso contatto dai migliori solo a 8.500 metri da Pila) e così è stato con tutti i pretendenti al Giro sgranati negli ultimi 5 chilometri quando sono stati raggiunti Giulio Ciccone e il colombiano Einer Rubio, ultimi dei 23 in fuga dal secondo chilometro al confine tra Saint-Christophe e Quart.

Ciccone e Rubio, che hanno avuto sino a 3 minuti di vantaggio sul gruppo, hanno iniziato la salita dal municipio di Gressan con ancora quasi 2 minuti, ma la progressione di Vingegaard è stata impressionante, una salita solitaria senza ostacoli.

Ottimo è stato proprio il lavoro della squadra di Jonas Vingegaard, la Visma, che per tutto il giorno a ritmi altissimi ha tinto di giallo la testa del gruppo (a parte i 23 in fuga con il migliore in classifica, lo spagnolo Delacruz, ad oltre 6 minuti) per non fare scappare nessuno e sfiancare tutti. Ai 4.600 metri un Vingegard fortissimo ha staccato tutti dimostrando ancora una volta di essere padrone con il minimo sforzo, quasi al risparmio in prospettiva Tour de France, ma un monumento il danese lo deve fare a Laurenz Rex, Victor Campenaerts, Sepp Kuss e al fantastico e giovane valtellinese Davide Piganzioli, arrivato addirittura quinto nella scia di un ritrovato Giulio Pellizzari, a lungo nelle retrovie, quarto dietro al danese vincitore, all’austriaco Felix Gall e all’australiano Jai Hindley.

Per Vingegaard, vincitore del Tour 2022 e 2023 e della Vuelta 2025, è così arrivata la maglia rosa, saggiamenrte lasciata ad altri per 13 giorni, prima delle ultime 3 tappe di montagna e con la terza vittoria parziale dopo Blockhaus e Corno alle Scale nella rincorsa all’essere l’ottavo uomo a vincere tutte le 3 più grandi corse a tappe dopo Felice Gimondi, Vincenzo Nibali, Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Bernard Hinault, Alberto Contador e Chris Froome.

Sono arrivati a Pila in 159, ritirato solo l’ammalato Christian Scaroni con i velocisti ad oltre 40 minuti (a 42 Jonathan Milan, 44 Paul Magnier, 45 Dylan Groenewegen e gli ultimi). Per tutta la giornata i protagonisti sono stati in 23 con una fuga che ha superato i 3 minuti di vantaggio con l’ecuadoregno Jhonatan Narvaez che, vincendo il traguardo volante di Roisan, ha strappato per 1 giorno e per 1 punto la maglia della classifica a punti al francese Magnier (che se l’è ripresa domenica a Milano), con l’olandese Jardi Van der Lee primo a Saint-Barthelemy, lo spagnolo Igor Arrieta davanti a tutti a Doues, un generoso Ciccone primo sia a Lin Noir che a Verrogne con un bellissimo scatto, poi il britannico Mark Donovan a sprintare al traguardo volante con abbuoni di Gressan quindi, dopo il ricongiungimento, Vingegaard padrone negli ultimi 4 chilometri e mezzo.

Il Giro d’Italia 2026 si deciderà, almeno per il podio, visto che sul nome del primo non abbiamo dubbi, oggi - sabato 30 - con la doppia salita friulana di Piancavallo e poi domani, domenica 31, sarà la passerella finale a Roma.

A Pila, dopo Robert Millar e Udo Bolts, non ha vinto solo un campione come Jonas Vingegaard ma ha vinto il ciclismo per un indimenticabile sabato valdostano della corsa rosa, raccontato alla partenza e all’arrivo nello staff degli speaker dal cognein Paolo Mei al suo 16esimo Giro. Uno spettacolo nello spettacolo, con la soddisfazione di avere visto - e rimarrà nella storia - la nostra tappa decisiva per il successo finale, con l’incredibile cambio di velocità di Jonas Vingegaard subito dopo la curva nella quale la strada di Gressan si è congiunta con quella di Charvensod per sbucare a Pila da vero ed incontrastato dominatore.

  • Il sindaco di Gressan René Cottino premia Jonas Vingegaard, che proprio sulle strade valdostane ha conquistato la maglia rosa
    Il sindaco di Gressan René Cottino premia Jonas Vingegaard, che proprio sulle strade valdostane ha conquistato la maglia rosa
  • La folla a Pila in attesa dell’arrivo in solitaria di Jonas Vingegaard
    La folla a Pila in attesa dell’arrivo in solitaria di Jonas Vingegaard